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Assolombarda lancia il Piano Strategico per il rilancio di Pavia. Innovazione e sostenibilità i pilastri per lo sviluppo

(Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda)

Spada: “Serve un patto con le istituzioni e impegni precisi. Ripartiamo dai punti di forza del territorio: l’industria, l’innovazione, l’apertura internazionale dell’università”

“Pavia può e deve riguadagnare il terreno perso e darsi un nuovo slancio per tornare ad essere competitiva e attrattiva per imprese e investimenti. Oggi abbiamo l’occasione di ridisegnare il ruolo di questo territorio, all’interno della nuova geografia economica che si andrà delineando nel dopo la pandemia. Va in questa direzione il nostro contributo programmatico per il rilancio, che richiede una condivisione di obiettivi chiari e di impegni precisi da parte di tutte le istituzioni e gli attori del territorio.

Un’agenda comune di priorità che proietti questo territorio finalmente in avanti”. Così Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, è intervenuto all’evento “Pavia verso il futuro”, in diretta streaming su “Genio & Impresa”, webmagazine dell’Associazione.

L’incontro è stato l’occasione per presentare il “Piano Strategico di Pavia”, elaborato da Assolombarda per tracciare una visione del futuro sviluppo pavese, promuovere l’attrattività del territorio e rilanciare l’economia, attraverso proposte condivise da realizzare in partnership pubblico-privato.

I temi della formazione tecnica, della ricerca, dei finanziamenti all’Università e del suo rapporto sempre più stretto col mondo dell’impresa, al centro del progetto di rilancio, sono stati oggetto del dialogo tra Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, e Gaetano Manfredi, Ministro per l’Università e la Ricerca, intervistati dalla giornalista Monica Maggioni.

Tra gli altri sono intervenuti: Nicola de Cardenas, Presidente della sede di Pavia di Assolombarda; Fabio Benasso, Vicepresidente di Assolombarda con delega alla Semplificazione e Progetto MIND; Fabrizio Fracassi, Sindaco di Pavia; Francesco Svelto, Rettore dell’Università degli Studi di Pavia.

Oltre alla formazione, il rapporto con le istituzioni, il recupero delle aree dismesse, la rigenerazione urbana, le infrastrutture fisiche e digitali, sono le sfide cruciali per il futuro di un territorio che, da molti anni, si trova in forte sofferenza economica. Sfide che Assolombarda ha raccolto e che si propone di portare avanti in un percorso di condivisione e coprogettazione, per delineare un nuovo modello di sviluppo e invertire il trend.

Ripartiamo dai punti di forza del territorio, tra tutti uno è sicuramente l’Università. Infatti, malgrado la pandemia abbia trasformato la modalità di offerta e di fruizione della didattica - ha proseguito il Presidente di Assolombarda, Alessandro Spada -, l’apertura internazionale degli atenei lombardi è cresciuta, registrando un aumento delle iscrizioni complessive per il 2019-2020 del +8% (+10% studenti internazionali) e anche delle immatricolazioni dell’anno in corso che stimiamo di almeno il +2% (+3% per gli studenti internazionali).

Pavia si conferma, dunque, città universitaria con oltre 23mila studenti (il 32% della popolazione), di cui 2mila internazionali. Sostenere l’università di Pavia, come ecosistema capace di favorire innovazione, creazione di valore e trasferimento tecnologico, significa quindi promuovere il contributo decisivo che può dare alla creazione di nuova impresa e allo sviluppo territoriale; alla qualificazione delle professionalità e delle nuove competenze necessarie alle trasformazioni del sistema produttivo.

Occorre, in questa logica, rafforzare e qualificare il rapporto delle università con il sistema produttivo, anche tramite sgravi fiscali e incentivi alle imprese che investono nell’università, che favoriscono l’apertura di laboratori congiunti e l’attivazione di corsi di dottorato industriale.

Oltre ad attenuare, in ambito universitario, i vincoli amministrativi e procedurali delle PA che consentirebbe all’università di guadagnare importanti spazi di autonomia d’azione negli assetti organizzativi e di governance, nelle strategie di sviluppo, nell’attrazione dei ricercatori, nei processi di innovazione didattica e nel quadro di relazioni con le imprese”.

Il Covid-19 ha impresso uno shock senza precedenti sull’economia pavese, così come in Lombardia e in Italia. Sul fronte degli scambi con l’estero, ha spiegato Valeria Negri, Direttore del Centro Studi Assolombarda, le imprese locali hanno perso, nei primi sei mesi del 2020, 236 milioni di euro di fatturato, pari a un calo del -11,9% rispetto allo stesso periodo del 2019 (contro una media lombarda del -15,3%).

La performance del territorio, migliore rispetto alla media regionale, è legata alla presenza nel pavese di settori essenziali, come farmaceutica (+16,4%) e alimentare (+15,8%) che crescono a doppia cifra. A subire pesanti contraccolpi sono stati i metalli (-28,4% di esportazioni) e la meccanica (-26,8%), così come la calzatura (-17,9%) e la chimica (-7,0%).

