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31/01/2024

De Masi (Adiconsum): “Nuovi rincari dietro l’angolo, servono misure strutturali per le famiglie”

(Carlo De Masi, presidente nazionale di Adiconsum)

Il presidente dell’associazione dei consumatori a CUOREECONOMICO: “Carrello tricolore non ha funzionato, il risparmio è stato minimo e il disagio si è allargato al ceto medio. Oggi la gente può “votare col portafogli” ed orientare le scelte, diventando soggetti attivi del cambiamento”

In un momento estremamente delicato per l’economia nazionale, a rimetterci maggiormente sono i consumatori. L’inflazione ha fatto schizzare in alto il prezzo del carrello della spesa e il paniere anti-inflazione varato dal Governo insieme alla social card per cercare di arginare le difficoltà dei cittadini nel far fronte alla spesa alimentare, hanno dato riscontri alterni.

In mezzo, c’è la questione della desertificazione bancaria: se è vero infatti che la digitalizzazione è un percorso inevitabile ed irreversibile, il passaggio repentino al solo online ha messo in luce tutte le carenze di un’Italia che non ha mai investito su un piano di alfabetizzazione digitale.

Di tutto questo, alla luce della situazione geopolitica attuale, CUOREECONOMICO ha fatto il punto con Carlo De Masi, presidente nazionale di Adiconsum.

Come arrivano i consumatori al 2024? Che giudizio date dell’iniziativa del carrello tricolore? Quali sono i timori e quali le prospettive?

Al 2024 i cittadini-consumatori arrivano con i timori derivanti dai conflitti in essere e dalla crisi di Suez, l’ultima in ordine di tempo, per le inevitabili ripercussioni sui prezzi.

I rincari, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti e pesano inesorabilmente sulle tasche delle famiglie, in particolare di quelle già in condizioni di disagio, ma allargandosi anche a quelle del ceto medio.

In merito al trimestre anti-inflazione, le riserve che avevamo espresso al tempo della sua entrata in vigore, sono state purtroppo confermate: pochi i prodotti in sconto, alcuni dei quali ad un prezzo maggiore rispetto agli stessi prodotti ma di altre marche, poca la conoscenza da parte dei consumatori di questi prodotti, come scarso è stato il risparmio ottenuto dai consumatori, alla luce dei risultati emersi alla fine del trimestre.

Si è trattato di un intervento spot, lasciando le famiglie in preda ai rincari e alle consuete difficoltà di arrivare alla fine del mese.

I timori sono di ulteriori rincari se non si mettono a punto misure di sostegno concrete, strutturali, che potrebbe essere scongiurata da una solerte attività diplomatica di ampio respiro”.

Vi convince la social card? E la nuova misura che sostituisce il reddito di cittadinanza?

In merito alla social card e all’entrata in vigore dell’Assegno di Inclusione, riteniamo che si possa fare di più, dando maggiore sostegno sotto tutti i punti di vista alle persone in disagio economico”.

Il Paese sta sperimentando una forte desertificazione bancaria, con gli sportelli che chiudono anche nei grandi centri. La digitalizzazione è un processo irreversibile, ma l’Italia paga un ritardo storico sul fronte dell’alfabetizzazione digitale. Quali soluzioni allora?

La soluzione è recuperare il gap investendo nell’alfabetizzazione digitale, cercando di avvicinare la digitalizzazione alla vita di tutti i giorni dei consumatori, attraverso Campagne di informazione e incontri pratici soprattutto con le fasce più deboli della popolazione, in particolare anziani e famiglie in disagio economico, sociale, culturale.

Come Adiconsum, numerosi sono i progetti che abbiamo svolto e svolgiamo come coordinatori sia a livello nazionale che europeo.

Riportiamo solo alcuni dei nomi dei progetti di alfabetizzazione digitale che abbiamo portato avanti, alcuni dei quali sono già alla seconda se non terza edizione: progetto “DICO Sì - Diritti, Consapevolezza, Opportunità Strumenti Inclusione”, progetto “5G e cultura digitale”, progetto “PIN – Prevenire e informare per navigare sicuri”, progetto “Nessuno E-scluso”, e addirittura con i progetti europei “CREA - Conflict Resolution with Equitative Algorithms” e SCAN – Small Claims Analysis Net”, per la risoluzione dei contenziosi online”.

Si può dire che la situazione economica del Paese in cui versa il pianeta è stata la spinta per gli italiani verso un consumo più consapevole e sostenibile? Come sono cambiate le abitudini degli italiani? 

La spinta non è stata solo la situazione economica. È stato in generale il prendere coscienza della necessità di un cambiamento sotto tutti i punti di vista: economico, sociale, ambientale.

I consumatori si sono resi conto che hanno un ruolo importante, che possono “votare col portafogli”, con le loro scelte cioè possono orientare il mercato e le sorti del pianeta, cambiando il loro paradigma, trasformarsi cioè da soggetto passivo a soggetto attivo, da semplice consumatore a prosumer (consumatore-produttore).

C’è una maggiore attenzione verso tutte le fasi del prodotto che si sta acquistando. Si premiano le aziende che producono e comunicano in maniera trasparente, a partire dall’utilizzo delle materie, dalla salvaguardia del territorio, dal rispetto dei diritti dei propri lavoratori”.

Il 2022 e il 2023 sono stati segnati dalle difficoltà per molte famiglie a sostenere le rate dei mutui. Fabi ha certificato un insoluto altissimo e un indebitamento che cresce. Dovrebbe essere un campanello d’allarme…

Lo è. L’abbiamo toccato con mano anche noi attraverso il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura, che, come Adiconsum, gestiamo da quasi 30 anni su incarico del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Si tratta di un Fondo istituito dall’ex articolo 15 della Legge sull’usura 108/1996, rivolto alle famiglie in difficoltà economica che non riescono più a pagare le rate del mutuo, il vitto, l’affitto, le bollette e altro.

Attraverso il Fondo è possibile ottenere un prestito agevolato garantito dalle risorse stanziate dallo Stato per consolidare i debiti ed estinguerli a tassi minimi. Attualmente il Fondo può garantire finanziamenti di importo massimo fino a 50.000 euro, con rientri fino a 120 mesi (10 anni), da estinguere entro il settantacinquesimo anno di età”.

Come Adiconsum vi siete posti nel ruolo di sostegno alle aziende sul fronte della sostenibilità. Quali sono le iniziative che avete messo in campo?

Abbiamo messo a punto un sistema per aiutare le aziende che vogliono intraprendere un percorso verso la sostenibilità per rendere fruibili ai consumatori i loro Bilanci di sostenibilità”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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