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31/07/2020

Digitale, burocrazia, impresa al femminile, coraggio, futuro, Europa: questi i temi trattati nello straordinario panel del NORCIA 2020 ECONOMIC FORUM ESG89

(Da sinistra, Mario Baldassarri, Carlo Cottarelli, Giovanni Giorgetti,
Giancarlo Loquenzi e Giovanni Legnini)

Parenti, Pompili, Colaiacovo, Tomassini, Cucinelli, Urbani, Metelli, Donati, Cottarelli e Baldassarri: sul palco in Piazza San Benedetto di Norcia ad illuminare la serata con riflessioni uniche e stimolanti per un futuro nuovo, migliore e soprattutto più umano e sostenibile

Sostenibilità, resilienza ed heritage culturale. I temi cardine del Forum organizzato a Norcia da ESG89 Group per la ferma volontà di Giovanni Giorgetti. Ad introdurli il Capo della rappresentanza della Commissione europea, Antonio Parenti: “Avete scelto tre punti importanti – ha detto - identici ai temi del rilancio europeo. Lo confermano i 1800 miliardi di euro messi a disposizione per far ripartire l’Europa verso un futuro sostenibile”.

(Giancarlo Loquenzi)

Ad aprire la riflessione proprio l’aspetto femminile dell’impresa tanto che Giancarlo Loquenzi, moderatore della serata, ha sottolineato come “Se il numero di donne di stasera fosse la norma forse i tre temi avrebbero una spinta in più”.

(Cristina Colaiacovo)

Il dibattito sul punto di vista delle donne rispetto ai tre temi è stato avviato dalla presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia Cristina Colaiacovo che ha affermato: “Non credo nel movimento femminista come difesa della parità di genere - ha ammesso - perché penso che esistono le caratteristiche dei due mondi che vanno condivise a sistema. Credo che il motivo per cui anche in Umbria ci siano molte donne in politica e che fanno impresa è dovuto al fatto che il mondo femminile sta tirando fuori la grande capacità di pragmatismo perché, in questo momento, dobbiamo dare risposte immediate”. 

(Stefania Pompili)

Sulla stessa linea Stefania Pompili, di Sopra Steria Italia che ha rappresentato il punto di incontro del tema del digitale e del ruolo delle donne; lei che nella sua società è l’unica donna su 27 amministratori. “Non credo nelle quote rosa - ha detto - anzi mi fa impazzire questo concetto anche se poi l’eccezione esiste. Alle scuole medie il 40% delle ragazze ha un voto superiore a 9 nelle materie scientifiche e nonostante ci sia richiesta in questo settore fanno fatica a trovare lavoro. Non riusciamo a contribuire quindi alla politica economica di questo Paese è dovremmo farlo non perché siamo migliori ma perché siamo diverse. Portiamo un punto di vista diverso. Va cambiata la cultura: è la scuola, la formazione che danno indirizzo e futuro al Paese. Bisogna far comprendere alle bambine che quello è un percorso possibile e creare strutture che non portino la donna a dover scegliere tra lavoro e famiglia. La situazione negli altri Paesi d’Europa non è diversa, anzi in Germania le donne sono state costrette, recentemente, a ridursi l’orario di lavoro per prendersi cura della famiglia”.

(Luca Tomassini)

Soprattutto del digitale, invece, ha parlato Luca Tomassini Patron di Vetrya: “Siamo bravi ad innovare e creare nuove soluzioni - ha spiegato – quello che ci manca è la consapevolezza che questa non è la soluzione per salvare il mondo ma ci aiuta a ripartire. Il digitale è ormai entrato in qualsiasi segmento della nostra società. Dove mettere i soldi del digitale? Sicuramente dalla medicina alla scuola, alla tv, all’intrattenimento, alla connettività. Il digitale consente di vivere in borghi come questo di Norcia e lavorare comunque con grandi società. Il digitale non salverà il mondo ma sicuramente contribuirà a renderlo migliore”.

