Confesercenti e Confartigianato Piemonte contro stop a Diesel euro 5: "Provvedimento anti imprenditoriale"

(Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Torino e Piemonte)
Banchieri: "Si prepara un rientro dalle ferie disastroso per i commercianti, ma anche per i cittadini. Comune e Regione ci riflettano: non è questo il momento per assestare un altro duro colpo a negozi, bar e ristoranti”. De Santis: "Penalizzato chi usa l'auto per lavoro"
La Confesercenti piemontese si schiera contro il blocco dei veicoli diesel euro 5 che entra in vigore il 15 settembre. "Fra blocco degli Euro5 diesel, strisce gialloblù e aumento dei ticket Gtt per i parcheggi e i mezzi, si prepara un rientro dalle ferie disastroso per i commercianti, ma anche per i cittadini. Comune e Regione ci riflettano: non è questo il momento per assestare un altro duro colpo a negozi, bar e ristoranti”.
Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Torino e Piemonte, non ha dubbi: i provvedimenti sulla viabilità nelle loro varie articolazioni avranno un solo effetto: mettere in ulteriore difficoltà il commercio”.
“Davvero – prosegue Banchieri – si può pensare che ambulanti e agenti di commercio, per cui l’auto è strumento essenziale di lavoro, siano in grado in un periodo come questo di sostituire i loro Euro5?
Ma questo vale anche per i tanti cittadini nelle stesse condizioni, che dovrebbero affrontare la spesa per cambiare l’auto quando già sono alle prese con bollette, mutui e inflazione.
A quegli stessi cittadini si chiede poi di pagare di più i parcheggi o il biglietto per autobus e metropolitana, con buona pace del mezzo pubblico come alternativa all’auto. Quanto alle strisce gialloblù, faranno perdere clientela ai ristoranti del centro: se trovare parcheggio sarà sempre più difficile, si scoraggiano le persone a spostarsi verso quelle zone”.
“È così – si chiede Banchieri – che si intende sostenere e sviluppare il commercio? In un periodo di crisi dei consumi grave e persistente bisognerebbe fare di tutto per garantire a imprese e cittadini un contesto favorevole. Invece si agisce in maniera esattamente opposta. Chiederemo a breve un incontro a Regione e Comune”.
La sezione torinese di Confartigianato
Gli fa eco Dino De Santis, della sezione torinese di Confartigianato, che definisce il provvedimento "Iniquo ed anti-imprenditoriale.
Iniquo, perché penalizza le famiglie che non possono permettersi di sostituire l’auto: se non sei ricco non ti resta che viaggiare in bus (affidandosi ad un traporto locale sempre più costoso e inefficiente), oppure inforcare una bici o un monopattino.
Anti-imprenditoriale, perché si fa finta di non sapere che il divieto di circolazione non si limita a penalizzare chi usa l’auto per recarsi al lavoro, ma impedisce di lavorare a tutti coloro-a cominciare dagli artigiani-per i quali il furgone non è un mezzo per spostarsi ma è un vero e proprio strumento di lavoro per raggiungere i clienti.
In questo caso non si tratta di dover fare fronte a qualche disagio per sette mesi, bensì di non riuscire più a mandare avanti la propria attività imprenditoriale".
"Ancora una volta - prosegue - dobbiamo prendere atto dell’incapacità di varare misure strutturali per contrastare l’inquinamento, a cominciare da interventi capillari e seri su caldaie, stufe a bio massa, impianti termici vari.
Ancora una volta a fronte delle prescrizioni dell’Unione europea si preferisce ricorrere alla soluzione più facile, ovvero impedire alle persone e alle imprese di spostarsi.
Diciamocela tutta: il blocco anti-smog è per le micro-imprese un vero e proprio lockdown imposto per ragioni non sanitarie ma ambientali. Un ulteriore colpo assestato ad un settore che dopo aver pagato un duro prezzo durante la pandemia ora si trova a fare i conti con le conseguenze dell’inflazione.
Ma la cosa più sconcertante è che non si siano ancora previsti incentivi per la rottamazione, indispensabili per aiutare famiglie e artigiani ma anche l’intero settore dell’automotive: aspettiamo un intervento urgente da parte della Regione Piemonte”.
Inoltre il Presidente di Confartigianato Torino, Dino De Santis, nelle prossime settimane si farà portavoce delle imprese artigiane associate del territorio per evidenziare le innumerevoli criticità di questo provvedimento.
Redazione Cuoreeconomico
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