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D'Addesa (Politiche giovanili): 'Competenze e digitalizzazione per un futuro migliore dei giovani'

(Angelo D'Addesa, Funzionario del Ministero per le Politiche Giovanili)

La trasformazione digitale costituisce uno dei pilastri fondamentali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro, costituito per circa la metà da sovvenzioni, concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica.

In dettaglio, la Missione 1 del Piano, denominata “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, stanzia complessivamente 49,2 miliardi (di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 dal Fondo complementare) con l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura.

L’incremento delle competenze e delle prospettive occupazionali dei giovani, inoltre, rappresenta una delle tre priorità trasversali del PNRR e, pertanto, le misure dirette al perseguimento della parità generazionale sono rinvenibili in ciascuna Missione del Piano.

Tra le diverse misure presenti trasversalmente nel Piano e dirette ad agevolare, anche in via mediata, l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro il Ministero delle politiche giovanili evidenzia, in particolare, le seguenti:

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  1. la valorizzazione del capitale umano ed il miglioramento delle competenze (Missione 1), soprattutto con riferimento alle nuove professioni, che potrà creare maggiori opportunità di lavoro in particolar modo per le giovani generazioni;
  2. il potenziamento della formazione professionale (Missione 5), che potrà ridurre il divario esistente tra le competenze possedute, anche digitali, e quelle effettivamente richieste dalle imprese, agevolando così l’ingresso nel mondo del lavoro;
  3. il potenziamento del “Servizio Civile Universale” (Missione 5), per il quale sono stanziati ulteriori 650 milioni di euro, che determinerà un incremento del numero di giovani tra i 18 e i 28 anni che possono accedere ad un percorso di apprendimento volto ad accrescere le proprie conoscenze e competenze e meglio orientarle per l’ingresso nel mondo del lavoro, con un innalzamento della qualità dei programmi e progetti in cui i giovani vengono impegnati (si stima una partecipazione di almeno 135.000 persone in più nel triennio 2021-2023);
  4. l'istituzione del “Servizio Civile Digitale” (Missione 1), attraverso il reclutamento di giovani che aiuteranno gli utenti ad acquisire competenze digitali di base e per il quale sono stanziate risorse per € 60 milioni con l’obiettivo di avere, entro il 2026, il 70 % dei cittadini e residenti in possesso almeno delle competenze digitali di base.

Di Angelo D'Addesa, Funzionario del Ministero per le Politiche Giovanili
(Riproduzione riservata)

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