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25/11/2020

Bankitalia: 'Marche in terribile affanno e anche l’export in forte contrazione’

L’analisi di Banca d’Italia, le Marche frenano: -30% di fatturato per un quarto delle imprese dell’industria, calano le imprese iscritte e l’export, pochi investimenti, cala l’occupazione e cresce la propensione al risparmio tra i cittadini. Diversi dati risultano peggiori della media nazionale! A Gennaio in programma il GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 – RESTART MARCHE

Da marzo del 2020 l’attività economica nelle Marche risente pesantemente delle conseguenze della pandemia. Secondo l’aggiornamento congiunturale, Banca d’Italia certifica che «nel complesso dei primi nove mesi dell’anno, all’interno dell’industria manifatturiera il calo è stato accentuato per i comparti dei beni durevoli per le famiglie (mobili ed elettrodomestici) e soprattutto della moda». Segno meno anche per le costruzioni, commercio, terziario.  

«Di fronte all’imprevista caduta dei ricavi che si è verificata con l’insorgere della pandemia, il fabbisogno di liquidità delle imprese si è accresciuto. Nel primo semestre le ripercussioni sull’occupazione sono state significative per alcune categorie di lavoratori, come gli autonomi e i dipendenti a tempo determinato. Il saldo tra assunzioni e cessazioni di rapporti di lavoro dipendente nel settore privato è peggiorato soprattutto per i giovani, più frequentemente impiegati con contratti meno stabili».

Questa la cornice, ma andando a posizionare la lente di ingrandimento l’istituto precisa che «nell’industria l’andamento è stato particolarmente negativo per il complesso dei settori considerati non essenziali, la cui attività era stata temporaneamente sospesa in primavera: nei primi nove mesi dell’anno un quarto delle imprese appartenenti a questi settori ha subito un calo del fatturato superiore al 30 per cento, una quota doppia rispetto a quella delle imprese non interessate dalla sospensione».

Quanto alle costruzioni e il mercato immobiliare, i dati forniti dal sistema delle Casse edili marchigiane (riferiti ai cantieri attivi in regione, a prescindere dalla provenienza dell’azienda) mostrano una diminuzione delle ore lavorate di circa il 20 per cento nel primo semestre del 2020 rispetto al corrispondente periodo del 2019.

In base alle informazioni del Registro delle Imprese, a fine giugno il numero di imprese attive nelle Marche era inferiore dell’1,1 per cento rispetto a dodici mesi prima (pari a quasi 1.700 unità in meno, a fronte del -0,2 per cento in Italia): tale esito è dovuto alla netta flessione delle iscrizioni, che nel primo semestre del 2020 è stata più intensa di quella delle cessazioni di attività (rispettivamente -28 e -23 per cento nelle Marche; -25 e -17 in Italia). Il calo del numero di imprese attive ha riguardato tutti i principali settori e, all’interno del terziario, è stato più marcato nel comparto del commercio e in particolare nel commercio al dettaglio.

Nel primo semestre del 2020, le esportazioni di beni sono diminuite del 17,8 per cento a prezzi correnti (-15,3 in Italia). In tutti i comparti si è registrato un calo delle vendite all’estero, con l’eccezione della farmaceutica (in crescita del 40,8 per cento).

Insomma, in base al sondaggio autunnale della Banca d’Italia condotto tra settembre e ottobre, solo metà delle imprese dell’industria e dei servizi intervistate valuta di chiudere l’esercizio 2020 in utile.

Il credito bancario al settore produttivo, che aveva ripreso a espandersi già da marzo, è così cresciuto in giugno del 3,8 per cento su base annua (-2,6 nel 2019). Secondo le più recenti informazioni disponibili, la dinamica dei finanziamenti bancari ha accelerato in estate (8,2 per cento in settembre) sia per le aziende maggiori sia per le piccole (rispettivamente 9,5 e 3,9 per cento).

Nella media del primo semestre del 2020, secondo la rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, il numero di occupati nelle Marche si è ridotto dello 0,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli autonomi, meno coperti dalle misure di tutela dell’occupazione, sono diminuiti del 3,9 per cento (-2,5 in Italia). La forza lavoro ha così mostrato una brusca contrazione (-3,7 per cento). Inoltre nelle Marche nei primi nove mesi dell’anno le immatricolazioni di autovetture sono calate di circa il 30 per cento.

I dati relativi ai flussi di nuovi mutui indicano una netta riduzione delle erogazioni nel secondo trimestre dell’anno (-18,0 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, al netto di surroghe e sostituzioni), in connessione con il calo delle compravendite immobiliari.

Nel primo semestre del 2020 i depositi bancari sono aumentati in misura sostenuta (6,8 per cento nei dodici mesi terminanti in giugno, da 4,4 di fine 2019); la crescita è stata particolarmente intensa per la componente in conto corrente (9,5 per cento), ma ha riguardato anche quella al risparmio (2,4 per cento). I depositi delle famiglie, che costituiscono circa i tre quarti del totale, hanno intensificato la propria crescita (4,7 in giugno, da 3,8 in dicembre).

I depositi delle imprese sono saliti del 14,4 per cento nei dodici mesi terminanti in giugno (6,7 in dicembre).  

Banca d’Italia chiude: «In presenza di elevata incertezza e di condizioni di accesso al credito più favorevoli, le imprese avrebbero accumulato liquidità a scopo precauzionale, posticipando al contempo gli investimenti».  

E’ questo il quadro dell’economia marchigiana che necessita di una nuova ripartenza. Proprio per questo motivo, per la fine di gennaio ESG89 Group e ‘CUOREECONOMICO’ organizzeranno il GLOCAL ECONOMIC FORUM – RESTART MARCHE! dedicato alle raccolta di idee e riflessioni per ridisegnare il futuro della regione coinvolgendo stakeholder economici e sociali.  

Di Luigi Benelli

Info per GLOCAL ECONOMIC FORUM – RESTART MARCHE! in programma a Gennaio 2021

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