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Aicube, la startup che utilizza l'intelligenza artificiale per tenere sotto controllo le malattie

(Stefano Russano, Ceo Aicube)

Un algoritmo proprietario analizza i campioni salivari e sulla base dei dati ricavati, della clinica e delle linee guida del ministero, permette di monitorare la situazione e capire quando intervenire. L'intervista al Ceo Stefano Russano

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in campo medico non è più una novità assoluta e sempre più aziende si stanno affidando a questo particolare settore della tecnologie per sviluppare prototipi sempre più all’avanguardia.

La sfida di Aicube però va oltre perché tocca un campo, quello delle informazioni mediche, dell’assistenza sanitaria e dell’healthcare nel quale la precisione della diagnosi è fondamentale.

La startup, con sede a Milano, si è avvalsa (anche) del crowdfunding ed oggi sta raccogliendo i primi importanti riscontri.

In sostanza la società ha brevettato un sistema che attraverso l’analisi della saliva, raccolta su un apposito spazzolino elettrico, permette di ottenere informazioni mediche.

Un diabetico, per esempio, potrà tenere sotto controllo i livelli di glucosio o chi desidera avere un figlio può verificare il periodo migliore per il concepimento grazie al controllo degli estrogeni.

Aicube si avvale del cosiddetto Machine Learning, che permette la massima precisione, fornire soluzioni innovative per la cura di malattie, ma anche di abbassare i costi.

Stefano Russano, fondatore ed amministratore delegato di Aicube, spiega a Cuoreeconomico l’idea che sta dietro al progetto: “Abbiamo brevettato un dispositivo DOC.D© che raccoglie un campione salivare in modalità non invasiva, attraverso uno spazzolino elettrico “aumentato”.

Lo spazzolino contiene un sistema di prelievo miniaturizzato che preleva un volume definito di saliva. Una volta che lo spazzolino viene riposto nella sua base il campione salivare viene trasferito in una camera di misura dove avviene l’analisi del biomarcatore di riferimento.

Il nostro obiettivo è di aumentare il livello di prevenzione secondaria in particolare per le malattie non trasmissibili. Tra queste il diabete ed in particolare quello di Tipo II. Il nostro target iniziale sono quindi i diabetici di tipo II e i cosiddetti “prediabetici”.

Ma l'apparecchio diventa con questa formula uno strumento di servizio non solo per i comuni cittadini, anche per case farmaceutiche o compagnie assicurative.  

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel comparto salute è in grande crescita: secondo i dati raccolti dalla società di consulenza internazionale Accenture produrrà un giro d’affari di 6,6 miliardi di dollari nel 2021, con un balzo rispetto ai 600 milioni di dollari del 2014.

Aicube la utilizza per l’analisi dei dati: “La prevenzione – spiega Russano – è in generale possibile se la quantità di dati raccolti è significativa e se si possiede la capacità di gestire questa massa di informazioni.

I dati vengono raccolti con frequenza quotidiana, mentre la gestione è affidata ad algoritmi proprietari che, sulla base della clinica, dei dati di ingresso e dalle linee guida del ministero determinano un indice di rischio di severità della malattia analizzata”.

In sostanza, attraverso l'analisi dei dati si può arrivare a capire se la malattia è in una fase di alert, che consiglia l'intervento medico.

Il crowdfunding, ma non solo quello hanno permesso alla società, nata alla fine del 2018 di accreditarsi e di testare su un pubblico più generale la bontà del progetto: “Attraverso quella campagna – prosegue Russano – abbiamo validato il progetto ed è servita anche a raccogliere il capitale necessario alla prima fase di prototipazione.

Nelle campagne di Crowdfunding ci sono investitori non professionali che rappresentano in qualche modo il mercato.

Il successo della campagna con più di 100 soci e 300.000 euro raccolti ci ha dato conferma che il progetto fosse vincente”.

Ma non c’è solo quello: “Siamo stati contattati da aziende farmaceutiche Italiane e da aziende nel settore Oral care basate negli Stati Uniti.

Inoltre le interviste che abbiamo condotto con un gruppo selezionato di potenziali clienti trova fondamentale il nostro approccio non Invasivo nella raccolta del campione”, spiega. La nuova grande sfida che Aicube ha davanti è quella lasciata in eredità dalla pandemia.

L’Italia, come tutto il mondo, ha conosciuto l’importanza della parola ‘tampone’, fonte primaria di verifica per la presenza eventuale del virus Sars Cov-2.

Il trait-d’union fra i due è la saliva ed è da qui che potrebbe svilupparsi ulteriormente l’utilizzo dell’apparecchiatura: “Un punto di forza del nostro dispositivo è la scalabilità – conclude Russano –DOC.D© raccoglie un campione salivare e misura il biomarcatore selezionato nella saliva.

I test su saliva intera per covid-19 hanno cominciato ad apparire sul mercato negli ultimi mesi. Una volta clinicamente validati (Peer Review) verificheremo l’applicabilità nel nostro sistema”.

Di Emanuele Lombardini

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