Copagri Marche, Bernardini riconfermato presidente per acclamazione

Nel corso dei lavori si è parlato del binomio agricoltura-ambiente: “Investire sul ruolo dell’agricoltore custode del territorio, anche con premialità apposite e criteri di priorità”
“Investire sulla manutenzione del territorio significa contrastare il dissesto idrogeologico, andando contestualmente a evidenziare la necessità sempre più avvertita dalle aziende del Primario di mettere un deciso argine alla cementificazione e al consumo di suolo, che continuano a sottrarre al Paese ettari ed ettari di terreni, che potrebbero essere destinati a ben altri scopi”.
Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Marche Giovanni Bernardini aprendo i lavori del Congresso 2022 della Federazione, dedicati al tema “Il binomio agricoltura-ambiente e la custodia del territorio” e che lo hanno visto riconfermato per acclamazione.
Ai partecipati lavori congressuali, svoltisi al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona, sono inoltre intervenuti, fra gli altri, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il neoassessore regionale alle Politiche Agricole e allo Sviluppo Economico Andrea Maria Antonini, il prefetto di Ancona Darco Pellos, il vicepresidente nazionale di Unioncamere Gino Sabatini, il segretario generale della Uila Stefano Mantegazza, i massimi vertici delle associazioni agricole regionali e il presidente della Copagri nazionale Franco Verrascina
Riconoscere agli agricoltori impegno per il territorio
“Gli agricoltori, per la natura intrinseca del loro lavoro, sono i primi a essersi fatti carico da sempre di queste attività di manutenzione del territorio, azioni peraltro fondamentali per la vita stessa delle imprese agricole; è chiaro, però, che tali attività comportano oneri aggiuntivi a carico delle aziende, costi che andrebbero riconosciuti ai produttori agricoli anche grazie a interventi quali il riconoscimento della figura dell’agricoltore custode dell’ambiente e del territorio, che la Regione Marche, su pressing della Copagri, è stata la prima a normare”, ha ricordato Bernardini.
Lavorare per portare “ossigeno” ai produttori in crisi di liquidità
“Si tratta purtroppo di una legge ‘monca’, in quanto rimasta priva di risorse e di strumenti premianti per gli agricoltori, quali ad esempio possibili legami con ipotetici criteri di premialità o di priorità all’interno della programmazione nazionale o comunitaria”, ha osservato Bernardini, ricordando che “iniziative simili potrebbero portare una boccata d’ossigeno per le migliaia di produttori agricoli da tempo in crisi di liquidità e in particolare ai giovani imprenditori agricoli, che sempre più spesso si scontrano con una burocrazia asfissiante, che complica ulteriormente il ricambio generazionale e l’accesso alla terra”.
“Parliamo di costi che, insieme agli effetti della pandemia e del conflitto russo-ucraino, hanno segnato e stanno fortemente segnando le imprese agricole e che vanno poi ad aggiungersi all’inasprimento delle regole per l’accesso al credito e alla difficoltà che il settore agricolo ha storicamente sempre avuto nel rapportarsi con gli istituti di credito”, ha puntualizzato il presidente, che si è poi soffermato sulla politica comunitaria, sulle agroenergie, sulla multifunzionalità e sulla fiscalità delle aree montane e interne.
Redazione Cuoreeconomico
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