Castellucci (Confagricoltura Marche): “Aggiustare Pnrr e politica agricola regionale, ma il settore è parte attiva nella transizione”

(Federico Castellucci, presidente di Confagricoltura Marche)
Il presidente regionale dell’associazione di categoria: “La direttiva Timmermans penalizza l’Italia, che ha basse emissioni di gas serra, Ue guardi altrove. Inflazione scoraggia giovani ed investimenti, si intervenga”
Dopo il no dell’Italia al recepimento della Direttiva Timmermans (chiamata così perché voluta dal vicepresidente della Commissione Ue, e che prevede misure stringenti per gli allevamenti da 150 unità di bestiame adulto al fine di riduzione delle emissioni inquinanti) e la bocciatura da parte della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, le principali associazioni esultano.
”Non voglio entrare nella discussione politica ma se è vero come è vero che l’Italia contribuisce all’emissione dei gas serra per appena lo 0,8% su scala mondiale, forse sarebbe il caso di iniziare da qualche altra parte”, dice Federico Castellucci, presidente di Confagricoltura Marche.
“Non solo - continua - l’Italia è i tra i primi paesi occidentali che pratica un’agricoltura sempre più in linea con la ricerca e adottando nuovi modelli di sviluppo. Molti altri Paesi europei, rispetto a noi, sono ancora molto arretrati su questi temi”.
Presidente Castellucci, restando nell’ambito delle politiche europee crede che dopo le alluvioni vada rivisto il Pnrr?
“Il Pnrr, per quanto ci risulta, dovrà adattarsi a molte realtà e diversi interventi avranno bisogno di una revisione. Alla luce delle recenti alluvioni sarebbe opportuno utilizzare parte dei fondi disponibili per mettere in sicurezza il territorio, ma c’è la sensazione che molte delle alluvioni avvenute siano quasi dei drammi annunciati sia per l’errata urbanizzazione fatta in zone alluvionali sia per la scarsa o intempestiva manutenzione del territorio od interventi non effettuati in tempi utili anche se già con copertura finanziaria”.
Più in generale, sempre sul Pnrr la preoccupano i ritardi che si stanno accumulando?
“Bisogna contemperare due esigenze: quella di controllo della spesa e la necessità di una ricostruzione efficace e tempestiva.
Una struttura burocratica troppo lenta e pesante ed incerta non aiuta certo. Al di là della volontà del Governo dovremo comunque confrontarci sia con la burocrazia nazionale che con quella della Unione Europea e i risultati non sono scontati”.
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Condivide i piani della Regione Marche per l’agricoltura sostenibile?
“In alcuni casi siamo ancora in fase di aggiustamento e speriamo che comprenda appieno il ruolo dell’agricoltura nella transizione ecologica.
Vanno bene le minime lavorazioni, va bene l’agricoltura biologica, ma deve essere chiaro che il compito dell’agricoltura è quello di produrre derrate alimentari a prezzi remunerativi per i produttori e a costi equi per il consumatore. Almeno è quanto ancora recita l’articolo 39 del Trattato di Roma tuttora in piena validità”.
Secondo lei occorre fare di più per la diffusione delle nuove tecnologie nell’agricoltura?
“Certamente e lo dobbiamo anche alle generazioni future, ma molto si sta comunque già facendo. Non penso di esagerare dicendo che anche in questo campo siamo all’avanguardia in Europa”.
Da quelle che sono le sue valutazioni, l’aumento del costo del denaro sta scoraggiando i più giovani che intendono aprire attività agricole?
“L’aumento del costo del denaro non scoraggia solo i giovani, ma tutti gli imprenditori e anche i singoli cittadini, nei loro progetti di sviluppo. Nonostante i buoni propositi per contenere l’inflazione le imprese e le famiglie non hanno avuto riscontri”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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