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30/09/2020

Dalla scuola alla realtà: nasce a Terni Vivogreen, il primo supermercato italiano senza casse (che rimborsa anche la Tari)

L’idea è nata da un progetto dell’ITC sull’economia circolare e l’impresa simulata. Prodotti bio ed innovativi, invisible payments ed una idea
per sensibilizzare al riciclo

Da un progetto scolastico alla realtà, in pochi mesi. E soltanto la pandemia ed il lockdown hanno rallentato l’avvio. Ora però l’operazione è partita e Vivogreen ha aperto i battenti. Si tratta del primo supermercato italiano senza casse, un’area di 700 metri quadrati a due passi dal centro che non solo è un negozio quasi interamente bio, compresi i prodotti sfusi (alimentari e prodotti per la casa, uniche eccezioni  il latte e pochi altri prodotti), ma che si propone di lanciare ai ternani due sfide. La prima è quella di un consumo consapevole, anche di prodotti ancora poco diffusi e sui quali c’è ancora molto pregiudizio, per esempio la filiera di produzioni derivate dalla canapa o realizzate con essa; la seconda è quella di avvicinare l’Italia ad una mentalità europea, con una forte spinta verso la green economy.

Un progetto che si inserisce appieno verso quella internazionalizzazione che sarà uno dei punti cardine del rilancio economico del Paese e che ESG89 metterà al centro del Glocal Forum che si terrà a Perugia il prossimo 13 novembre.

INVISIBLE PAYMENTS. Niente casse, anche se non del tutto niente denaro liquido: “L’idea è che prima o poi debba sparire – spiega Davide Milani, uno dei proprietari del negozio – ma ci sono ancora molte persone che non sono abituate, serviva una transizione, così diamo la possibilità a chi vuole usare i contanti di metterli in una macchina che poi li carica sulla tessera”. Perché l’oggetto magico di Vivogreen è proprio una card con la quale ci si muove dentro i servizi del supermercato e che ciascuno, dopo essersi registrato online può scegliere di usare come una tessera ricaricabile oppure come un bancomat da cui scalare i soldi in automatico.

A gestire le procedure di addebito è la Nexi, attraverso il gate di pagamento Xpay: “Vivogreen è il primo negozio fisico in Italia basato sull’invisible payments e siamo estremamente orgogliosi di essere noi ad averlo reso possibiledice Dirk Pinamonti, head of Commerce di Nexi - Abbiamo sposato l’iniziativa VivoGreen perché è in linea con la nostra mission di offrire esperienze di acquisto sempre più pratiche e innovative, di cui il pagamento è parte integrante”. Il pagamento avviene passando attraverso un gate e mostrando la tessera verso un monitor, che la scansiona ed emette lo scontrino.

TUTTO PARTE DALLA SCUOLA. A dare l’avvio all’idea è stato un progetto scolastico, perché Davide Milani è un insegnante all’ITC Allievi Sangallo di Terni: “La preside mi aveva chiesto di fare un progetto di economia circolare ed impresa simulata - dice Milani - da lì è nato tutto. Abbiamo coinvolto anche altre tre scuole superiori: il liceo artistico, l’istituto professionale e l’alberghiero.

Ognuna ha realizzato la parte di propria competenza: dal reader, al gate, fino alla progettazione e realizzazione del quadro elettrico con sensori, alla lettura dei tag Rfid e del software per il conto automatico. E non è ancora finita: Il settore moda dell’istituto professionale realizzerà le divise che con il Covid non ha fatto a tempo a fare e l’alberghiero gestirà la cucina ed il bar. Perché Vivogreen, oltre a cucinare sul posto alcuni prodotti, realizzerà anche dei cooking show con le materie prime dei produttori locali: “Basterà ribaltare i banconi ed avremo i tavolini", spiega.

COME UNA VOLTA, MA ANCHE COME ADESSO. Mentre la gente è in negozio, in un angolo c’è chi confeziona merce e la etichetta. In gran parte sono prodotti che vengono realizzati o imballati nel negozio stesso, nei barattoli in vetro: “In quel caso chiediamo al cliente di riportarci i vuoti, dietro cauzione come si faceva 50 anni fa: noi li laviamo, li sterilizziamo e li rimettiamo in circolo”, spiega Milani. Imballaggi, carte, buste e shopper sono tutte biodegradabili ed eco compatibili, mentre l’acqua si acquista da un apposito dispenser posto all’esterno del negozio, ma è quasi gratis: nove litri ogni dieci euro di spesa.

RIMBORSO DELLA TARI. L’altra idea del negozio sono le etichette che permettono di risparmiare. Ogni prodotto è infatti dotato di una speciale etichetta in plastica che i clienti devono staccare e riportare – insieme agli eventuali vuoti – in negozio. Questa operazione consente di abbattere la Tari, o meglio il rimborso della parte variabile di essa: “Il concetto è che meno inquini e meno paghi, per cui riportandoci indietro le etichette di ciascun prodotto oppure i vuoti a rendere, ci sarà un algoritmo che calcola quanta parte della variabile Tari possiamo rimborsare ogni anno a ciascuno ricaricandola sulla scheda. Acquistare un oggetto che altrove non ha un imballaggio ecologico vale ovviamente di più”.

PER LE SCUOLE. Le scuole, oltre ad essere coinvolte nei progetti di alternanza scuola lavoro, avranno anche un beneficio economico: “Non appena ci saranno degli utili- conclude Milani – la nostra idea è quella di destinarne una parte per l’istituzione di borse di studio proprio destinate agli studenti di quegli istituti che hanno preso parte fattivamente al progetto”.

Di Emanuele Lombardini

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