Da Cna Toscana allarme imprese: "Il nostro artigianato guarda al futuro con grande incertezza"

A Firenze gli stati generali delle Mpmi organizzati dall'associazione artigiana. Il presidente Tonini: "Abbiamo portato i nostri camion sulla Firenze-Pisa-Livorno per protestare contro il possibile pagamento di un pedaggio selettivo per i mezzi pesanti. Potremmo pensare a forme di mobilitazione anche in altri comparti. Nella moda rischio forte di cassa integrazione, ma anche negli altri comparti le cose non vanno meglio". Il presidente della regione Giani: "Modernizzazione infrastrutturale e semplificazione burocratica sono le chiavi"
L’artigianato toscano fa numeri importanti: 100.000 imprese, 245.000 addetti e una presenza consolidata in ogni provincia, nelle aree urbane, nei piccoli centri, nelle zone industriali e commerciali.
Un radicamento solido, che nel tempo si è protratto, con la creazione di distretti di eccellenza ma che vede le aziende diffuse in moltissimi comparti: dalle costruzioni ai servizi alla persona, dall’alimentare ai trasporti, dalla moda all’artistico, senza dimenticare l’ambiente e l’innovazione.
Ognuno di questi è indispensabile e vitale per l’economia della nostra regione, e proprio per questo motivo Cna Toscana, che rappresenta ben 42 mestieri, chiede una maggiore attenzione alle istituzioni.
Lo ha fatto nell’ambito di un incontro a Firenze, il Meeting delle unioni e dei mestieri, che aveva per tema “Micro, piccole e medie imprese: il motore della Toscana” che si è svolto presso la sede della Fondazione Santa Maria Nuova Ets a Firenze.
L’iniziativa ha visto, dopo il saluto del Presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Giancarlo Landini che ha ospitato l’evento, l’introduzione del professor Gaetano Aiello Ordinario di Economia e gestione delle finanze dell’Università di Firenze, la presenza del presidente di Cna Toscana Luca Tonini, del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e del Sindaco Metropolitano e di Firenze Dario Nardella.
Il quadro dell’artigianato toscano
Sulle oltre 340.000 imprese presenti, quasi 100.000 sono artigiane circa il 29 percento del totale. Il 95 percento delle imprese toscane hanno un numero di addetti che va da 1 a 9 e la dimensione media è di 3,5 addetti (dati Asia Imprese).
Ma come Aiello ha sottolineato, il numero delle imprese iscritte all’albo artigiano si è fortemente ridotto negli ultimi 15 anni.
Una tendenza nazionale, alla quale la Toscana non si è sottratta, pur con una resistenza migliore, soprattutto nel periodo più recente, concludendo il 2023 con un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni, dopo diversi anni di saldi negativi.
La preoccupazione di Tonini
“Sulle nostre imprese pende una spada di Damocle – afferma il Presidente di Cna Toscana Luca Tonini –. Se i dati confermano l’importanza dell’artigianato in Toscana, non riescono però a prevedere cosa succederà nei prossimi anni.
Dal nostro osservatorio privilegiato vediamo una situazione veramente complessa, penso ad esempio al comparto moda-pelletteria che sta affrontando una crisi profonda, con imprese a rischio chiusura e richieste di cassa integrazione. È necessario che siano aperti al più presto tavoli istituzionali a più livelli per affrontare la situazione.
Ma la moda non è l’unico comparto in difficoltà, noi non siamo agricoltori e rappresentiamo 42 mestieri diversi, non possiamo scendere in strada con i nostri trattori, ma – prosegue – abbiamo portato i nostri camion sulla Firenze-Pisa-Livorno per protestare contro il possibile pagamento di un pedaggio selettivo per i mezzi pesanti.
Potremmo pensare a forme di mobilitazione anche in altri comparti. Chiediamo per questo alla politica di prendere in mano la situazione per tutelare cittadini e imprese – conclude – prima che partano altre mobilitazioni”.
E con riferimento al comparto moda aggiunge: “Le grandi griffes hanno i magazzini pieni, per cui non danno più lavoro alle realtà delle piccole e medie imprese, sono circa 4.000 i dipendenti in cassa integrazione.
Chiederemo a livello regionale l'apertura di un tavolo per iniziare a dialogare e cercare di capire come affrontare e arginare questo problema, perché è una crisi che era stata un po' annunciata con le guerre e l'aumento delle materie prime.
Ora è il caso di prendere in considerazione veramente con una grande attenzione il problema e arginarlo per andare incontro alle Pmi di moda e pelletteria”.
Le parole di Giani e Nardella
“Condividiamo questa impostazione di voler affrontare non solo i problemi specifici – ha affermato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – ma anche la visione generale.
I temi delle infrastrutture e i temi della semplificazione sono temi su cui io mi sono scatenato nel cercare da un lato di offrire una prospettiva, una modernizzazione infrastrutturale della Toscana, e dall'altra una semplificazione burocratica, che è sempre punto di riferimento e coordinata essenziale nelle leggi e nei regolamenti che ha attuato la Regione".
Per il sindaco di Firenze Dario Nardella "abbiamo una grande concentrazione di piccole imprese, che peraltro sono ben collegate anche con le grandi multinazionali, perché il sistema dei distretti appartiene proprio alla tradizione economica della Toscana, le filiere nella manifattura, nel sistema delle tecnologie, nella moda, appunto nell'industria: solo che abbiamo bisogno di rafforzarle.
In che modo? Anzitutto con le infrastrutture. Le infrastrutture sono decisive per la Toscana e per l'Italia centrale".
Servono risorse, preoccupati per il Pnrr
Tuttavia, ha evidenziato il sindaco, "le infrastrutture hanno bisogno di risorse, e noi siamo molto preoccupati per il clima di incertezza che ancora domina per il sistema di finanziamento del Pnrr su molte infrastrutture che riguardano le aree metropolitane, come ad esempio anche quella di Firenze.
Questa incertezza rischia di scaricarsi proprio sulle imprese che invece hanno bisogno di certezze. A Firenze, in questi anni, siamo riusciti a sbloccare tutte le infrastrutture più importanti.
Penso al sistema dell'Alta velocità che peraltro libererebbe binari in superficie, spazio non solo per il trasporto regionale, ma anche per il trasporto merci.
Penso al sistema delle tranvie. Penso ai lavori sulla Fortezza da Basso, quindi sul polo fieristico e congressuale che è importantissimo per le nostre imprese nelle filiere del made in Italy e del made in Tuscany.
Ci rimane il tema dell'aeroporto, sul quale comunque siamo fiduciosi per quel che riguarda il via libera con la Valutazione di impatto ambientale, che aspettiamo entro l'estate".
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











