Bartoloni (Sitem): "Il motore elettrico di trazione sarà uno dei mercati del futuro. Basta soldi a pioggia, all'Italia serve un vero piano di risanamento"
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(Giovanni Bartoloni, presidente Sitem Italia)
A livello di gruppo la Sitem Spa sconterà un calo del fatturato del 10% mentre in Italia sarà attorno al 20%. La società si sta attivando per contrastare il più possibile questa situazione, ma non sarà semplice
La sfida dell’internazionalizzazione per il rilancio dell’economia di un intero paese. Giovanni Bartoloni, presidente della Sitem Italia (vedi Report), azienda con sede a Cannaiola di Trevi in provincia di Perugia leader nella produzione di lamierino per motori elettrici e trasformatori e getti pressofusi, che commercializza in 20 paesi nel modo è un esempio di come una produzione made in Italy sia stata capace di farsi largo e mettersi in evidenza all’estero. Oggi ha sedi anche in Francia, Svizzera e Slovacchia.
Anche in vista dell’appuntamento del 13 novembre prossimo col GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 a Perugia il 13 novembre prossimo, sui temi dell’internazionalizzazione, ‘CUOREECONOMICO’ ha colto l’occasione per ‘conversare’ con Giovanni Bartoloni e fare il punto sul settore e non solo.
CONTRAZIONI DI MERCATO - L’azienda non si è in realtà mai fermata, nemmeno durante il lockdown “Anche se abbiamo lavorato con meno operai”, spiega Bartoloni, ma gli effetti della crisi economica internazionale si stanno facendo sentire: “A livello di gruppo sconteremo un calo del fatturato del 10% mentre in Italia saremo attorno al 20%. Ci stiamo attivando per contrastare il più possibile questa situazione, ma non è semplice”.
Il motivo, per una azienda che produce materiale semilavorato ‘di servizio’ per altre realtà, è facilmente intuibile: “Subiamo le contrazioni dei mercati di riferimento – spiega Bartoloni – Il 51% del nostro fatturato si realizza con l’esportazione nel mondo, ma anche in realtà come la Germania, che rappresentano il nostro principale mercato, costituito da altri imprenditori che hanno a loro volta aziende all’estero, c’è stato un grosso calo. In Svizzera siamo riusciti a restare sulle stesse cifre dell’anno scorso, perché abbiamo preso diversi contratti per l’automotive elettrica, che è il settore del futuro. Dobbiamo sperare in un rimbalzo dell’economia dopo la crisi”.
INTERNAZIONALIZZAZIONE A DUE FACCE - Internazionalizzazione come tema centrale per la Sitem. Come mercato di riferimento ma anche in senso contrario, intesa come modelli di mercato da importare. Bartoloni spiega: “La nostra strategia sarà portare in Italia il lavoro sul motore elettrico di trazione; su questo puntiamo davvero tanto. Nella nostra sede in Svizzera abbiamo già le conoscenze, il know-how del settore: se riusciamo a portarle il Italia, c’è la possibilità di crescere nel mercato dell’automotive da noi. Nel prossimo futuro, guardando al 2030, si parla di una produzione pari ad 8.5 milioni di motori l’anno, quindi è ovvio che ci sarà bisogno di questa produzione non solo in Francia e Germania, dove ci sono i maggiori gruppi automobilistici d’Europa, ma anche qui e altrove”.
CRISI E SOSTEGNI ECONOMICI - Anche la Sitem, come molte imprese italiane, ha beneficiato, sia pure in minima parte, dei sostegni previsti dallo Stato in questa fase post-lockdown, ma il confronto con l’estero è impietoso: “I tempi sono molto lunghi, qui ci sono voluti tre mesi, la seconda tranche del finanziamento l’ho presa ieri, ed avevo fatto richiesta a maggio”, sottolinea Bartoloni. “Abbiamo usato il mediocredito centrale per prendere il finanziamento post Covid, ma la Sace ha una garanzia che costa l’1.2%, al quale va aggiunto l’interesse da pagare alle banche. In Svizzera è molto diverso: se la tua azienda scende sotto il 20% del fatturato annuale, puoi fare richiesta per avere – in dieci giorni – una cifra pari al 10% del fatturato dell’anno precedente, che puoi usare per mettere in sicurezza l’azienda, pagando tasse, fornitori, dipendenti e quant’altro”.
PIANO STRATEGICO CERCASI - Guardando ai prossimi soldi che arriveranno dal Recovery Fund, Bartoloni è tutt’altro che ottimista: “Spero che con quei soldi si sostenga davvero il Sistema Italia e se questo avverrà ne beneficeremo tutti, anche noi, ma ho poca fiducia, perché purtroppo qui scontiamo la nostra abitudine di prendere i soldi per spenderli a pioggia, mentre invece servirebbe un vero e proprio piano strategico e una serie spending review, una riforma fiscale ed economica seria, che risani i conti e rilanci davvero il Paese”.
Di Emanuele Lombardini






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