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Crociani (Ti Style iT): ’Lo Smart Working e le sue implicazioni su creatività e produttività’

La Pandemia ha messo a dura prova un intero sistema socio-economico che ha dovuto necessariamente adottare soluzioni logistico-organizzative utili a non paralizzare completamente un intero mondo basato sulla globalizzazione e sull’internazionalizzazione.

Lo Smart Working è stato sicuramente un valido strumento di aiuto per il  superamento delle barriere virali, ma credo che l’avvicinarsi della scadenza del 15 Ottobre di questo meccanismo semplificato, debba stimolare tutti noi a fare un bilancio globale a riguardo. Grazie al Lavoro ‘Agile’ si è riusciti a sopperire, almeno in parte, ad un vuoto obbligatorio incolmabile diversamente.

Tuttavia la prospettiva che lo Smart Working possa diventare una modalità di lavoro consolidata mi terrorizza!

Da sempre ho saputo e personalmente sperimentato, che il brainstorming ed il lavoro d’equipe danno un valore aggiunto ai processi ed alle attività soprattutto se vissuti in maniera empatica e non semplicemente attraverso un video che appiattisce qualsiasi tipo di interrelazione e raffredda i rapporti umani. Gli occhi sono lo specchio dell’anima ed uno sguardo, un sorriso o un’espressione possono trasmettere messaggi importanti non solo sotto il profilo umano ma anche sotto il profilo strategico.

Anche i luoghi hanno la capacità di attribuire significato ai concetti ed alle espressioni e di stimolare la creatività ed il senso pratico. Lavoro nel mondo della moda dove la creazione e lo sviluppo del prodotto non avrebbero vita se non attraverso la collaborazione di un team perfettamente integrato ed interattivo.

In generale nelle organizzazioni si lavora per task force, per business unit e lo smartworking rischierebbe di compromettere l’efficienza e l’efficacia dei risultati in tutte quelle situazioni in cui il confronto d’equipe è fondamentale. Vorrei altresì porre l’attenzione sull’appiattimento della personalità, sulla mancanza degli stimoli di chi si trova a non interagire direttamente con i colleghi e con la società. Anche la crescita professionale verrebbe fortemente compromessa per non parlare poi del fatto che i confini tra la sfera privata e professionale diventerebbero sfumati a tal punto da non essere più distinti.

Il risultato sarebbe uno stato di alienazione globale irreversibile.

A tutto questo vanno ad aggiungersi le gravi conseguenze che lo Smart Working provocherebbe sotto il profilo economico. I consumi sarebbero fortemente condizionati da un sistema che annullerebbe le necessità con forti implicazioni per tutto ciò che ruota intorno al mondo dell’abbigliamento, dell’estetica, della ristorazione, dei trasporti etc….

Non è di certo mia intenzione disconoscere un sistema sociale ed economico in continuo divenire né tantomeno rinnegare nuove modalità di lavoro utili alla riorganizzazione aziendale e sociale purché equilibrate e non pregiudizievoli rispetto alla capacità di sviluppare creatività, produttività ed innovazione.

Pensiero di Tiziana Crociani (Ti STYLE iT)

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