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09/05/2020

Covid-19: per Annibali la crisi morderà di più nei prossimi mesi

(Sabrina Annibali, Agricola F.lli Annibali e vice-sindaco del Comune di Gualdo Cattaneo)

Il momento è veramente molto complicato. Da Roma tardano ad arrivare misure concrete che mettano in sicurezza economica imprese e cittadini.

Il decreto di aprile è scivolato inesorabilmente a maggio e i suoi effetti, molto probabilmente, li vedremo solo da giugno.

Il tempo è un fattore determinante in economia e in questa intervista l’imprenditrice e anche vice-sindaco di un comune dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Sabrina Annibali, lo sa bene.

La burocrazia ci ha sempre soffocato denuncia; ora ancora di più e questo costituisce un grande limite per la rinascita del nostro Paese.

Annibali sollecita, dunque, il Governo centrale a fare provvedimenti in tal senso altrimenti il Paese può rischiare grosso.

Il COVID-19 ha improvvisamente bloccato il Paese e la sua economia. Annibali, che situazione si immagina fra qualche mese? 

‘Purtroppo non riesco ad immaginarmi nulla di buono. Anzi credo che nei prossimi mesi inizieremo a sentire tutto il peso della crisi economica che si prospetta anche con importanti conseguenze a livello sociale’.

Praticamente tutti i settori dell’economia sono stati colpiti dal Covid-19 ad eccezione di alcuni. Il tessuto italiano costituito perlopiù da piccole aziende già fragili saprà reagire al duro colpo?

‘Le piccole e medie aziende finora si sono dimostrate dei capisaldi dell’economia italiana. Negli ultimi anni sono state chiamate a rispondere a vari momenti di crisi.

Quella che stiamo vivendo è sicuramente la più difficile e la più grave dal dopoguerra perché investe tutti i paesi, non solo l’Italia, e investe tutti, imprenditori e lavoratori, che sono chiamati ad uno sforzo duplice: uno personale per superare la paura del contagio e di ammalarsi e uno sforzo economico importante’.

Agricola F.lli Annibali, Sede di Gualdo Cattaneo (PG)

Come vede il mercato del settore dove opera la sua azienda nel biennio 2020-2021?

‘Oggi non esistono settori che non siano stati toccati dalla emergenza coronavirus. Per poter continuare ad essere leader è necessario uno sforzo per affrontare la convivenza con il virus.

Noi ci siamo attivati immediatamente adottando dei protocolli interni che ci hanno consentito di continuare l’attività lavorativa anche nel periodo di massima emergenza di marzo.

Quindi sarà determinate coniugare la sicurezza dei lavoratori con gli standard di qualità del lavoro’.

In questo momento crediamo ci sia bisogno di scelte coraggiose che possono decidere solo i rappresentanti istituzionali. Lei è anche in consiglio comunale di un piccolo e caratteristico borgo umbro, Gualdo Cattaneo

‘Si, sono vicesindaco del Comune di Gualdo Cattaneo e, purtroppo, devo dare atto che oggi gli amministratori locali pur essendo in prima linea in quanto conoscono alla perfezione la situazione del territorio che amministrano, non hanno i poteri decisionali che invece ritengo necessari per poter affrontare le problematiche almeno in fase emergenziale.

Le istituzioni possono fare molto specialmente in momenti come questo. La prima cosa da fare secondo me è sburocratizzare gli apparati istituzionali e rendere più semplici e veloci le procedure specialmente per gli affidamenti di appalti.

Oggi per rilanciare la nostra economia è necessario un piano importante degli investimenti, che non devono essere solo assistenziali, ma soprattutto investimenti che consentano produzione di lavoro vero’.

Associazioni di categoria, Governo e Regione: che giudizio si sente di dare? Stanno realmente comprendendo le istanze di chi intraprende?

‘La nostra Regione si è dimostrata un modello sia nella gestione dell’emergenza della fase 1 sia in quella successiva della riapertura c.d. fase 2.

Tuttavia ritengo che il Governo centrale abbia peccato troppo di tecnicismo lasciando da parte le effettive necessità ed esigenze delle imprese, dei commercianti, degli artigiani.

Oggi ci si prospetta una nuova sfida che è quella di pensare ad un nuovo modello economico e per fare questo è necessario ascoltare e coinvolgere tutte le parti interessate’.

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