ven 30 gen 2026

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Cosentini (Coldiretti Calabria): “Regione fra le prime coi fondi Psr, ma coi tassi alti è difficile investire“

(Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria)

Il direttore regionale della Coldiretti a CUOREECONOMIVO: “Patto inflazione positivo, ma ora bisogna investire sul decreto flussi: devono aumentare i permessi per i lavoratori stranieri, perché manca personale. Avanti con la battaglia sulla carne coltivata”

Il Ddi contro la carne coltivata proseguirà il suo corso, nonostante il rischio di stop da parte dell’Unione Europea. Coldiretti rimarca la propria posizione a favore del cibo da allevamento.

Più di 20mila comuni e 20 regioni hanno espresso la volontà di consumare la carne che si produce dagli allevamenti segno che la legge contro il cibo sintetico è giusta”, dice Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria.

“Noi siamo aperti alle nuove produzioni - continua - ma ad oggi nessuno studio dimostra la validità del cibo da laboratorio.

Quanto alla sostenibilità, tradizionali si gli allevamenti sono dimostrati virtuosi perché la anidride carbonica prodotta dagli animali può essere usata per il biometano, mentre servono centinaia di anni per smaltire quella prodotta per la realizzazione dei prodotti sintetici”.

Direttore, restando sui provvedimenti del Governo, che effetti sta dando il Patto anti-inflazione?

Gli effetti sono positivi, anche se da noi pochi esercizi commerciali hanno aderito e spero che col tempo possa allargarsi la platea di aderenti”. 

Sulla ricerca di manodopera che impatto ha avuto il Decreto Flussi?

Sicuramente ha aiutato, anche se avremmo voluto che per la Calabria fossero previste quote maggiori. Ci auguriamo che per la prossima estate possano aumentare i permessi per i lavoratori stranieri perché oggi manca la manodopera in agricoltura, non perché le imprese non rispettino i diritti dei lavoratori perché  tanti italiani rifiutano lavori nei campi”.

Secondo lei i bandi sulla Pac promossi dal Governo vanno nella giusta direzione?

La Pac condiziona il Governo, è inutile nasconderlo, ma ad oggi la programmazione europea è più attenta all’ambiente che alla produzione. Così come il Green Deal, che nella sua impostazione originaria aveva previsto la riduzione del 62 percento dei fitofarmaci entro il 2030 per tutti i paesi europei.

Fortunatamente la Commissione agricoltura ha dichiarato che l’Italia in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante per migliorare la propria condizione, così il limite è passato al 35 percento entro il 2035.

D’altronde i fitofarmaci sono strumenti utili e spero che le prossime politiche europee possano bilanciare la produzione con la sostenibilità, proprio per tutelare le specificità dei paesi e per salvaguardare le tante imprese italiane a conduzione familiae".

Vi sentiti più rassicurati dopo che la Commissione europea ha dato il proprio parere favorevole alla terza rata del Pnrr?

Certamente, anche perché per l’agricoltura sono previsti lo più progetti per contratti di filiera. Oltre alla soddisfazione non possiamo nascondere che oggi le risorse sono poche e con tempi ridotti e il nostro auspicio è che si possano avere più risorse su investimenti mirati dato che il nostro settore rappresenta più del 30 percento del Pil”.

Rimanendo sulle questioni Ue, che incidenza sta avendo l’aumento del costo del denaro?

Mette in difficoltà i più giovani e al Sud è quasi impossibile trovare mutui e prestiti sotto l’8 percento di tasso. Si tratta di un problema non di poco conto perché senza giovani è impossibile innovare l’agricoltura”.

Sui primi bandi Psr promossi dalla Regione qual è il suo giudizio?

Positivo, anche perché la Calabria è fra le prime regioni d’Italia per spesa delle risorse e sono tranquillo anche per i prossimi bandi, cioè quelli che vanno da qui al 2027.

Ci preoccupano i ritardi delle Pubbliche amministrazioni dsto che esistono imprese che aspettano due o tre anni per avere la risposta sui loro progetti”.

Come valuta la delibera Carta dell’olio?

Si tratta di uno strumento utile  anche se avremmo preferito essere coinvolti nella delibera. Possiamo comunque ritenerci soddisfatti perché fra i compiti della nostra associazione c’è anche quello della promozione dei prodotti tipici e spero che gli operatori del turismo e quelli dell’agroalimentare possano lavorare nel migliore dei modi per raccontare il nostro territorio”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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