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Dalle parole di Mattarella lo sprone a investire in infrastrutture e nel settore costruzioni, per il futuro del Paese

(Angelica Donati, Donati SpA)

Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella – con il suo appello a diventare costruttori del nostro futuro e al termine di un anno complesso e drammatico come quello che tutti noi abbiamo affrontato – ha una duplice rilevanza per il settore delle infrastrutture e dell’edilizia, una teorica e l’altra estremamente pratica.  

Le parole del Presidente devono infatti essere interpretate dagli attori pubblici e dagli imprenditori come stimolo a trovare dei punti d’intesa a vantaggio della collettività e che possano essere perseguiti con uno spirito unitario e non corporativo.

Sul piano pratico, si possono tradurre nell’auspicio di vedere rapidamente realizzati investimenti in nuove opere e infrastrutture che contribuiscano al rilancio dell’economia del Paese.

La ricostruzione dell’Italia passa inevitabilmente dal corretto – e rapido, almeno nella programmazione – impiego dei fondi stanziati dal Recovery Fund europeo.

Si tratta di un’opportunità unica e irripetibile per la ripartenza del Paese: spesso ai periodi più bui della nostra storia sono succeduti periodi di ripresa economica che hanno migliorato la vita dei cittadini - si pensi per esempio al Piano Casa del secondo dopoguerra - ed il mio auspicio, che si unisce a quello di tutti i rappresentanti del comparto costruzioni, è che l’uscita da questa crisi non faccia eccezione.  

Infine, nel discorso di fine anno del Presidente Mattarella ho personalmente apprezzato il riferimento alle donne e ai giovani.

Quella che abbiamo davanti è infatti un’occasione anche per ripensare in modo deciso le logiche del settore puntando sull’innovazione e inserendo nei processi decisionali e produttivi sia figure femminili sia giovani capaci che consentano di aprire a nuove idee e nuove competenze un settore a prevalenza maschile e con un’età media troppo alta.

Il personale auspicio è che questi risultati si ottengano in una cornice di coordinamento europeo ed internazionale: anche per questo l’Italia deve sfruttare al meglio l’anno di Presidenza del G20 cogliendo l’occasione per prendere spunto dalle good practice straniere e per diffondere all’estero quelle che contraddistinguono l’imprenditoria italiana.  

Di Angelica Donati (Donati SpA)

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