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19/05/2020

Ceraso, sviluppo economico post Covid-19? Pensiamo più Glocal e Regional

Cesare Ceraso, Managing Director DeWalt Industrial Tools in questa conversazione con ‘cuoreeconomico’ ci delinea un quadro economico a livello nazionale e internazionale lucido e visionario.

Il Covid-19 rappresenterà, secondo Ceraso, realmente uno tsunami economico, ma al contempo può rivelarsi il punto di svolta per iniziare un nuovo processo di sviluppo economico: Glocal e Regional. Termini molto cari a noi di ESG89 Group che da anni sottolineiamo l’importanza di un’economia legata ai territori ma al contempo che guarda il mondo come orizzonte naturale. Ceraso ci esprime anche la sua forte convinzione sulla necessità di sviluppare una nuova economia solidale e a filiera corta basata sulle tre P: Profitto, Persone e Pianeta.

Il COVID-19 è stato paragonato ad uno tsunami economico. Ceraso, che scenari economici nazionali e internazionali si immagina fra qualche mese in generale e per il vostro settore?

 ‘Molti analisti e anche il Fondo Monetario Internazionale, hanno tracciato parallelismi tra questa crisi e la grande depressione del secolo scorso.  Il presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis, James Bullard, ha detto a Bloomberg che il tasso di disoccupazione negli Usa potrebbe raggiungere il 30% a breve, quindi più del picco raggiunto durante la Grande Depressione che fu del 24,9% nel 1933. Ora se questi scenari si realizzeranno dovremmo affrontare un vero e proprio tsunami economico, come lo ha definito Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics. Io non sono un esperto e in questo momento di assoluta incertezza vedo che anche gli esperti fanno fatica a delineare i possibili scenari, ma dal punto di vista dell’economia non faccio fatica a dire che questa sia la peggior crisi della storia.

Sono altresì convinto che peggio di una crisi c’è solo sprecare la crisi e quindi continuo a nutrire la speranza che questa pandemia possa funzionare da acceleratore di un cambiamento già necessario prima dell’arrivo del virus. Credo che per non precluderci un percorso di trasformazione sia urgente contrastare l’inatteso con coraggio adottando modelli d’intervento eccezionali.  Un primo debole segnale positivo è stato che, diversamente dalla crisi del 29, oggi le banche centrali sono state, seppur con qualche falsa partenza, più veloci nell’intervento a sostegno del sistema economico. Sostegno che già insufficiente potrà considerarsi del tutto inutile se non si ripartirà velocemente con modelli di business diversi. Spero che come paese abbiamo fatto lesson learnig dopo gli errori fatti in passato, uno su tutti, il non essere indipendenti nella disponibilità di beni come le mascherine.

Mi auguro che il termine Glocal entri sempre di più nel nostro lessico, con un numero sempre maggiore di beni che vengano, in futuro prodotti secondo la logica già da anni applicata da StanleyBlack&Decker del make where we sell. Mi piace pensare a logiche di mercato sempre più regional, un mercato più europeo per gli europei, che risenta meno delle guerre commerciali tra Cina e Stati Uniti. Questo può rappresentare una grande opportunità per il sistema produttivo del nostro paese’.

Il sistema bancario, a suo giudizio, sta supportando la filiera delle Pmi in questo particolare momento?

 ‘Se la crisi del 2008 con la sua origine finanziaria poneva il sistema bancario nell’area del problema, oggi che la crisi coinvolge direttamente il sistema economico e produttivo, le banche dovrebbero essere nell’area della soluzione e rappresentare un mezzo per veicolare il sostegno alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie. Ad oggi una visione non ancora allineata all’eccezionalità del momento ed un eccesso di cautela non hanno consentito al sistema bancario di fungere da spinterogeno nel complesso motore della ripresa. Forse la distribuzione del sostegno al paese in forma diretta poteva essere una soluzione da considerare’. 

In una recente dichiarazione ha evidenziato l’attenzione del suo Gruppo ai fattori dell’etica e della sostenibilità. Concetti strategici per l’industria dei prossimi anni. Il Covid-19 come impatterà su questa visione imprenditoriale?

‘La situazione che stiamo vivendo sta facendo emergere in maniera ancora più evidente come il modello di sviluppo non può che basarsi sul corretto bilanciamento di relazione tra le tre P: Profitto, Persone e Pianeta. Questa crisi farà generare ancor di più il bisogno in una gran parte della popolazione, quella che maggiormente influenza il mercato, di un nuovo modello di sviluppo. Un modello che darà più spazio all’economia solidale, quello dei gruppi d’acquisto e della filiera corta, delle relazioni tra consumatori con un elevato senso critico e il mondo dei piccoli produttori responsabili, dei prodotti a zero impatto ambientale e dal prezzo giusto.

Il lockdown, con il lavoro da remoto esteso e la riduzione dell’inquinamento per effetto della contrazione del trasporto nonché il rallentamento delle attività produttive, ha dimostrato che la natura è pronta rapidamente a riprendersi il suo posto. Questo ha accresciuto la consapevolezza in una larga parte della popolazione che il new green deal può portare risultati a breve e che il cambiamento climatico può rappresentare the next bad thing, cioè la prossima tragedia umanitaria di proporzioni ancora più ampie rispetto alla pandemia in corso. Questa consapevolezza avrà di certo un deciso impatto sull’immediato futuro nel modo di fare impresa e sui modelli organizzativi. Il concetto di responsabilità sociale influenzerà il sistema di relazioni e di interazione tra i vari attori dello sviluppo con una maggiore connessione al contesto e alle comunità territoriali.

E’ chiaro che questa nuova consapevolezza non può trovare risposta in un lockdown per scelta che continuerebbe a mietere vittime per effetto di una romantica ma utopica decrescita felice. Sono convinto però che per la prima volta possiamo realmente immaginare il Green Deal come una nuova fase espansiva dell’economia che con il supporto delle recenti tecnologie e la riconversione di vari settori, possa creare crescita e nuovi posti di lavoro. Il valore aggiunto sarà nel creare valore dalla qualità e sostenibilità dei prodotti piuttosto che nella quantità e l’inseguimento di un minor costo del lavoro’.

Scelte sulla burocrazia pubblica: Governo e Regione coglieranno questa occasione per fare una vera  razionalizzazione? Stanno comprendendo le istanze e le esigenze di chi intraprende?

‘Guardi ho molta solidarietà per chi si è trovato sul ponte di comando in una situazione così complessa e senza il supporto di un’esperienza pregressa. Inoltre sono figlio di un tramviere e sono stato educato a non disturbare il conducente fino a quando il mezzo non raggiunge il capolinea. Con questo non voglio eludere la sua domanda, piuttosto voglio allargare la mia risposta in una prospettiva più olistica. Governare è senza dubbio un’arte e richiede mestiere ed oggi le competenze sono diventate non più un requisito ma una colpa: l’inesperienza è diventata un valore. 

Platone utilizza spesso l’esempio del medico affermando che il malato non può che farsi assistere da una persona professionalmente adatta e dalle conoscenze assodate e lo stesso vale per l’arte del governare. Un tempo le classi dirigenti del paese venivano selezionate dopo un articolato percorso di formazione, in base alle competenze acquisite, oggi basta essere onesti e impreparati.

Non esiste situazione senza speranza ma credo che in mancanza di un sostanziale rinnovamento della classe politica a tutti i livelli, senza la partecipazione al governo del paese dei “migliori” sarà difficile e più lungo il percorso verso un futuro degno di essere vissuto in questo paese’.