Cardinali (Confindustria Marche): “Pnrr e Next Appennino occasioni uniche, preoccupano ritardi e pochi fondi a disposizione”

(Roberto Cardinali, Presidente di Confindustria Marche)
Il presidente di Confindustria Marche a CUOREECONOMICO: “Per le zone alluvionate chiediamo completa detassazione e decontribuzione delle erogazioni liberali effettuate dalle imprese in favore dei dipendenti residenti in quei comuni. Serve un quadro organico di gestione degli indennizzi”
Con un investimento complessivo da 4 milioni di euro, l’Interporto di Jesi rappresenta un’opera di grande portata per il rilancio della logistica nelle Marche e, oltre alla società partecipata Interporto Marche, anche Amazon avrà un ruolo di primo piano nella gestione dell’infrastruttura.
“Riteniamo importante e strategica la valorizzazione dell’Interporto di Jesi e del collegamento con il Porto e l’Aeroporto”, dice Roberto Cardinali, Presidente di Confindustria Marche a CUOREECONOMICO.
“L’attrazione del nostro territorio e lo sfruttamento sinergico di infrastrutture strategiche - continua - rappresentano un elemento di slancio dell’economia e un potenziale di crescita. Per questo è stata considerata un’opportunità anche la scelta dell’insediamento di un hub logistico di Amazon presso l’Interporto”.
Presidente Cardinali, le Marche però stanno facendo i conti con i danni dell’ultimo alluvione. Come valuta gli aiuti da parte del governo?
“Purtroppo il nostro Paese e la nostra regione si trovano ad affrontare sempre più frequentemente eventi calamitosi come le alluvioni che portano distruzioni e gravi danni alle imprese.
In una recente audizione parlamentare sulla conversione del Decreto Legge Alluvioni Confindustria ha espresso apprezzamento per la reazione immediata del Governo nella fase iniziale che ha portato a definire misure coerenti con le necessità.
Positivo anche l’intervento del Fondo di Garanzia per le Pmi, ma abbiamo chiesto anche un allungamento del periodo di cassa integrazione, dalle attuali 15 giornate a 30, e la richiesta per una completa detassazione e decontribuzione delle erogazioni liberali effettuate dalle imprese in favore dei dipendenti residenti nei comuni alluvionati e la detassazione dei contributi pubblici erogati a favore di imprese che operano nei medesimi territori.
Esprimiamo tuttavia preoccupazione per l’attuale fase di gestione e crediamo che serva una definizione di un quadro organico delle modalità e delle disponibilità per gli indennizzi dei danni subiti dalle imprese”.
La preoccupano i ritardi riguardo i progetti legati al Pnrr?
“Il Pnrr rappresenta un grande strumento pubblico ma è fondamentale che produca gli effetti auspicati. È indispensabile stimolare gli investimenti privati con un grande Piano perché dobbiamo agganciare le transizioni digitale, ambientale, energetica.
Non dimentichiamoci che per le Marche sono previsti i fondi di Next Appennino, che servono a promuovere gli investimenti nelle aree colpite, ma le domande presentate sono superiori alla disponibilità finanziaria e quindi auspichiamo che possano arrivare altri soldi.
Oltre all’innovazione e alle infrastrutture, il Pnrr prevede anche riforme e mi auguro che si possano fare per migliorare il Paese”.
Restando in tema di innovazione, secondo lei è stato un errore smantellare i fondi previsti da Italia 4.0?
“Sin dal Piano Industria 4.0, abbiamo sostenuto l’opportunità di proseguire nella spinta alla digitalizzazione delle imprese perché stimola la competitività e la crescita. Il nostro Paese è ancora indietro su questo fronte, così come per le competenze.
Il nostro Digital Innovation Hub ha presentato come capofila il progetto EDIH4Marche che è rientrato fra i poli di innovazione digitale europei.
Si tratta di un grande risultato per le Marche il finanziamento di questo progetto che ci consentirà di offrire alle imprese, insieme ai partner, una pluralità di servizi per una spinta forte alla digitalizzazione”.
Che effetto sta avendo l’aumento del costo del denaro?
“Abbiamo avuto per molti anni tassi prossimi allo zero. Un rialzo ce lo aspettavamo e fino al 3 percento poteva essere comprensibile.
Questo innalzamento dei tassi così repentino sta producendo degli effetti negativi per le imprese e credo che sia necessario fare interventi che cerchino di contenere l’inflazione purché non portino alla recessione.
Recentemente la Fed sta decidendo di rallentare con il rialzo dei tassi e auspichiamo che qualche ripensamento ci sia anche nella Bce.
Le imprese si sono indebitate durante la pandemia con finanziamento garantiti dallo Stato a tasso zero, ma ora dovranno rifinanziarsi con i tassi che saranno completamente diversi”.
Secondo lei il Decreto Flussi va nella giusta direzione?
“Confindustria ha dichiarato da tempo il disallineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro, sia in termini qualitativi che quantitativi.
Da parte nostra abbiamo la massima attenzione verso il rinnovamento del sistema formativo funzionale allo sviluppo economico delle nostre imprese e del nostro Paese, ma credo che serva una politica coerenti dei flussi migratori.
Su questo aspetto abbiamo espresso la contrarietà al click day, che non è uno strumento risolutivo per rispondere al bisogno dei lavoratori”.
Di Matteo Melani
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