ven 30 gen 2026

Seguici su:

18/09/2023

Agricoltura, turismo e Made in Italy: fare rete per crescere ancora

Un convegno organizzato da Fondazione Cotarella, Consorzio Orvieto Way of Life e Coldiretti Umbria ha aperto "Orvieto Città del Gusto, dell’Arte, del Lavoro e dell’Innovazione": "Puntare su identità, territorio cultura delle comunità locali in un momento di grande crescita del comparto enogastronomico"

"Orvieto Città del Gusto, dell’Arte, del Lavoro e dell’Innovazione" si è rinnovato e nella sua terza edizione ha nuovamente messo al centro il binomio agricoltura e turismo, ma in una veste sempre più attuale.

L'evento, organizzato da Fondazione Cotarella, Consorzio Orvieto Way of Life e Coldiretti Umbria ha visto come anteprima giovedì 14 una tavola rotonda a cura di Coldiretti Umbria sul tema "Il turismo delle aree rurali dell’Umbria". 

Ad inaugurare la kermesse venerdì 15 settembre nella Sala dei Quattrocento del Palazzo del Capitano del Popolo, è stato il convegno dal titolo "Il Made in Italy agroalimentare e il turismo di qualità.

Esperienze e territori memorabili", presenti Marina Lalli, presidente di Federturismo, Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, il presidente della Federazione Strade del Vino Paolo Morbidoni, il rettore dell'Università degli Studi di Perugia Maurizio Oliviero oltre al direttore de "Le Guide ai Piaceri e ai Sapori" de La Repubblica Giuseppe Cerasa.

Con Dominga Cotarella, presidente di Fondazione Cotarella a fare da anfitrione ed insieme al presidente del Consorzio Orvieto Way of Life Giuseppe Santi, al presidente del Gal Trasimeno-Orvietano Gionni Moscetti e alla direttrice Francesca Caproni, alle istituzioni regionali e locali, ci si è confrontati sull’importanza dell’identità culturale dei territori e il suo stretto legame con la natura e l’ambiente e sulla necessità di ripartire proprio da essi per costruire un futuro di qualità, che significa anche un turismo di qualità, che permetta esperienze memorabili come lo sono i territori stessi, con le loro tradizioni e la loro cultura. A moderare l’incontro  la giornalista Rai Valentina Bisti. Presente anche all'evento ESG89. 

Le connessioni fra agricoltura e turismo

Il punto chiave è stata la riconferma della connessione stretta fra agricoltura e turismo, attraverso la ricerca e la valorizzazione dell’identità del territorio, un’identità "fondata sui valori tradizionali e la cultura autentica delle comunità locali, sulla quale, a sua volta, si realizza l’unicità di quello stesso territorio e delle esperienze che in esso si possono fare".

Dominga Cotarella, amministratore dell'azienda che porta il suo cognome e presidente dell'omonima fondazione ha sottolineato: "Orvieto Città del Gusto, dell’Arte, del Lavoro e dell’Innovazione nasce proprio per mettere a sistema tutta la ricchezza del nostro territorio.

Un territorio in cui l’agroalimentare, come in tutta Italia, è vitale e per questo deve essere protetto, conosciuto e valorizzato

In questo sta, dunque, l’intreccio con il turismo, per dare alle imprese, alle comunità, ai giovani soprattutto, nuove e durature opportunità di crescita".

Gli fanno eco  gli altri organizzatori dell’evento, il presidente del Consorzio Orvieto Way of Life Giuseppe Santi, il presidente del Gal Trasimeno-Orvietano Gionni Moscetti, quello di Coldiretti Umbria Albano Agabiti e quello del Consorzio di Tutela Vini Orvieto Vincenzo Cecci, i quali a loro volta hanno ribadito la necessità di fare rete tra privati ma anche con il pubblico, di valorizzare i produttori locali, di promuovere il territorio attraverso le sue eccellenze, avvicinando sempre di più il consumatore al produttore.

"Dobbiamo tutti impegnarci per un cambio di passo necessario - ha aggiunto dal canto suo il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani - puntando sulle vocazioni più autentiche di un territorio per farne una reale occasione di futuro”.

Gli interventi del convegno

Roberto Morroni, vicepresidente della Regione Umbria ed assessore alla cultura ha ricordato come "L'Umbria è un caveau di gemme, che sono i tanti patrimoni artistici, culturali, enogastronomici, naturalistici, che negli ultimi anni si sono fuse per dare vita a un vero e proprio lifestyle Umbria.

Il governo regionale si era posto l’obiettivo di far uscire l’Umbria dall’anonimato in cui si trovava da decenni, con scelte politiche molto nette.

Abbiamo rotto gli argini tra agricoltura e turismo perchè crediamo che le eccellenze enogastronomiche siano i veri ambasciatori per l’affermazione di questo lifestyle Umbria e i risultati ci stanno dando ragione.

Negli ultimi tempi assistiamo anche all’affermazione di un moderno mecenatismo privato che affianca le istituzioni e che è fondamentale per una maggiore incisività delle azioni".

In questo è risultato fondamentale il ruolo dell'università, come ha ribadito il rettore Maurizio Oliviero: "L'ateneo è impegnato nella ricerca e nella innovazione tecnologica per favorire un moderno sviluppo del Made in Italy ed è attento alla dimensione culturale del cibo, per valorizzare il grande patrimonio immateriale che racchiude, che non si può ottenere chimicamente e che nessuno potrà sottrarci. Dovremmo difendere di più la nostra identità e volerci più bene".

Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti ha ricordato i numerosi progetti di filiera, sottolineando l’importanza del settore agricolo, insieme all’edilizia, nella tenuta del sistema Paese e ha richiamato l’attenzione sui rischi di un uso spregiudicato delle tecnologie nell’agroalimentare in nome del solo profitto.

Da Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi è giunto invece l'invito a privati ed istituzioni a  fare rete per far conoscere ancora meglio e di più le nostre eccellenze anche all’estero, Aldo Mattia, responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia, in luogo del compagno di partito e ministro Lollobrigida ha annunciato invece l’ulteriore sostegno del governo ai progetti di filiera agroalimentare con contributi aggiuntivi.

A seguire, spazio a Marina Lalli, presidente di Federturismo, la quale ha ribadito la necessità di rivedere l’offerta turistica italiana attraverso una digitalizzazione più spinta e ormai indispensabile e una attenta riqualificazione delle strutture, anche alla luce della crescita del turismo enogastronomico.

Paolo Morbidoni, ex sindaco di Giano dell'Umbria e oggi presidente della Federazione nazionale Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori ha sottolineato: "Dobbiamo essere capaci di valorizzare le differenze e di fare della nostra identità un fattore competitivo", trovando in questo manforte in Luciano Sbraga, vicedirettore di Fipe Confcommercio.

A concludere, Giuseppe Cerasa, direttore de "Le Guide di Repubblica" ha evidenziato la capacità di Orvieto di farsi promotrice di un progetto definito "complesso e visionario", quale la rassegna che il convegno ha aperto, invitando istituzioni e operatori a fare squadra per valorizzare un territorio dalle grandi potenzialità.

Un piatto ideato dallo chef umbro Gianfranco Vissani, a base di prodotti del territorio ha concluso la serata.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com