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Costi dell’energia, Cna: «Rivedere il calcolo delle bollette delle imprese, altrimenti non ci sarà ripresa»

Se la produzione industriale è in crescita (+08%), c’è il nodo legato ai prezzi di gas ed elettricità. «I rialzi possono far perdere vigore alla crescita economica»

Produzione industriale in crescita, ma i rialzi del costo dell’energia spingono gli imprenditori a chiedere un ricalcolo delle bollette.

A luglio 2021 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale sia aumentato dello 0,8% rispetto a giugno, dopo il +1% del mese precedente.

L’istituto di statistica aggiunge che le attese degli economisti convergevano su rialzi dello 0,1% a livello congiunturale e del 5,4% a livello tendenziale.

Tutti i principali settori di attività economica hanno mostrato aumenti su base tendenziale, ad esclusione delle attività estrattive.

Gli incrementi maggiori riguardano la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+12,5%), la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo (+11,9%) e la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+9,8%).

Ma c’è un problema sul costo delle materie prime e dell’energia. Da gennaio il prezzo di borsa sull’energia elettrica è passato da 60 a 95 per megawattora e quello per il gas metano da 20 agli attuali 50 centesimi a metrocubo.

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Cna Nazionale incalza: «I dati sulla produzione industriale di luglio sono migliori delle stime e confermano il trend di robusta ripresa ma guardiamo con preoccupazione alla spirale rialzista dei prezzi delle materie prime legate all’energia che possono far perdere vigore alla crescita economica».

La Confederazione invita il Governo e il Parlamento a «rivedere in tempi rapidi la fiscalità sulla struttura della bolletta cancellando una serie di oneri impropri che gravano soprattutto sul sistema della micro e piccola impresa che continua a pagare il prezzo più alto per l’energia sia in Europa che in Italia rispetto alle imprese più grandi.

Pur apprezzando lo sconto per le piccole imprese introdotto dal decreto sostegni bis – che ha ridotto il volume degli oneri di sistema che gravano sulla bolletta – rileviamo che si tratta di un intervento spot limitato al periodo emergenziale e rivolto solo ai settori che hanno subito chiusure.

È evidente che la misura non è sufficiente a compensare i rincari di luce e gas che riflettono la forte crescita delle quotazioni delle materie prime energetiche e del costo della CO2».

CNA infine auspica che «il Governo si faccia promotore di una iniziativa a livello internazionale per rimuovere il lungo elenco di dazi che determina ulteriore pressione sui prezzi delle commodity».

Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)

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