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22/09/2020

A chi interessano i risultati delle elezioni e dei referendum?

E’ la domanda che mi sono posto proprio ieri sera nel dopo elezioni regionali e referendarie. Solo poco più di un italiano su due è andato alle urne e ieri sera si sono registrati ascolti record per le trasmissioni di intrattenimento distanziando di molto tutte quelle dedicate al dibattito post-elettorale.

Questo è il segnale tangibile che il Paese è tagliato in due. Uno che ha ancora un barlume di senso civico, che tiene al proprio pensiero critico nei confronti della società e che quindi partecipa (quasi) attivamente alla vita sociale, politica ed economica dell’Italia. Il restante, invece, sembra un popolo ‘anestetizzato’, privo di qualsiasi interesse ‘alto’, che ha deciso di affidare probabilmente al caso il proprio futuro professionale e personale. Nessun pregiudizio ‘bigotto’, ma la fotografia di una realtà che porta il Paese ad essere indietro fra le classifiche sulla formazione universitaria, sulla competitività e sulla capacità di rialzare la testa.

Mi è capitato recentemente di partecipare ad una sessione di selezione del personale e alla domanda sui nomi dei referenti politici più importanti regionali e nazionali, molti dei candidati non sapevano rispondere!

E’ proprio da qua che un paese dovrebbe ripartire. Dalla consapevolezza che la società è davvero in difficoltà di ‘conoscenza’ e che quindi il maggior sforzo che una classe politica responsabile dovrebbe fare è occuparsi di ‘elevare’ l’interesse dei propri giovani e meno giovani nei confronti delle scelte che in fin dei conti li coinvolgono.

Ripartire da una scuola nuova, da un’università nuova che sia più vicina alla società, ripartire infondendo valori civici ed etici universali magari restaurando il cosiddetto servizio civile militare limitato a qualche mese. Insomma quello che si osserva passeggiando per le nostre città è una sorta di abbandono e di degrado intellettuale che ‘appiattisce’ la società così impegnata a ritrovarsi prevalentemente sui social.

Il digitale è una grande risorsa se utilizzata per la conoscenza, per il lavoro, per la professione, per lo sviluppo e per tante altre attività… ma diventa un boomerang quando risulta essere esclusivo luogo di divertimento ‘virtuale’ o peggio luogo di ‘chiacchiericcio becero’, che incide, molto spesso, sulle azioni inconsulte dei più deboli.

Insomma, leggendo i risvolti di questa tornata elettorale, non mi sento di commentare le percentuali dei partiti né tantomeno la conquista o la perdita di una regione o di un comune. Quello che mi premeva era dare una ‘lettura’ critica del momento particolare che stiamo vivendo. Non aspettiamoci la ‘manna dal cielo’: costruiamo tutti la società che vogliamo con impegno e dedizione.

#dettofatto di Giovanni Giorgetti

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