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Camera di Commercio Italo-tedesca: «Qui le nostre imprese puntano su meccanica, biomedicale e sostenibilità»

Intervista ad Emanuele Gatti, presidente della It-Kam: «In Germania agevolazioni e procedure più chiare. Il made in Italy una certezza per chi investe qui: ci saranno prospettive nell’economia circolare, digitalizzazione e riduzione delle emissioni di carbonio»

Fare impresa in Germania e difendere il Made in Italy in un Paese a forte presenza italiana. CUOREECONOMICO prosegue il giro delle camere di commercio all’estero, con quella italo-tedesca. A colloquio col presidente Emanuele Gatti.

Qual è il ruolo della Camera di Commercio italiana in Germania e come si relaziona con le istituzioni dei due Paesi?

«Come ITKAM- Camera di Commercio italiana per la Germania- ci sentiamo ambasciatori del Made in Italy nel paese che ci ospita da 110 anni. Apparteniamo alla rete globale di oltre 80 Camere di Commercio Italiane all’Estero.

Ma siamo allo stesso tempo un'associazione senza scopo di lucro di diritto tedesco, profondamente radicati nei territori che ospitano i nostri tre uffici (Francoforte, Berlino e Lipsia) e le nostre quattro rappresentanze (Friburgo, Amburgo, Düsseldorf e Vienna).

Recentemente sono stato insignito della Croce al Merito dal Presidente della Repubblica Federale tedesca per l’attività di supporto e promozione alle relazioni bilaterali tra i nostri Paesi.

Il nostro maggior sforzo è però sempre indirizzato all’accompagnamento delle PMI italiane sul mercato tedesco, siano esse start up innovative o aziende tradizionali».

Quante sono le imprese italiane associate con voi, quali settori prevalgono e com’è la situazione sul fronte della delocalizzazione?

«Contiamo circa 400 soci italiani e tedeschi e una business community di oltre 1500 aziende. Oltre all'agroalimentare, è importante la presenza di aziende nei settori della meccanica, del farmaceutico, del biomedicale, della moda e del design.

Fanno parte anche del nostro gruppo di soci società di servizi e di consulenza come avvocati, notai e dottori commercialisti specializzati nei sistemi dei due Paesi: consulenze fondamentali se si vuole operare a cavallo delle due realtà.

La delocalizzazione non è un fenomeno che interessa veramente i rapporti tra Italia e Germania. Le aziende italiane che aprono proprie sedi qui intendono aumentare la propria quota di mercato».

Itkam è attiva da diversi anni nel campo dell’implementazione di progetti europei, a cui partecipa sia come partner che come capofila. Fra questi spicca Interreg Europe. Di che si tratta?

«Interreg Europe è il programma di cooperazione transregionale che supporta le istituzioni locali nello sviluppo di migliori policy, per rendere i territori adatti ad affrontare le sfide del presente. Il programma facilita la cooperazione tra policy-maker, enti di ricerca, attori economici e promotori dell’innovazione per contribuire allo sviluppo delle regioni alpine.

Pur trattandosi di progetti principalmente rivolti agli enti locali, le PMI possono trarre un grande beneficio dai progetti Interreg. Infatti, le aziende possono partecipare alle attività dei singoli progetti, beneficiare delle opportunità di networking transregionali e manifestare le proprie concrete esigenze, influenzando così lo sviluppo di nuove policy.

Un esempio concreto è il nostro progetto appena concluso AlpBioEco, che ha promosso il potenziale bioeconomico degli scarti di noci, mele ed erbe tramite lo sviluppo di modelli di business ecoinnovativi.

Tali business model sono stati implementati in collaborazione con PMI locali di queste filiere, che hanno potuto beneficiare del know-how, dei fondi e delle opportunità di networking offerte dal progetto.

Il 2021 è l’anno di inizio della nuova programmazione europea. Temi cardine del prossimo settennato saranno la lotta al cambiamento climatico, l’economia circolare, la digitalizzazione e la riduzione delle emissioni di carbonio».

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E’ più facile fare impresa in Germania rispetto all’Italia? Come siamo messi a livello burocratico? Come vengono agevolati gli investimenti esteri?

«La Germania è certamente uno stato molto sviluppato, con un solido sistema economico, finanziario e bancario. Lo ha dimostrato anche nella situazione pandemica, offrendo immediatamente e con procedure chiare, benchè burocratiche, i necessari supporti economici alle aziende in difficoltà a causa della pandemia.

Fare impresa è sicuramente nel Dna della Germania e tutte le strutture, dagli istituti di ricerca applicata alle camere di commercio locali, perseguono l’obiettivo di creare un sistema virtuoso che consenta alle aziende un rapido accesso al mercato.

Basti pensare che nel 2020 in Germania sono state create quasi 2.900 start up, di cui 1.680 finanziate. Per i giovani di età inferiore a 30 anni, in Germania ci sono diverse agevolazioni, e la gamma di strumenti di supporto a disposizione è molto ampia».

La Germania è da sempre un paese di forte presenza italiana. Come ci si rapporta col made in Italy e col brand Italia?

«Noi contribuiamo con numerose iniziative a rafforzare e promuovere il Made in Italy. Lo facciamo col progetto di Assocamere estero True Italian Taste, ma anche nei settori della meccanica, del biomedicale, della moda e del design, attraverso incontri B2B mirati, educational tours, missioni incoming ed outgoing così come presenze fieristiche.

Temi più innovativi come la digitalizzazione e la sostenibilità li affrontiamo anche in Study ed Educational Tour e nel nostro nuovo formato ITKAM Talk lanciato per il nostro 110° anniversario al fine di favorire lo scambio di idee e best practice a livello europeo».

La crisi post-Covid quanto ha inciso sull'economia italo-tedesca sugli scambi economici e quale può essere la ricetta per rialzarsi?

«Anche se la pandemia ha inciso sull’economia e sull’interscambio italo-tedesco (-8,2% nel 2020 rispetto al 2019), la Germania rimane primo partner per l’Italia. L’Italia è scivolata solo di un posto (dal 5° al 6° posto) nella lista dei partner commerciali tedeschi.

Digitalizzazione, innovazione, sostenibilità e formazione sono sicuramente le parole chiave del programma Next Generation EU e quello su cui il sistema italiano e tedesco devono puntare per una ripresa rapida e ormai alle porte. ITKAM si impegna con iniziative bilaterali ed europee su tutti questi temi».

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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