“Proprio date queste premesse, avvertiamo l’urgenza e la responsabilità della nostra chiamata a condividere un piano strategico – ha sottolineato Nicola de Cardenas, Presidente della sede di Pavia di Assolombarda rivolta a tutte le componenti istituzionali, economiche e sociali pavesi. Industria e lavoro sono due valori preziosi da cui ripartire per guardare avanti.

A Pavia l’industria costituisce il 23% del valore aggiunto: siamo una terra di manifattura e di imprese, di lavoro e ingegno, un tessuto composto da importanti filiere e terra di innovazione. E sebbene il Covid abbia aggravato una situazione che nel nostro territorio era già complessa, il tessuto produttivo pavese è riuscito a sopportare meglio di altri gli effetti della crisi pandemica.

Merito della resilienza delle nostre imprese che, secondo una survey del Centro Studi Assolombarda, per il 33% intendono mantenere i progetti di crescita e di investimento previsti prima dello scoppio della pandemia, nonostante la maggior parte di loro (64%) preveda una diminuzione del proprio fatturato. A dimostrazione che l’industria è un pilastro essenziale per la tenuta e la crescita dell’economia di un territorio”.

Il PIL pavese è previsto in flessione del -9,2% nel 2020, un calo meno intenso rispetto al -10,2% regionale. Il rimbalzo del 2021 è atteso del +6,2%, così da limitare al -3,6% la perdita cumulata del PIL pavese a fine 2021 rispetto al 2019. Questo gap è leggermente più contenuto rispetto a quello della Lombardia (-4,1%), in quanto Pavia beneficia della più vivace ripartenza del manifatturiero che costituisce una vocazione distintiva del territorio.

A permanere, come elemento di forte rischio per il quadro economico, rimangono gli impatti dell’aggravarsi della pandemia a livello globale. “È questo il momento in cui alzare lo sguardo per iniziare a progettare un futuro diverso, più sostenibile per il territorio di Pavia – ha concluso Nicola de Cardenas, Presidente della sede di Pavia di Assolombarda .

Un riscatto che passa dai cantieri progettuali che oggi inauguriamo, sulla attrattività del territorio, l’innovazione e il capitale umano, la sostenibilità. Un riscatto che passa da una visione condivisa. Immagino la provincia di Pavia come una grande area verde, a pochi chilometri da Milano, con infrastrutture di collegamento efficienti; digitalmente interconnessa; popolata di imprese innovative, ad alta tecnologia. Lavorare insieme per rendere questa visione, realtà”.  

Tra le priorità del piano di rilancio, Assolombarda individua la realizzazione delle infrastrutture digitali, vero attivatore di innovazione, e delle opere strategiche per il territorio, come il nuovo ponte della Becca e la Superstrada Vigevano Malpensa.

La promozione della mobilità sostenibile presso le aziende, anche in chiave di miglioramento della qualità ambientale del territorio, favorendo per esempio il mobility management aziendale e la messa in rete di buone pratiche aziendali. Oltre al fatto di favorire interventi di rigenerazione urbana, attraverso la possibilità di far rientrare Pavia, per esempio, tra le aree della Carta Europea degli aiuti regionali, così da mettere il territorio nelle condizioni di offrire agli investitori importanti incentivi e attrarre nuovi insediamenti di imprese, limitando il consumo di suolo e riqualificando il territorio dal punto di vista ambientale.

Altro importante cantiere progettuale è quello che comprende la formazione tecnica (quella pavese è la provincia lombarda che ha l’offerta minore di corsi ITS) e l’università. Assolombarda ha rilevato una domanda crescente di professionalità nell’ambito della tecnologia industriale che, al momento, non trova adeguata risposta nel mercato del lavoro territoriale.

Da qui la proposta di sostenere il progetto dell’Università di Pavia, che permetterà di attivare un nuovo modello di trasferimento tecnologico, di incubazione di idee e start-up e di attrazione degli investimenti, e di rafforzare la collaborazione tra imprese e università, realizzando progetti di partenariato didattico.

E l’impegno ad incrementare le azioni di orientamento professionale, anche attraverso visite aziendali per sollecitare l’interesse dei giovani verso l’industria, la cultura scientifico-tecnologica e le sue applicazioni nel mondo produttivo. Oltre a promuovere nelle aziende la cultura della formazione continua (hard e soft skills) per favorire il re-skilling della forza lavoro, anche attraverso i diversi canali di finanziamento e strumenti di incentivazione finanziaria dedicati.

Nel piano viene sottolineata anche la necessità di incentivare logiche 4.0 e i processi di innovazione e digitalizzazione nelle imprese, a sostegno dell’innovazione. In questa direzione, Assolombarda propone l’istituzione di un Tavolo periodico tra gli attori del territorio.

Con l’obiettivo di dare stabilità alle relazioni esistenti e sviluppare nuove sinergie; diffondere, tra le aziende, la fruizione delle agevolazioni regionali, nazionali europee; abbattere i costi diretti per le imprese in tema di ricerca ed innovazione, oltre a supportarle nella gestione di bandi e misure d’incentivazione; condividendo con gli enti locali priorità d’azione e focalizzazioni degli incentivi alla R&I in linea con le vocazioni territoriali e le esigenze di investimenti delle imprese.

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