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06/04/2021

Confesercenti lancia la petizione "Portiamo le imprese fuori dalla pandemia"

(Marco Benedetti, presidente di Confesercenti Liguria)

Il 7/4 una giornata di mobilitazione nazionale per chiedere al governo concrete misure di sostegno e un piano per la riapertura

Una giornata di mobilitazione diffusa in tutta Italia per chiedere al governo un "Decreto Imprese" con sostegni adeguati alle perdite realmente subite, credito immediato e un piano per permettere finalmente di riaprire in sicurezza: è il senso della manifestazione “Portiamo le imprese fuori dalla pandemia”, indetta per domani – mercoledì 7 aprile – da Confesercenti per dare voce, attraverso iniziative in tutte le regioni italiane, alle necessità e alle richieste delle attività economiche.  

«Restituiteci il futuro: vogliamo tornare a lavorare e lo possiamo fare in sicurezza» è il messaggio lanciato da Confesercenti, che evidenzia come ogni giorno trascorso in zona rossa costi al paese la perdita di 80 milioni di fatturato, e sottolinea che le imprese sono il motore dell'economia e del lavoro, e solo facendole ripartire, si può pensare di far ripartire l'Italia.  

Le proposte sono oggetto di una petizione online, che sarà possibile sottoscrivere su www.confesercenti.it dal 7 aprile.

(Leggi anche: #GEF ESG89 – Moratoria fino a dicembre 2021 e agevolazioni per l’accesso all’equity)

«Le nostre non sono semplici lamentele, bensì proposte serie e ponderate – spiega Marco Benedetti, presidente di Confesercenti Liguria –.

Anche grazie alle migliaia di firme che stiamo raccogliendo da parte di operatori e cittadini, ci aspettiamo ascolto e risposte concrete.

Senza provvedimenti seri ci troveremo, in autunno, magari con la pandemia sotto controllo, ma con decine di migliaia di imprese chiuse e centinaia di migliaia di disoccupati in più».  

Nel dettaglio, la Confederazione richiede:

  • un contributo una tantum automatico, che garantisca immediata liquidità alle imprese e ai professionisti in profonda crisi finanziaria;
  • un sostegno, reale e trasversale, per la ripresa e la continuità prospettica aziendale di tutte le imprese danneggiate, a cominciare da un contributo a fondo perduto da calcolare sulla base di una quota dei costi sostenuti dall'imprenditore nel 2020, da erogarsi mensilmente fino al termine dello stato di emergenza;
  • la reintroduzione del "Tax credit locazioni";
  • una fiscalità di vantaggio per imprese e lavoratori autonomi di minori dimensioni, attraverso un tax credit pari al 60% dei costi sostenuti nel 2020 per l'esercizio dell'attività;
  • l'ampliamento della disciplina del Superbonus 110% agli immobili strumentali o comunque utilizzati nell'esercizio dell'attività di impresa;
  • una reale semplificazione nella circolazione dei crediti fiscali, con relativa razionalizzazione delle procedure attualmente previste e della mole documentale richiesta, che porterebbe ad un reale vantaggio economico circolare con conseguente costituzione di una vera e propria moneta fiscale;
  • l'allungamento, fino a 15 anni, della durata dei finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia per le pmi, ampliandone la portata;
  • la proroga fino alla fine dell'anno in corso anche per quanto riguarda le moratorie ex art. 56;
  • aumentare le soglie e la platea dei beneficiari del microcredito, modificando l’articolo 111 del Testo unico bancario. La petizione contiene, inoltre, proposte precise anche in merito alle riaperture.

(Rivivi il Glocal Economic Forum ESG89 - Credito, Finanza & Sviluppo)

In particolare, si richiede di consentire, in regime di zona gialla, la somministrazione e l'asporto fino alle 22 per la ristorazione e, per i bar, la somministrazione fino alle 20 e l'asporto fino alle 22; in zona arancione, somministrazione fino alle 18 e asporto fino alle 22 per tutti i pubblici esercizi, con delivery libero sempre per entrambe le tipologie di attività; nessuna preclusione nelle giornate festive e prefestive per le attività presenti nei mercato, nei centri e nelle gallerie commerciali e in altre strutture assimilabili, sia in zona gialla che arancione; per il comparto del commercio ambulante in zona rossa, la previsione di sospendere i mercati ad eccezione delle attività dirette alla vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, nonché dei generi di prima necessità; prevedere sempre l'apertura di barbieri e parrucchieri, il tutto, chiaramente, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida regionali.

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