Crisi idrica, all'Italia serve un piano decennale da 48 miliardi

(Renato Mazzoncini, AD di A2a)
Dallo studio condotto da The European House Ambrosetti e A2a emerge una riduzione della risorsa pari a 60 volte il Lago Trasimeno. MazzoncinI: "Senz'acqua non c'è futuro. Ma in futuro avremo sempre meno acqua. I cambiamenti climatici, gli sprechi e una gestione poco oculata hanno messo a rischio questo bene"
All'Italia serve un pacchetto d'investimenti da 48 miliardi in dieci anni per superare l'emergenza idrica, recuperare acqua per le esigenze di famiglie, agricoltura, industria, idroelettrico.
Emerge da uno studio realizzato da The European House-Ambrosetti con A2a, presentato a Cernobbio. "Il 2022 è stato un anno tremendo, con minore acqua negli ultimi 60 anni.
Ed è un trend che continua", dice l'ad di A2a, Renato Mazzoncini. La siccità record ha ridotto la disponibilità di risorsa idrica naturale di 36 miliardi di metri cubi (-31 percento sul 2021) un volume comparabile a 60 volte il Lago Trasimeno.
Il quadro generale
I dati evidenziano che siamo vicini a un punto di non ritorno per una risorsa che contribuisce al 18% del Pil Italiano, pari a 320 miliardi di euro l'anno.
Secondo lo studio, lo scorso anno si sono persi 7,1 miliardi di m3 di acqua consumabile (-34 percetnto rispetto al 2021), quanto l'acqua consumata da 14 milioni di cittadini. La siccità ha inoltre ridotto la produzione idroelettrica a 30,3 TWh rispetto alla media del decennio 2012-2021 di 48,4 TWh.
Per trovare un valore così basso bisogna risalire al 1954, ma con una potenza installata di 3 volte inferiore a quella attuale. "Senz'acqua non c'è futuro. Ma in futuro avremo sempre meno acqua.
I cambiamenti climatici, gli sprechi e una gestione poco oculata hanno messo a rischio questa risorsa, come denunciato anche dall'Onu", ha spiegato Mazzoncini, evidenziando la necessità di un'azione congiunta tra istituzioni, industria e cittadini.
Climate change si fa già sentire
"Gli effetti del cambiamento climatico si aggiungono ad alcune criticità strutturali che segnano la gestione idrica in Italia e che vanno opportunamente e prontamente attenzionate - ha commentato Lorenzo Tavazzi, partner di The European House - Ambrosetti -. Investire in adattamento e mitigazione del cambiamento climatico è quindi cruciale, in un contesto in cui il cambiamento climatico sta già impattando significativamente il nostro Paese".
Il 2022 anno nero per l'acqua
L'ultimo biennio ha reso evidente nel Paese l'urgenza di intervenire per la mitigazione degli impatti del cambiamento climatico sulla risorsa idrica.
Se il 2022 è stato per l'Italia l'anno "nero", meno piovoso e più caldo degli ultimi 60 anni, il 2023 vede l'alternanza tra la coda siccitosa e precipitazioni intense e fortemente concentrate, indice di una tropicalizzazione del clima italiano che necessita di una maggiore attenzione nel dibattito pubblico del Paese.
Il disagio legato alla siccità record è stato generalizzato: fino al 40 percento dei cittadini ha vissuto gli effetti delle politiche di contenimento dei consumi e il 28 ha subìto razionamenti di acqua nel proprio comune di residenza.
La carenza idrica si è concentrata nel Nord-Italia con 5 Regioni che hanno adottato lo stato di emergenza (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia,
Lombardia, Veneto e Piemonte). A fronte di ciò, gli operatori del settore hanno a disposizione una combinazione di linee di intervento mirate su cui investire per recuperare volumi e rendere più resiliente il sistema ai fenomeni idrici estremi.
Redazione Cuoreeconomico
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