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21/09/2020

Beccaria (Benelli Armi): ’Puntiamo su innovazione e internazionalizzazione per uscire più forti di prima dalla pandemia’

(Bruno Beccaria, Direttore Commerciale Benelli Armi)

Ci troviamo in una situazione di emergenza che non si è mai verificata in precedenza. Sicuramente non ritengo sia stata sufficiente la chiarezza di applicazione dei vari Decreti e non penso solo all’impatto sulla Benelli, ma più in generale sulla vita e sulle attività di tutti i giorni

Azienda del territorio che rappresenta un’eccellenza nel settore: fucili da caccia e per lo sport. Noi di 'CUOREECONOMICO' abbiamo ‘conversato’ con Bruno Beccaria, Direttore Commerciale dell’azienda di Urbino. Impresa solida con un fatturato di 111.342 milioni di euro nel 2019, con 275 addetti complessivi.

Consapevole come tutti dell’incertezza del momento, Benelli Armi mantiene una attenzione molto alta considerato che il virus non è scomparso, ma guarda al futuro con fiducia. Innovazione, internazionalizzazione e ricerca sono le parole chiave.

Ecco come la Benelli ha vissuto la riapertura dell’azienda post lockdown. Dalla riapertura l’azienda ha provveduto all’attuazione totale del protocollo sanitario, valutando ogni modo possibile per salvaguardare la sicurezza: sanificazione, istallazione del termo scanner all’ingresso dell’azienda, montaggio di pannelli in plexiglass per dividere le postazioni e organizzazione del lavoro per mantenere il distanziamento sociale. Inoltre, fin dalla riapertura, l’azienda si è strutturata per eseguire test rapidi a tutti i dipendenti e collaboratori. Ne sono stati eseguiti oltre 2500. Questa è stata una iniziativa nata ed organizzata da Benelli, che è andata oltre al protocollo, controllando la salute, per garantire un ambiente di lavoro sicuro.

Direttore Beccaria, ora, come sta andando?

«Benelli ha messo anche in campo una nuova sfida della produzione e nei mesi di giugno e luglio è riuscita a recuperare le perdite avute durante la chiusura. Lavoriamo al fine di esaudire le richieste di tutti i nostri clienti nei tempi indicati. Sembra strano, ma la sfida non è solo commerciale; la produzione è stata chiamata a recuperare i numeri interrotti forzatamente a causa del lock down della scorsa primavera ed ha assicurato e continua ad assicurare ad oggi la realizzazione delle nuove vendite. In Benelli siamo un team unito e consapevole degli obiettivi da raggiungere insieme».

Quali sono i mercati di riferimento? L’internazionalizzazione oggi è fondamentale

«Il mercato Americano sta registrando forti incrementi, ma anche in Europa le vendite sembrano non aver troppo risentito dell’emergenza Covid.-19. L’Italia resta un po’ indietro, ma i motivi sono ben chiari a tutti».

E gli scenari economici che vedete?

«Competiamo in un mercato che ha delle caratteristiche diverse rispetto agli altri. Guardiamo con fiducia al futuro e all’evoluzione delle variabili economiche soprattutto in Nord America. Il mercato americano ha un modo tutto suo di reagire in contesi eccezionali, nel senso che fanno eccezione ad una consuetudine, positiva o negativa che sia. Il mercato europeo è più vicino nei comportamenti a quello italiano e quindi più prevedibile».

Quali sono i prodotti che chiedono i clienti (sport-caccia)?

«Sul fronte venatorio, principalmente il Raffaello Be Diamond e il Super Black Eagle 3 che sono arricchiti dell’ultima innovazione Benelli, il trattamento BE.S.T. Benelli Surface Treatment, coperto da segreto industriale che dona alle parti resistenza e bellezza unici. Nelle competizioni sportive l’828 U SPORT e l’M2 Speed Performance, ognuno per i suoi ambiti competitivi. 828 U è uno dei tanti nomi che Benelli dona ai suoi prodotti come omaggio al territorio; “U” è l’iniziale dell’antico Ducato di Federico da Montefeltro, Urbino, crocevia dei grandi ingegni del Quattrocento. “828” è il codice identificativo di Urbino all’Unesco come sito “patrimonio culturale dell’umanità».

I decreti di rilancio del Governo sono stati sufficienti?

«Ci troviamo in una situazione di emergenza che non si è mai verificata in precedenza, almeno nel recente passato. Difficile quindi capire se le misure indicate nei vari decreti siano sufficienti o meno. Sicuramente non ritengo sia stata sufficiente la chiarezza di applicazione di tali decreti e non penso solo all’impatto sulla Benelli, ma più in generale sulla vita e sulle attività di tutti i giorni».

L.B.

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