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30/07/2020

Dal NORCIA 2020 Economic Forum ESG89: segnali di speranza per la ricostruzione dopo anni di lentezze burocratiche

Giovanni Legnini, Nicola Alemanno e Donatella Tesei all’unisono:’Ora il più grande cantiere d’Europa deve iniziare davvero!’

Il messaggio di una concreta ripartenza tanto attesa non poteva che partire dalla piazza di Norcia. Quel luogo che nei giorni immediatamente successivi alle scosse più forti era diventato il simbolo di una città che resiste, seppur ferita. Quel comune dove la facciata della chiesa che porta il nome del patrono d’Europa è rimasta in piedi quasi a dettare il punto da cui ripartire. È stato questo lo sfondo del NORCIA 2020 ECONOMIC FORUM ESG89.

Tre i momenti salienti di una serata i cui tempi sono stati magistralmente scanditi dalla presentazione di Giancarlo Loquenzi. Il primo dedicato alle istituzioni quando a salire sul palco sono stati il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei; il secondo dedicato alla visione ottimistica degli imprenditori che hanno sviscerato i tre temi che il Forum ha portato avanti: sostenibilità, resilienza ed heritage culturale; il terzo che ha dato invece parola ai tecnici: gli economisti Mario Baldassarri e Carlo Cottarelli e il commissario straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini. Il tema della ricostruzione è stato quello che più prepotentemente ha risuonato nella piazza che mostrava proprio le ferite del sisma del 2016.

Il primo a mettere sul tavolo i numeri della sua città è stato il primo cittadino Alemanno: “Mi auguro – ha detto - che il prossimo anno ci si possa vedere di nuovo in questa piazza per constatare come siamo riusciti a fare strada insieme in questo difficile percorso che stiamo per avviare. Resilienza, sostenibilità ed heritage culturale sono temi di casa nella nostra comunità. Da 4 anni, ogni giorno, siamo chiamati a rinnovare una scommessa: la scommessa di restare e resistere su questa terra, continuando ad immaginare il nostro futuro”. Poi, davanti ad una folta platea abituata a discutere sui numeri, ha esposto i dati: “Abbiamo vissuto oltre 7 terremoti, oltre 110mila scosse in totale. 20mila persone erano in città la sera del 24 agosto 2016: 1700 famiglie per circa 5000 residenti. Circa 55 milioni di euro sono stati spesi, di cui oltre 20 sono opere di messa in sicurezza e oltre 20 per il contributo di autonoma sistemazione. Sono stati concessi 26 milioni di euro per la ricostruzione leggera e 36 milioni sono già stati destinati per quella pesante. Oltre 70 milioni di euro sono pronti per essere spesi ma fino ad oggi non ci siamo riusciti”. Quindi il chiaro sassolino nella scarpa nei confronti del governo centrale: “Siamo il più grande cantiere d’Europa in cui si fatica ad avere qualcuno per istruire le pratiche in un Paese dove abbiamo migliaia di navigator".

"Ora che i nostri sforzi hanno trovato orecchi pronti ad ascoltarci – ha detto facendo riferimento al commissario Legnini - abbiamo bisogno di immaginare un nuovo modello dove sarà possibile far stare le persone a lavorare nei piccoli centri e recarsi nelle grandi città solo per pochi giorni. So che è un sogno – ha concluso. Rimbocchiamoci le maniche per portare a casa i risultati che servono per raggiungere questo obiettivo”.

Gli ha fatto eco la presidente della Regione, Donatella Tesei: “Siamo in una piazza ferita – ha detto - ma con la statua di San Benedetto che ci sta quasi indicando la strada. Una strada che è davanti a noi perché la presenza di tanti imprenditori fa ben sperare e rappresenta l’importanza di fare squadra. Da qui deve partire la rinascita della nostra regione. Ringrazio il commissario Legnini con cui abbiamo ricominciato insieme questo percorso, con la consapevolezza che bisogna abbattere la burocrazia. I numeri della messa in sicurezza e del contributo di autonoma sistemazione elencati dal sindaco ci fanno capire che non era questo il modo per gestire il terremoto”.

La presidente è passata poi dall’emergenza del sisma a quella del Covid: “I dati del PIL erano preoccupanti anche prima della pandemia – ha ribadito - . Nella gestione dell’emergenza sanitaria l’Umbria si è fatta valere, tanto che ci è stato riconosciuto a livello nazionale. Il turismo è tornato, le città tornano a vivere nella loro bellezza più totale. Analizzare i dati di questi giorni sulle visite turistiche, definiti da qualcuno inaspettati, è motivo di gioia per tutti perché il risultato lo fa il lavoro di una squadra.  L’augurio – ha concluso – è che da questa piazza si possa davvero parlare di rinascita perché abbiamo le giuste potenzialità per poter affrontare insieme questo tema ed avere sorprese piacevoli come lo sono state per il ritorno del turismo”. 

Ai dubbi sul sisma e sulla ricostruzione non poteva che rispondere il commissario straordinario, Giovanni Legnini, nell’ultima parte della serata: “I temi lanciati dal Forum – ha esordito - in terra umbra trovano la connessione massima: non c’è una terra che si è dimostrata più sostenibile e resiliente di questa. In meno di 40 anni ha subìto tre terremoti, ha affrontato il Covid-19, eppure resiste, combatte e tenta di reagire. Qui, se si realizzerà il piano di connessione digitale  delle nostre case e delle aziende, si potrà realizzare quel nuovo modello di vita e di lavoro che viene molto evocato in questo momento storico”.

Poi la sua posizione nei confronti del cambiamento che riguarda i tempi di ricostruzione: “Il senso dell’operazione che in pochi mesi, con la partecipazione delle Regioni e dei sindaci,abbiamo voluto avviare, è proprio quello dello snellimento delle pratiche. Con il vecchio modello, se anche piovessero soldi per la ricostruzione, sarebbe comunque difficile vedere ricostruire 4000 chiese, 80mila edifici, 4000 opere pubbliche. Purtroppo non sono sufficienti i soldi, dal momento che quando ho cominciato il mandato ho disposto una verifica e sono emersi dati che impongono un cambiamento radicale. Ci sono 9 miliardi di euro disponibili e ancora più di 40mila persone vivono nelle Sae, sono fuori casa, fuori azienda, fuori ufficio. Questo non è più possibile – ha ribadito con forza - .

Se per assurdo avessimo proseguito con il ritmo di esame delle pratiche di ricostruzione avremmo impiegato 28 anni per esaminarle tutte. Quindi si impone un cambiamento radicale delle procedure. Questo cambiamento è una delle prime decisioni che ho assunto, e non credo sia un azzardo. Noi abbiamo cambiato il paradigma della procedura della ricostruzione privata. Bisogna vincere la paura della responsabilità – ha proseguito -. Dobbiamo chiudere la stagione delle norme e iniziare la stagione dei cantieri, perché i cittadini non possono più attendere. Abbiamo il dovere – ha concluso - di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità".

È stato questo uno dei momenti di confronto sul palco del NORCIA 2020 ECONOMIC FORUM ESG89 organizzato da ESG89 Group e fortemente voluto dal suo presidente, Giovanni Giorgetti, considerato negli ambienti istituzionali Animatore delle Economie’ e consapevole dell’importanza di un confronto al termine di un periodo di distanze e preoccupazioni.  

Di Giulia Sancricca

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