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Credimi: primi 9 mesi dell’anno da record. Breakeven e € 450 milioni erogati a supporto delle pmi

Costante e solido il percorso di crescita di Credimi, leader europeo del digital lending per le imprese, che nei primi 9 mesi del 2020 ha erogato la cifra record in Europa di 450 milioni di euro, registrando una crescita del 39% rispetto all’anno precedente, e portando il totale erogato dalla nascita dell’azienda a 1,2 miliardi di euro.

Cresce anche il margine di contribuzione della società, che dopo i costi diretti e di marketing supera il 50%, portando ad un risultato netto e ad un cashflow in completo pareggio negli ultimi 4 mesi.

Traguardi importanti quelli raggiunti dalla Fintech lanciata da Ignazio Rocco, operativa da gennaio 2017, ottenuti grazie anche al fatto che Credimi è stata uno dei principali erogatori di finanziamenti assistiti da garanzie dello Stato tra i digital lender europei, sin dai giorni successivi all’approvazione del Decreto Liquidità. Basti pensare all’iniziativa Italianonsiferma, una cartolarizzazione da 100 milioni di euro (erogati in soli 3 mesi a partire da aprile) realizzata insieme al Gruppo Generali. Credimi è stato uno dei primi player a promuovere la cultura dell’open banking con operazioni come quelle con Banca Sella, Banco Desio, Banca del Piemonte, Banca di Asti e a sviluppare anche importanti partnership con Istituzioni locali, come quella con Finpiemonte e Fondazione CRT, tutte volte a liberare liquidità in tempi rapidi per le PMI del territorio italiano, colpite dall’emergenza Covid-19. Esempi virtuosi di come vari attori finanziari possano collaborare per migliorare l’economia del Paese. Complessivamente Credimi ha raccolto ed erogato più di 200 milioni di euro di finanziamenti a 5 anni assistiti da garanzie dello Stato.

In poco più di 3 anni di attività, Credimi ha anche raggiunto l’obiettivo del breakeven, utilizzando in modo molto efficiente il proprio capitale, ovvero 20 milioni di euro dal momento della sua nascita ad oggi. Una cifra molto bassa se confrontata con i maggiori operatori fintech britannici o francesi, che hanno utilizzato capitali il cui ammontare varia da 50 a 320 milioni di euro e che godono sempre di un notevole supporto da parte di Istituzioni pubbliche e regolatori locali.

L’efficienza di Credimi è il risultato della tecnologia (9 milioni di righe di codice) e dalle operations di credito proprietarie (i processi di valutazione del rischio e della frode sono interamente sviluppati in casa), che hanno permesso alla Società di processare e valutare 17.000 richieste di finanziamento da inizio anno ad oggi. A loro volta, qualità della tecnologia e del risk management sono il risultato di una cultura di fortissima partecipazione collettiva all’innovazione e alla gestione (ogni singolo membro della squadra di Credimi è anche un azionista).

“Questi primi 9 mesi del 2020 sono stati molto sfidanti per noi, ma i risultati che abbiamo ottenuto dimostrano come la squadra di Credimi abbia lavorato in modo efficace. Non solo abbiamo erogato un ammontare di finanziamenti molto alto, sia quest’anno che dall’inizio dell’attività (a giugno abbiamo registrato il miliardo di erogato dalla nostra nascita), ma abbiamo anche raggiunto il breakeven. Un traguardo ancora molto raro tra le aziende del nostro settore, che dimostra ancora una volta come la crescita di Credimi sia un unicum europeo. Il nostro sviluppo è stato reso possibile dall’entusiasmo e dall’impegno costante di tutto il team, ma anche dalla fiducia di partner istituzionali che hanno scelto di fare innovazione insieme a noi” – ha dichiarato Ignazio Rocco, Founder & CEO di Credimi. – “La crescita di Credimi è al pari, se non più rapida, di quella delle altre fintech europee, nate qualche anno prima, e questo ci riempie di orgoglio, perché significa che l’Italia sta recuperando terreno velocemente. Nei prossimi mesi, ci aspettiamo di continuare a crescere con questi ritmi, di rafforzare ulteriormente la nostra rete di connessione con sistemi terzi quali banche e provider di servizi digitali (e-commerce, CRM, marketing), e di lanciare nuovi prodotti sempre più flessibili che rispondano alle esigenze delle imprese italiane, anche quelle più piccole. Alcuni di questi prodotti porteranno a una innovazione radicale del concetto stesso di finanziamento per le PMI. Il nostro obiettivo è quello di continuare a sostenere le PMI italiane e aiutarle nello sviluppo del loro business”.

La crescita di Credimi racconta anche di un contesto che vede sempre più il Fintech come uno strumento di investimento nel tessuto imprenditoriale italiano: con il supporto di asset manager, fondazioni, clienti delle gestioni patrimoniali, enti regionali, e banche, Credimi ha mobilitato più di un miliardo di risparmi delle famiglie, indirizzandolo verso lo sviluppo delle migliori PMI italiane. Grazie alla sua rete, Credimi ha realizzato oltre 200 cessioni di portafogli attraverso 8 operazioni di raccolta in tre anni e mezzo, creando di fatto una nuova asset class per gli investimenti in PMI, che diventerà ancora più rilevante con le norme sui nuovi PIR previste dal Decreto Rilancio, secondo le quali si potrà investire almeno il 70% del fondo in società che non appartengono al paniere Ftse Mib e al Ftse Mid e che possono non essere quotate.

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