ESG89 MADE in UMBRIA - Bartoloni (Sitem): “La vera sfida è innovarsi senza perdere tradizione e identità”

“Dal 20 dicembre al 6 gennaio le rubriche di CUOREECONOMICO racchiuderanno le idee, le riflessioni e gli interventi che hanno contribuito ad analizzare il quadro economico e sociale italiano nel 2024”
(Marco Bartoloni, Ceo Sitem)
Il Made in Umbria è sinonimo di tradizione e qualità artigianale. Un’eccellenza che, per mantenersi competitiva, deve continuare a investire in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Criteri importanti sia per le nuove generazioni sia per gli imprenditori che per crescere hanno bisogno di puntare su formazione, incentivi e comunicazione per attrarre i nuovi talenti. Di seguito l’intervista a Marco Bartoloni, Ceo Sitem e relatore dell’iniziativa “Made in Umbria” firmata ESG89.
Il made in Umbria è noto per la qualità e l'attenzione al dettaglio. Quali pensa siano le principali sfide e opportunità per mantenere e valorizzare ulteriormente questo marchio a livello nazionale e internazionale nei prossimi anni?
"La principale sfida consiste nel coniugare tradizione e innovazione, ovvero la capacità di innovare senza perdere l’identità legata alla tradizione e al territorio. Se da un lato la qualità artigianale è un punto di forza, dall'altro è fondamentale adottare tecnologie all’avanguardia per competere su scala globale.
Opportunità significative risiedono nella crescente domanda di prodotti sostenibili, un’area in cui il Made in Umbria può eccellere grazie all’attenzione al territorio e all’ambiente.
Sarà essenziale investire in marketing digitale e rafforzare la presenza su mercati internazionali, valorizzando il legame unico tra territorio, cultura e produzione".
In molti settori manifatturieri, tra cui quello umbro, si riscontra una crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata. Quali sono, secondo lei, le cause principali di questo problema e come sta agendo Sitem per affrontarlo?
"La carenza di manodopera qualificata deriva da una percezione del settore manifatturiero come meno attrattivo rispetto ad altri ambiti professionali, soprattutto tra i giovani. Inoltre la mancanza di una connessione forte tra formazione e aziende spinge i giovani umbri a trasferirsi in altre regioni o all'estero, attratti da migliori opportunità.
Per affrontare questa sfida Sitem collabora con scuole e istituti tecnici, offrendo stage e percorsi di formazione personalizzati. Inoltre, stiamo investendo in tecnologie che semplificano processi complessi, rendendo il lavoro più accessibile e stimolante".
L'occupazione giovanile è un tema cruciale per il futuro della manifattura in Italia. Quali iniziative o incentivi ritiene potrebbero attrarre i giovani verso il settore manifatturiero e renderlo più appetibile come scelta professionale?
"Per attrarre i giovani al settore manifatturiero, è fondamentale puntare su tre aspetti: formazione, incentivi e comunicazione. Bisogna investire in percorsi educativi che uniscano competenze tradizionali e digitali, collaborando con scuole e università per creare corsi pratici e aggiornati.
Sono essenziali gli incentivi fiscali per le imprese che assumono giovani e gli apprendistati retribuiti per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.
Infine, iniziative di sensibilizzazione, come open day aziendali e storytelling di esperienze positive, possono motivare i giovani a considerare il manifatturiero come una scelta professionale strategica e appagante".
Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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