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26/01/2026

ARTIGIANATO. Piccole imprese e intelligenza artificiale: accelera l’impiego dell’AI

(Dario Costantini, Presidente nazionale CNA)

Il 35% già la utilizza, il 36% la sta valutando. Quasi il 60% esprime giudizi positivi, oltre il 51% tra gli imprenditori over 70 Oggi, tra gli strumenti innovativi al servizio del manifatturiero c’è RETEA CONNECT,
la piattaforma lanciata da CNA Toscana Centro per aiutare le pmi ad essere protagoniste del cambiamento

Per micro e piccole imprese l’intelligenza artificiale non è una minaccia, al contrario è un prezioso strumento per aumentare la competitività, ridurre gli errori e risparmiare tempo. L’indagine promossa dall’Area studi e ricerche della CNA su oltre 2.500 imprese rappresentative del tessuto produttivo rileva il grande interesse verso l’intelligenza artificiale e la forte accelerazione del suo utilizzo, e questo impone agli stakeholders territoriali la creazione di un ecosistema favorevole che offra servizi altamente innovativi calibrati sulle esigenze della filiera manifatturiera.

Il 35,6% del campione dichiara di impiegare l’AI, il 16,4% un solo strumento e il 19,2% almeno due delle principali tecnologie dell’intelligenza artificiale. Da analoga indagine condotta 18 mesi fa (limitata al settore manifatturiero) soltanto il 5,2% aveva iniziato a impiegare l’AI. Inoltre, c’è un altro 15,4% che ne sta valutando l’impiego. Con la rapida diffusione dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi aumentano anche il livello di conoscenza e l’orientamento positivo a impiegarla. Il 27% degli intervistati dichiara di avere una buona o ottima conoscenza dell’AI e oltre il 57% esprime una valutazione favorevole, rispetto al 44% della precedente rilevazione. Soltanto il 12,4% esprime un giudizio negativo.

Il sentiment positivo è ovviamente concentrato nei giovani (oltre il 70% tra gli under 30) ma anche tra gli imprenditori più anziani c’è una netta maggioranza di giudizi positivi a prescindere dal livello di conoscenza: quasi il 54% dei titolari d’impresa tra 50 e 70 anni e il 52,2% tra gli over 70. Percentuali che rilevano come verso l’AI anche i più anziani mostrano un inaspettato ottimismo. Il risparmio di tempo è il principale beneficio dell’intelligenza artificiale per l’83,1% del campione, riduzione degli errori ed eliminazione di attività ripetitive rispettivamente per il 36 e il 35%. Oltre un’impresa su quattro indica l’aumento di competitività e il 23,7% ritiene di realizzare innovazioni di prodotto e di processo. 

L’indagine ha fatto emergere quali sono i principali ostacoli nell’adozione dell’intelligenza artificiale e dalle risposte del campione risulta che comprensione e competenze rappresentano i veri nodi critici. Per il 56,7% la difficoltà è capire cosa può essere veramente utile e il 40,3% indica la carenza di competenze interne all’azienda. Barriere economiche (18,2%) e timori sulla sicurezza dei dati (17,5%) sono ostacoli di secondo livello, così come l’integrazione con i sistemi esistenti (17,3%). Quasi marginali invece la carenza di infrastrutture adeguate (7,9%), la resistenza del personale (8,2%), i timori sui tempi di adozione.

Questi dati suggeriscono che le imprese sono culturalmente più aperte e interessate più di quanto si possa immaginare e l’AI è percepita prevalentemente come un’estensione più che una minaccia. Emerge inoltre una forte domanda di supporto da parte degli imprenditori: il 70,5% parteciperebbe a iniziative di formazione, oltre il 50% apprezzerebbe consulenze personalizzate e supporti per agevolazioni finanziarie.

“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale si sta diffondendo a grande velocità -afferma il Presidente nazionale CNA Dario Costantini – a conferma dell’apertura delle nostre imprese nei confronti delle nuove tecnologie. Oltre una su tre la sta utilizzando e un altro 15% ne sta valutando l’adozione e anche gli imprenditori più anziani hanno un orientamento positivo verso la IA”.

Ecco perché, precisa Gianmarco Barluzzi, vicepresidente CNA Toscana Centro con delega all’innovazione “il distretto manifatturiero di Prato può evolversi e crescere solo se inserito in un ecosistema favorevole, fatto di servizi avanzati, infrastrutture adeguate, strumenti di accompagnamento all’innovazione e politiche pubbliche coerenti in grado di guidare le filiere verso la trasformazione dei modelli produttivi, con l’integrazione delle tecnologie digitali, della gestione dei dati, dell’automazione intelligente e delle soluzioni legate alla sostenibilità ambientale. In questo contesto, per le pmi diventa necessario quindi poter contare su un terziario che sia al servizio del manifatturiero e che guardi sempre più alla qualità dei prodotti, alla trasparenza delle filiere, all’etica, alla responsabilità sociale del fare impresa e alla sicurezza dei dati, elementi ormai centrali per la competitività e la reputazione sui mercati nazionali e internazionali”.

Sottolinea Elisa Bologni Presidente Informatici CNA Toscana Centro «l’indagine conferma un cambiamento culturale ormai evidente: le pmi guardano all’IA con interesse e concretezza e sono pronte al salto tecnologico, ma chiedono una guida sicura. Non c’è paura della tecnologia, ma la volontà di usarla per lavorare meglio, ottimizzare i tempi e rendere i processi più efficienti. L’IA viene percepita come un supporto operativo, capace di alleggerire le attività ripetitive e migliorare la qualità del lavoro. Restano alcune difficoltà legate alle competenze e all’orientamento tra le soluzioni disponibili, ed è proprio su questo che come CNA Toscana Centro siamo impegnati ad accompagnare le imprese con formazione e assistenza mirata, attraverso iniziative come la piattaforma Retea e i nostri servizi ICT, affinché l’innovazione sia davvero alla portata di tutti e diventi un vantaggio reale per tutte le PMI del territorio».

“Il fatto che oltre il 56% delle PMI fatichi a comprendere l’utilità concreta dell’IA e il 40% segnali carenza di competenze interne non è un freno, ma una chiamata all'azione per i corpi intermedi come CNA – dice Gaetano De Felice Coordinatore progetti di innovazione di CNA Toscana Centro – La nostra organizzazione ha scelto di non subire questa trasformazione, ma di governarla lanciando Retea, un ecosistema progettato per democratizzare l’accesso alle tecnologie avanzate. Non ci limitiamo a fornire consulenza: attraverso la piattaforma Retea Connect, utilizziamo sistemi intelligenti proprio per colmare quel gap di competenze, analizzando i bisogni reali delle aziende e connettendole con soluzioni di innovazione, credito ed ESG su misura. Il nostro obiettivo è rendere l’innovazione scalabile e replicabile: grazie all'integrazione tra IA e la garanzia del sistema CNA, permettiamo anche alla più piccola impresa artigiana di accedere a strumenti competitivi complessi con la stessa facilità di una grande industria”.

Redazione CUOREECONOMICO
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