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“Coldiretti Piemonte: sui banchi di scuola l’educazione alimentare”

(Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte)

Presentato il progetto di Coldiretti Donne Impresa per formare i consumatori di domani

Stagionalità, tutela della biodiversità e dell’ambiente, attenzione allo spreco di cibo, scelta consapevole di ciò che si porta a tavola: questi e tanti altri i temi cardine del progetto “Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare”, con il quale Coldiretti Donne Impresa con Campagna Amica entrerà nelle scuole piemontesi, in particolare dell’infanzia e primarie, a partire dall’anno scolastico 2021/2022, con lo scopo di accrescere nei giovani la cultura del cibo e delle tradizioni alimentari, per una sana alimentazione e un comportamento corretto a tavola e negli acquisti.

Tale attività è stata presentata durante il webinar “L’educazione civica e lo sviluppo sostenibile – Il mondo agricolo come opportunità per la scuola” a cui hanno preso parte, oltre alla responsabile regionale Donne Impresa, Silvia Beccaria, ed al presidente di Coldiretti Piemonte, Roberto Moncalvo, l’assessore all’Istruzione della regione Piemonte, Elena Chiorino, il coordinatore dei dirigenti tecnici dell’Ufficio Scolastico regionale per il Piemonte, Sergio Blazina, la formatrice ed esperta di didattica agroambientale, Stefania Pendezza, e la responsabile nazionale Coldiretti Donne Impresa, Floriana Fanizza.

"Ben vengano le iniziative di educazione alimentare che possano trasmettere ai nostri giovani una piena consapevolezza del cibo assunto - commenta l'assessore all'istruzione Elena Chiorino - comprendendone gli effetti sul proprio organismo ed imparando a riconoscerne la qualità, senza trascurare infine l’importanza di associare ad una corretta alimentazione la giusta dose di attività fisica.

La nostra alimentazione, invidiata a livello mondiale, è un patrimonio che dobbiamo continuare a difendere, soprattutto oggi che Il Nutri Score, voluto dall'Europa, rappresenta un serio e concreto rischio per tutto il Made in Italy.

Sono a rischio le tradizioni e la cultura alimentare italiana - sottolinea Chiorino -, le peculiarità gastronomiche di ogni regione, caratterizzate dalla dieta Mediterranea, Patrimonio Unesco.

Non è concepibile una scala di valori che giudichi più salutari dei cibi che, in confronto ai nostri, di genuino hanno ben poco. Difendere la nostra sovranità alimentare ci rende liberi e competitivi. Le nostre tradizioni e la nostra identità culturale, passa attraverso queste battaglie culturali.

Dietro ogni piatto, ricetta o prodotto agroalimentare italiano, c’è un linguaggio particolare. Difendere i nostri alimenti significa essere padroni del nostro futuro. Il ‘sistema a semaforo’ prevede una classificazione degli alimenti pressoché approssimativa”.

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Il protocollo sottoscritto nel 2019 tra il Ministero dell’Istruzione e Coldiretti, dopo gli indispensabili passaggi a livello regionale, consente di mettere a sistema una serie di attività già da tempo offerte da Coldiretti alle scuole, trasformandole in un’offerta formativa organica di ampia portata e di fresca attualità.

Si avverte infatti un forte interesse da parte della società e della scuola – sostiene Sergio Blazina coordinatore dei dirigenti tecnici dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte – verso le tematiche  che riguardano lo sviluppo sostenibile, la sicurezza alimentare e la salute.

La filiera del cibo, se affrontata a scuola non solo sul piano descrittivo e scientifico, ma anche su quello della responsabilità e della cittadinanza attiva, può diventare una chiave di volta per potenziare i percorsi di educazione civica, in particolare nell’area specifica dello sviluppo sostenibile.

È importante che il progetto di Coldiretti Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare, articolandosi sui diversi gradi scolastici in un arco che spazia dalle prime scoperte infantili ai PCTO, preveda attività esperienziali dirette.

Promuovere la conoscenza attraverso il fare e stimolare la didattica partecipata fa sì che l’apprendimento degli alunni sia, oltre che più accattivante, anche più efficace e dotato di un forte significato orientativo. L’USR seguirà con interesse lo svilupparsi dell’iniziativa presentata oggi, offrendo tutto il supporto necessario”.

Da ormai 20 anni portiamo avanti con le fattorie didattiche piemontesi, tra le pioniere a livello nazionale, progetti legati all’alimentazione, all’ambiente e al consumo critico nelle scuole – afferma Silvia Beccaria responsabile Donne Impresa Coldiretti Piemonte –. Su questa scia si inserisce il progetto che abbiamo presentato e che, insieme a Campagna Amica, vuole dare attuazione concreta all’accordo con il Miur, a copertura di 11 delle 33 ore previste in materia di educazione civica.

Si tratta di un percorso che prevede lezioni in aula o a distanza, integrate con momenti di attività concrete presso le nostre fattorie didattiche e i mercati di Campagna Amica Piemonte, luoghi dove i bambini impareranno a conoscere il valore del cibo, nell’ottica di una vita sostenibile e del pieno rispetto dell’ambiente”.

Alla base di questo progetto e per il suo stesso svolgimento c’è la necessità di fare sinergia sul territorio tra tutti i soggetti coinvolti – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale –.

Grazie, oltretutto, alla rete di Campagna Amica che in Piemonte negli anni è cresciuta ed arriva ora a contare circa 800 aziende agricole che fanno vendita diretta, 300 agriturismi, 250 fattorie didattiche, 600 pratiche di agricoltura sociale, quasi un centinaio di mercati, 3 mercati coperti, 30 cuochi contadini, 25 maestri dell’ospitalità contadina e oltre 40 sigilli, possiamo far toccare con mano ai consumatori di domani cosa significa produrre e mangiare cibo sano, genuino e di stagione.

In questi 20 anni l’agricoltura è cambiata grazie alla Legge di Orientamento che ci ha permesso di introdurre la multifunzionalità nelle nostre imprese: questo percorso è stato fondamentale per arrivare oggi a poter svolgere queste attività nelle scuole e far capire l’importanza del  nostro patrimonio enogastronomico, frutto di una agricoltura sempre più green.

L’obiettivo è, quindi, quello di continuare a formare futuri consumatori consapevoli per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea, combattere false idee come quelle alla base dell’etichettatura a semaforo e saldare sempre di più il legame che unisce l’agricoltura con il cibo portiamo in tavola”.

Redazione Cuoreeconomico
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