Seguici su:

23/07/2020

Bartoloni:’Forse l’unica via di salvezza è una Troika comandata dai tedeschi che ci obblighi a cambiare tutto’

Il futuro dell’Italia, come di tutte le nazioni del mondo, dipende strettamente dalla loro storia vicina e lontana. Ai mille anni della gloria romana si sono seguiti altri mille anni di obnubilazione sociale e culturale; ricordiamo che nel 1450 circa è sopraggiunto il Rinascimento con due secoli di crescita sia economica sia culturale. Oggi siamo ricaduti in un periodo socio economico dominato dalle potenze dell’Europa centrale - Francia e Germania - con le quali, e/o contro le quali, ci siamo battuti, con risultati ampiamente negativi. Dopo la seconda guerra mondiale siamo stati una nazione di mezzo (accordi di Yalta) divisa tra le potenze sovietiche ed occidentali (guerra civile mai interrotta pienamente e rancori tra le parti tuttora in auge). Abbiamo instaurato una economia mista pubblico/privato di tipo assistenziale in cui la burocrazia ha interpretato un ruolo nefasto e tuttora rappresenta un problema per lo sviluppo economico dell’Italia. Non abbiamo mai difeso né sostenuto, anzi combattuto, le grandi famiglie capitalistiche che si vennero a creare tra la fine dell’ottocento ed i primi anni del novecento che portarono l’Italia a successi economici straordinari, sia nel quadro europeo che mondiale.

Esiste tuttora la volontà di fare della nazione un paese sudamericano con tutte le incredibili assurdità che contraddistinguono quelle nazioni: un governo quindi non eletto dal popolo, ma sorretto da comunisti e gente del popolo che non ha alcuna volontà di cambiamento; parlano di digitale, green economy ed altre parole sentite da altre nazioni, da far pensare che in tal modo assolveranno la loro inconcludenza. In Germania quelle parole trovano un senso perché lì l’industria è sviluppata, efficiente, efficace, con alle spalle uno stato che funziona. Noi dobbiamo pensare alla nostra industria e non considerarla come fonte primaria di sviluppo (sempre per ragioni marxiste, leniniste, sfruttamento dei lavoratori ecc.) su cui investire e quindi sostenere, sollecitare,  incrementare sia all’interno della nazione sia a livello mondiale: è un vero ossimoro. Quando ancora non siamo usciti dalla crisi del 2008, come si fa a pensare che i prestiti condizionati europei risolveranno la crisi attuale ben peggiore della precedente? Forse l’unica via di salvezza è una Troika comandata dai tedeschi che ci obblighi a cambiare tutto.

Pensiero di Giovanni Bartoloni

#Norcia2020

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
Per Info, Contatti e Collaborazioni, scrivere a: risorse@esg89.com
OPPURE https://www.esg89.it/it/opportunities.php

Si ringraziano i partner che hanno creduto nel progetto