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Boccolini (Manini Prefabbricati): ’Crediamo in un futuro sostenibile, etico e responsabile. Ci seguano anche i nostri clienti’

(Manuel Boccolini, AD Manini Prefabbricati)

Noi il nostro passo lo stiamo facendo, mi aspetto dai clienti maggiore attenzione nella selezione dei fornitori. Contiamo circa 150 contratti l’anno e l’attenzione alla sostenibilità la riscontriamo principalmente nelle multinazionali. Il resto della committenza spero che decida di alzare l’asticella dell’attenzione su questo argomento

Un esempio dell’importanza della sostenibilità aziendale arriva dalla Manini Prefabbricati. La prima azienda italiana del settore che il 2 ottobre scorso ha pubblicato il bilancio di sostenibilità. Nello stilare un quadro attuale della seconda ondata della pandemia, Manuel Boccolini, Amministratore Delegato dell’azienda leader sul mercato italiano della prefabbricazione industriale, ha illustrato a ‘CUOREECONOMICO’ l’importanza di trasformare in azioni concrete le idee e le teorie che vengono dedicate alla sostenibilità.

Il suo gruppo come sta affrontando questa seconda ondata della pandemia?

‘Con un approccio positivo. Ce l’aspettavamo e ci eravamo già organizzati per riattivare lo smartworking in maniera strutturata (Manini conta 400 dipendenti di cui 80 impiegati in ufficio; di questi il 60% è in smartworkingndr). Sicuramente è molto meno impattante, a livello gestionale, rispetto al primo periodo di lockdown. Io trovo che sia più positiva anche a livello commerciale perché mi rendo conto che il mercato, ormai, sa cosa significhi affrontare questo periodo. Sappiamo che finirà e ci sono una serie di interventi annunciati che verranno attivati nel corso del prossimo anno. Mentre la prima ondata ha colto tutti di sorpresa, per quanto questa possa essere più impattante, abbiamo comunque la chiarezza e la certezza che non ci saranno chiusure delle aziende’.

Un tema che ci sta particolarmente a cuore è l’internazionalizzazione legata alla sostenibilità aziendale. La prossima settimana al GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 del 13 novembre tratteremo proprio questo tema perché lo riteniamo sempre più strategico per le imprese vincenti. Quale importanza ha per la Manini la sostenibilità e quanta sensibilità ha trovato su questo tema nelle aziende vostre clienti?

‘L’importanza che la Manini dà alla sostenibilità viene certificata dal fatto che siamo la prima e l’unica azienda del settore in Italia che ha pubblicato un bilancio di sostenibilità il 2 ottobre scorso. Siamo pioneristici in tal senso. Siamo consapevoli che si tratta della chiave del futuro delle nostre aziende e che abbraccia, non solo il risparmio energetico, ma anche la sicurezza, la gestione etica, i rapporti commerciali interni ed esterni. Il tema della gestione delle risorse umane come asset; la vicinanza al territorio, alle istituzioni e l’aiuto per le fasce più deboli in alcune situazioni. Sono questi alcuni dei temi che riguardano il bilancio di sostenibilità. Purtroppo si parla tanto di sostenibilità, ma concretamente si fa ancora troppo poco.

Questo è ciò che riscontro anche tra i miei clienti: dimostrare di essere attenti a queste tematiche significa fare selezione tra i potenziali fornitori. Non si possono mettere a confronto aziende strutturate ed attente con altre notevolmente distanti in organizzazione e solidità. Noi il nostro passo lo stiamo facendo, mi aspetto dai clienti maggiore attenzione nella selezione dei fornitori. Noi contiamo circa 150 contratti l’anno e l’attenzione alla sostenibilità la riscontriamo in pochi, principalmente nelle multinazionali. Comprende bene che dei 150 contratti le multinazionali sono una piccola parte. Il resto della committenza spero che decida di alzare l’asticella dell’attenzione su questo argomento’.

Il sistema Italia, in questo momento, a livello governativo regionale e nazionale sta supportando le aziende?

‘Non nella maniera congrua. C’è stato chiesto di adeguare una serie di attività con procedure per contrastare il Covid. Noi lo abbiamo fatto, ma non tutti hanno avuto la stessa serietà. Questo perché non tutti hanno avuto la forza economica per fare gli stessi investimenti. Uno Stato che chiede di adeguarsi alle normative non può pensare di rimborsare con un click day. Una realtà come la nostra vede cinque sedi tra uffici e stabilimenti e per adeguarli tutti abbiamo sostenuto costi importanti. Sulla carta c’era la volontà di far adeguare le aziende, ma alla fine i controlli sono stati pochi, così come poche sono state le aziende che si sono adeguate sul serio in tutti gli aspetti’.

Secondo lei ci sono le idee chiare su come superare questo particolare momento?

‘Da questo punto di vista non mi sento di condannare troppo le azioni del Governo. A livello organizzativo condivido abbastanza l’azione, soprattutto in questa seconda ondata. Si sono resi conto che se nelle aziende c’è organizzazione con i giusti controlli è illogico fare un lockdown generalizzato. Noi abbiamo avuto dipendenti contagiati, ma nessun contagio è stato riconducibile ad un contatto in azienda. E le persone che sono risultate positive, grazie alle misure di prevenzione messe in campo in azienda, non hanno contagiato alcun collega’.

Quali le previsioni aziendali per il 2020?

‘Freccia in basso in tutti gli indici. Minor fatturato e minor utile. Per quel che riguarda il calo di fatturato siamo intorno al -15%, mentre per l’utile -30%. Un futuro in diminuzione, ma fortunatamente abbiamo comunque in previsione di chiudere in utile’.

Di Giulia Sancricca

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