ESG89 MADE in UMBRIA - Cotarella (Terranostra): “Il Made in Umbria ha bisogno di essere raccontato”

“Dal 20 dicembre al 6 gennaio le rubriche di CUOREECONOMICO racchiuderanno le idee, le riflessioni e gli interventi che hanno contribuito ad analizzare il quadro economico e sociale italiano nel 2024”
(Dominga Cotarella, Presidente Terranostra)
Il Made in Umbria continua a farsi largo tra il saturo e competitivo mercato internazionale. Raccontare la storia dei prodotti del territorio, investire in sostenibilità e innovazione digitale sono i passi giusti per attrarre consumatori e giovani talenti.
Di seguito l’intervista a Dominga Cotarella, Presidente Terranostra e una delle relatrici dell’edizione di quest’anno “Made in Umbria”, firmata ESG89.
Il Made in Umbria è apprezzato per la sua qualità e autenticità, ma quali pensa siano le principali sfide e opportunità per affermare questi prodotti sui mercati internazionali nei prossimi anni?
"I prodotti umbri sono simbolo di qualità, autenticità e profondo legame con il territorio, caratteristiche che attirano un interesse crescente sui mercati esteri. Una sfida importante è la concorrenza di prodotti simili, provenienti da altre regioni italiane o Paesi con una tradizione enogastronomica di grande rilievo.
Per le imprese umbre, distinguersi in un mercato saturo e competitivo, dove spesso l’aspetto “locale” è già valorizzato e ben comunicato, richiede investimenti in marketing internazionale e una maggiore digitalizzazione per raggiungere i consumatori globali in modo diretto e coinvolgente.
Nonostante queste sfide, il Made in Umbria ha grandi opportunità di crescita internazionale, soprattutto grazie alla crescente domanda di prodotti autentici e sostenibili. Investire nell'innovazione può rappresentare un importante vantaggio competitivo.
Molte aziende umbre stanno sviluppando nuovi metodi di produzione sostenibile e packaging ecologico. Le nuove generazioni di consumatori internazionali sono sempre più interessate a conoscere la storia e le tradizioni dietro i prodotti che acquistano, rendendo il racconto del territorio umbro e delle sue radici culturali un elemento chiave per attrarre un pubblico globale.
Per affermarsi stabilmente sui mercati internazionali, le aziende umbre possono puntare su una forte digitalizzazione, aprendo e-commerce e piattaforme multilingua che permettano loro di raggiungere clienti in ogni parte del mondo. La pandemia ha accelerato il processo di trasformazione digitale, e anche le piccole imprese locali hanno ora accesso a strumenti che consentono loro di esportare in modo diretto.
Le partnership strategiche con distributori locali, fiere internazionali e influencer del settore sono altrettanto cruciali per costruire una rete di clienti e ambasciatori dei prodotti umbri".
In molte aree d'Italia si riscontra una crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata, specie nei settori dell'agricoltura e dell'enogastronomia. Quali strategie sta adottando Terranostra per rispondere a questa sfida in Umbria?
"Per fronteggiare la crescente carenza di manodopera qualificata in Umbria, Terranostra ha avviato iniziative mirate alla formazione di giovani e appassionati del settore. Attraverso partnership con scuole professionali, università e istituti tecnici locali.
Questa strategia non solo punta a formare personale preparato, ma anche a stimolare nei giovani l’interesse verso mestieri spesso percepiti come meno attrattivi.
Terranostra sta anche incentivando l’uso di tecnologie innovative come macchinari avanzati, gestione digitale delle colture e tecniche di agricoltura di precisione per compensare la mancanza di manodopera.
Questi strumenti non solo rendono il lavoro più efficiente e meno fisicamente gravoso, ma richiedono anche nuove competenze, aumentando la domanda di operatori specializzati. In questo senso, Terranostra lavora per creare una nuova generazione di professionisti agricoli in grado di operare con tecnologie all’avanguardia".
L'occupazione giovanile è una priorità per garantire la sostenibilità delle attività locali. Quali iniziative o progetti pensa possano essere più efficaci per attrarre e formare i giovani nel settore agroalimentare umbro?
"Per avvicinare i giovani al settore agroalimentare, uno dei progetti più efficaci è la creazione di programmi di formazione pratica e percorsi di alternanza scuola-lavoro specifici. Collaborare con istituti agrari e scuole professionali locali permette di inserire gli studenti in esperienze dirette sul campo, attraverso tirocini in aziende agricole e laboratori di trasformazione alimentare.
Iniziative di questo tipo costruiscono una forte connessione tra i giovani e il territorio, offrendo loro una visione concreta e motivante delle opportunità di carriera nell’agroalimentare. Un’altra iniziativa strategica potrebbe essere la formazione dei giovani su temi attuali come la gestione delle risorse idriche, l’agricoltura di precisione e il marketing dei prodotti locali.
Terranostra sta lavorando al fianco degli imprenditori agricoli umbri, promuovendo incentivi economici e forme di supporto, per rendere più attrattiva l'assunzione e la formazione di giovani lavoratori. Programmi di finanziamento, come quelli per l’avvio di nuove attività o per l’ammodernamento delle strutture, sono studiati per rendere il settore agricolo e dell’enogastronomia una scelta di carriera più sicura e sostenibile.
Con queste iniziative, Terranostra mira a invertire il trend di calo occupazionale, favorendo il ricambio generazionale e rafforzando le imprese locali, pilastri del patrimonio enogastronomico umbro. I giovani spesso vedono nell’agricoltura un lavoro duro e poco remunerativo, ma attraverso video, testimonianze ed eventi, è possibile mostrare la varietà di ruoli e competenze richieste, nonché le prospettive future di questo settore.
Far conoscere storie di successo e coinvolgere giovani agricoltori come ambasciatori del settore potrebbe aumentare l’attrattiva del comparto agroalimentare e incentivare una nuova generazione a investire le proprie energie nel futuro del territorio umbro. È necessario un cambio di passo e che tutti, istituzioni in primis, ci si convinca che questa realtà può diventare una delle leve distintive per il futuro del nostro Paese.
Sono fondamentali iniziative che supportino economicamente le imprese agricole e agroalimentari, specie quelle gestite da giovani, rendendo più accessibile l’apertura di attività in aree rurali e periferiche e alleggerendo, almeno per i primi anni, tutti i costi di funzionamento.
Per alimentare la "restanza" e contrastare l’emigrazione giovanile verso l’estero, servono azioni concrete, servono politiche di sostegno reali, serve realizzare tante bellissime storie di giovani che hanno deciso di restare e hanno realizzato imprese interessanti e remunerative sul proprio territorio".
Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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