Agosto lancia il turismo, prenotazioni in crescita: “Ma tassa di soggiorno è zavorra”

(Maria Carmela Colaiacovo, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi)
Confindustria Alberghi sottolinea come anche quest’anno il mese entrante sarà chiave per l’economia del settore. Cresce il turismo internazionale, ma vanno forte anche le destinazioni italiane, mare in testa. Dallo studio sulla tassa di soggiorno emerge un gettito enorme, che grava sui turisti. Colaiacovo: “Risorse che potrebbero invece servire a competitività delle imprese”
Con agosto si apre il mese clou delle vacanze estive. Confindustria Alberghi, sottolinea che il quadro generale “si mantiene positivo, ma rispetto allo stesso periodo del 2022 gli alberghi italiani segnalano un rallentamento”.
In una nota, l’associazione sottolinea che “tiene il turismo internazionale, il trend delle prenotazioni si conferma in crescita mediamente tra il 4 e il 5% rispetto ad agosto dell’anno scorso che, va ricordato, aveva già fatto segnare numeri molto importanti. Tra le principali nazionalità spiccano Francia, Inghilterra e Germania e sul lungo raggio USA, Brasile e Australia.
Il turismo dei viaggiatori internazionali alimenta soprattutto il mercato delle città d’arte, Firenze (+4,5%) e Roma (+4) in primis, seguite da Venezia (+3,5). Segnali positivi anche da Napoli. Prosegue il trend molto positivo del lusso ancora in crescita rispetto al 2022.
Stessa tendenza seppure più contenuta anche nelle destinazioni balneari dove le presenze di stranieri crescono mediamente dell’1,5%, a fronte di uno a 0,5% di crescita del turismo interno”.
“Sull’andamento del turismo domestico - prosegue Confindustria Alberghi - incidono diversi fattori, dalla ripartenza dei viaggi verso l’estero va ricordato lo scorso anno erano ancora in molta parte condizionati dalla situazione covid - agli effetti dell’inflazione.
Mentre il turismo internazionale prosegue la sua spinta forte grazie anche ad una costante domanda di Italia e ad un cambio euro dollaro particolarmente favorevole”.
Lo studio sulla tassa di soggiorno
Nel frattempo, l’associazione torna a parlare della tassa di soggiorno, un tema molto sentito. Lo fa a fronte della pubblicazione, da parte del centro studi enti locali dei dati relativi a questa misura per il 2022
Dall’analisi emerge che si tratta di 512 milioni al netto dei introiti della città di Roma non ricomprese in questa ricerca, ma che da fonti di stampa raccoglie circa 120 milioni.
“Un dato impressionante - sottolinea Confindustria Alberghi - tanto più se si considera che è di oltre il 10% superiore rispetto al 2019. Questo malgrado i flussi turistici nel 2022 fossero ancora inferiori.Oltre 48 milioni raccolti da Milano, 42 da Firenze e 31 da Venezia.
Per il 2023 il getto è destinato ad aumentare ulteriormente per effetto della crescita delle presenze turistiche che si registrano in questi mesi, ma anche degli aumenti disposti dal Comune di Roma e di Firenze.Risorse che costituiscono un costo importante che grava in grandissima parte sui clienti delle strutture alberghiere”.
“Questi numeri confermano l’impatto del nostro settore sull’economia dei territori. Un gettito importante è quello della tassa di soggiorno che va a finire nelle casse comunali.
Fondi di una portata straordinaria che chiediamo vengano riutilizzati a sostegno del settore e della competitività turistica delle nostre destinazioni” – dichiara Maria Carmela Colaiacovo, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi.
Redazione Cuoreeconomico
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