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01/11/2020

Arezzo, allarme terziario: un’impresa su tre a rischio chiusura in caso di nuovo lockdown

(Franco Marinoni, direttore di Confcommercio Toscana) 

L’indagine rileva poi segnali di profonda sofferenza dal punto di vista del fabbisogno finanziario, certificando una ripresa ancora lontana sul fronte della liquidità  
 

Dopo una timida ripresa estiva è di nuovo crollato il clima di fiducia degli imprenditori. Sette su dieci guardano con timore l’ipotesi di un nuovo lockdown, che per uno su tre potrebbe significare la fine dell’attività. Il rialzarsi della curva dei contagi nelle ultime settimane, e le conseguenti misure adottate dal Governo, ha di nuovo spinto in basso tutti gli indicatori economici (andamento dell’attività, ricavi) anche in provincia di Arezzo, rievocando gli spettri del lockdown già vissuto a primavera. Così, dopo una timida ripresa estiva, è di nuovo crollato il clima di fiducia degli imprenditori del terziario: sette su dieci guardano con timore l’ipotesi di una nuova chiusura generalizzata, che per uno su tre potrebbe addirittura significare la fine dell’attività.

È quanto emerge dal focus di approfondimento sulle imprese del terziario della provincia di Arezzo, realizzato nell’ambito dell’ «Osservatorio Congiunturale Toscana» da Confcommercio Toscana in collaborazione con Format Research. Le prime ripercussioni della pandemia a livello economico si fanno vedere anche nei numeri: in provincia di Arezzo si contano 16.820 imprese operative nel commercio, nel turismo e nei servizi, in calo rispetto a quelle rilevate dodici mesi fa. Anzi, a settembre 2020 si è registrato lo scostamento negativo più intenso degli ultimi 10 anni (-105), dovuto prevalentemente alla decelerazione dell’apertura di nuove attività. Perché, è ovvio, con questi chiari di luna la voglia di fare impresa è molto diminuita.

L’indagine rileva poi segnali di profonda sofferenza dal punto di vista del fabbisogno finanziario, certificando una ripresa ancora lontana sul fronte della liquidità. Negli ultimi sei mesi è infatti cresciuta la quota di imprese che hanno fatto domanda di credito nel periodo compreso tra aprile e settembre (44%) e, dopo le difficoltà che hanno caratterizzato i primi mesi, in due casi su tre la risposta degli istituti di credito è stata positiva.