Seguici su:

10/09/2020

Bazzica (Confindustria Foligno): ’Lascio dopo quattro anni un gruppo coeso. Guardo all’Umbria e all’Italia con ottimismo. La politica faccia però la propria parte’

(Paolo Bazzica)

Può riassumere così il bilancio al termine dei suoi due mandati consecutivi a
capo di Confindustria Foligno l’oramai past president che,
ha ceduto il testimone a Corrado Bocci

Bazzica divide infatti in due parti la linea del tempo in cui ha guidato l’associazione di categoria: “Nel primo periodo - spiega - mi sono impegnato nel ricostruire un gruppo affiatato di imprenditori, lavorando non solo con quelli eletti, ma anche con coloro che si sono resi disponibili, quando hanno compreso che era possibile contribuire, per far crescere il nostro territorio. La seconda fase è stata quella in cui abbiamo cominciato a renderci conto delle necessità di questa terra, in funzione degli imprenditori, dei collaboratori e dei luoghi in cui le nostre aziende insistono. Abbiamo affiancato la stessa amministrazione, anche durante il periodo della campagna elettorale, mettendoci a disposizione di tutti i candidati per l’ascolto e, allo stesso tempo, per dare il nostro concreto supporto al territorio con idee e proposte”.

Quattro anni in cui la parola d’ordine è stata ‘collaborazione’. Un ingrediente fondamentale per Bazzica che, senza polemiche, sottolinea come sia invece venuta a mancare nel periodo del sisma del 2016, rispetto a quando lui stesso, durante l’evento sismico del 1997, era assessore allo Sviluppo economico richiesto come ‘tecnico’ dal sindaco. “In quel momento - racconta - la prima cosa che feci fu di chiedere aiuto a Confindustria ed all’allora presidente Mario Fagotti”.

Un esempio di collaborazione che, anche se è venuta meno all’epoca del sisma, è stata invece il collante per affrontare il periodo della pandemia: “Nonostante i primi tempi in cui eravamo tutti frastornati da questa situazione di emergenza - dice - a Foligno abbiamo fatto gruppo e ci siamo interessati in maniera tangibile alla solidarietà. Abbiamo consultato Francesco Merante, primario di pneumologia dell’ospedale della città, chiedendo quali potessero essere le prime necessità di cui avrebbero avuto bisogno se la situazione fosse degenerata. In base alle sue indicazioni abbiamo acquistato materiali e strumenti per il supporto della prima emergenza del Covid-19”.

Ma sentirsi parte di un progetto più ampio per Bazzica è stato importante anche con coloro che definisce i ‘cugini’ di Macerata.


(Paolo Bazzica e Gianluca Pesarini
al Glocal Economic Forum ESG89 - Edizione 2019)

“La collaborazione cominciata con i colleghi di Confindustria Macerata - dice - è la conseguenza della volontà di uscire dall’isolamento. La nuova superstrada Valdichienti ci ha reso più forti sotto questo punto di vista. Grazie all’ampiezza di vedute del past president maceratese Pesarini e dell’attuale guida Guzzini, ci siamo resi conto di essere in sinergia e dobbiamo continuare con questo legame. Se non lo facciamo significa ammettere che in questi anni c’è stato un muro invalicabile; invece si tratta di territori che hanno la loro autonomia, ma che devono colloquiare e impregnarsi l’uno dell’altro.

E lui, che si definisce ottimista per natura, guarda con positività anche al futuro dell’Umbria e dell’Italia intera: “In Umbria la gente ha voglia di lavorare, di intraprendere. È nei momenti difficili che si vede la differenza tra chi vale davvero e chi invece si abbatte aspettando solo che qualcuno lo aiuti. L’ho verificato come imprenditore e come presidente di Confindustria. È vero che l’Umbria non è mai riuscita ad emergere per le dimensioni della regione e per la mancanza di infrastrutture viarie, ma questo non ci fa essere secondi a nessuno".

In merito all’Italia - aggiunge - ci dobbiamo svegliare: siamo un Paese di persone intelligenti. Credo che il fatto di esserci sentiti soli davanti a tante difficoltà ci abbia fatto aprire gli occhi. Il Covid ci ha scosso per permetterci di essere consapevoli che siamo un popolo forte, con idee e cultura imprenditoriale di valore. Nel tempo, se i politici sapranno far bene la loro parte, questi ingredienti ci daranno la spinta giusta per poterci riprendere la nostra posizione d’onore”.

Una vision positiva in cui non possono mancare export e internazionalizzazione: “Sono state le ancore a cui ci siamo aggrappati dal 2008 e che ci hanno permesso di tamponare la crisi. Ognuno di noi si è reso conto che la strada per andare avanti è anche quella. Non potevamo non essere pronti ad allargare i nostri mercati. Tutti sono stati costretti ad aprirsi all’export per mantenere la propria posizione. Non è stata una scelta - conclude - ma una necessità. Quello che non dovrà mai mancare, comunque è la voglia di trovare nuove soluzioni e di innovarci per dare sicurezza alla nostra terra e alle famiglie che la vivono”.

Di Giulia Sancricca

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
Per Info, Contatti e Collaborazioni, scrivere a: risorse@esg89.com
OPPURE https://www.esg89.it/it/opportunities.php