(Brunello Cucinelli)

A conferire al digitale una accezione positiva se unito con l’umanesimo è stato Brunello Cucinelli: “Il creato ci ha chiesto aiuto - ha detto riferendosi al Covid-19 - credo che la pandemia non abbia creato una crisi strutturale ma solo congiunturale. Una crisi forte ma con tempi stretti. A differenza nel 2008 quando non sapevamo quali progetti fare. Ora, quindi, è il momento in cui abbiamo bisogno di essere umani con umiltà e coraggio. Abbiamo bisogno di essere responsabili e prendere decisioni: siamo tutti nello stesso mare ma con barche diverse, equipaggi diversi e comandanti diversi. In Italia abbiamo portato la barca vicino alla spiaggia. Sono fermamente convinto che andiamo verso una vita nuova. La pandemia ci ha lasciato due cose che cambiano l’umanità: la prima è che qualsiasi essere umano spaventato non è propenso all’arroganza e la seconda è che ci informeremo di più su qualsiasi prodotto che acquisteremo. È un momento particolarmente nuovo, specialmente per i più giovani. È nostro dovere prendere coraggio e prendere iniziativa. Insieme abbiamo passato un momento doloroso, cerchiamo di trasmettere a noi stessi e ai giovani un messaggio migliore, non preoccupiamoci per forza di quello che sarà il ‘domani’. Cerchiamo di vedere il mondo in maniera diversa e di rispettare di più lo Stato e le regole".

(Olga Urbani)

Convinta che l’Italia sarà salvata dalle sue eccellenze è Olga Urbani della Urbani Tartufi: “Siamo nati nel 1852 e cerchiamo di fare del nostro meglio e portare avanti l’azienda che è intrinsecamente legata a Norcia e ai suoi cittadini. La risposta è ancora oggi, dopo 200 anni, nel tartufo. C’è una risposta grande perché i nuovi giovani di famiglia hanno creato una nuova azienda che produce piante per la produzione del tartufo. Il posto fisso non c’è più ed un ettaro di terreno coltivato a tartufi può dare fino a 30 mila euro l’anno di rendimento! Per capire questa ricchezza c’è bisogno di meno scetticismo, del ritorno ai valori di una volta, di fiducia nella scienza. La filiera del tartufo deve essere supportata - ha concluso - perché è uno dei beni più preziosi della nostra terra amatissima”.

(Da sinistra, Domenico Metelli, Angelica Donati, e Brunello Cucinelli)

Esempio di heritage culturale e dell’importanza di non chiudersi nei propri confini, anzi di aprirli per reagire è Domenico Metelli, Presidente della Giostra della Quintana, da lui portata da Foligno a Norcia. “Ogni resilienza ha un limite - ha detto - e credo che gli amici imprenditori hanno provato di tutto. Vorrei dare una medaglia a tutti gli abitanti di Norcia per la resistenza: dovrebbero essere presi come caso di studio! Per questo ho portato la Quintana a Norcia per la prima volta dedicata ad una città che non fosse Foligno. Ma la mia riflessione nel doppio ruolo di imprenditore (Gruppo Metelli) è che per ripartire le linee guida dovranno essere chiare”.

(Angelica Donati)

Sul palco anche Angelica Donati, della omonima azienda di costruzioni e grande esempio di sostenibilità. “La  sostenibilità può voler dire tante cose - ha esordito - si pensa alle case con efficientamento energetico, ma bisogna pensare in maniera globale al modo di vivere. Noi ambivamo a vivere in centro a Roma, a Milano, ora avendo passato molto tempo nelle nostre case abbiamo rivalutato le nostre priorità. La sostenibilità non è solo la raccolta differenziata o l’auto elettrica, ma anche la connettività dal punto di vista digitale e dei trasporti. Nel 2050 si stimava che il 90% della popolazione potesse vivere nei grandi centri urbani: io dico invece che si può vivere anche in maniera distaccata, magari molti potranno lavorare in Smart working e questo significherà dar vita al cambiamento”.

(Mario Baldassarri)

Per la parte economica del NORCIA 2020 ECONOMIC FORUM ESG89 la parola è stata data ai due economisti Mario Baldassarri e Carlo Cottarelli. “Sono abituato a fare convegni tra gli economisti - ha detto Baldassarri - e sentendo, invece, voi imprenditori mi sono reso conto che quella dell’economista è una finestra utile, ma ce ne sono molte altre che fanno parte della squadra di cui tutti abbiamo parlato. Fare squadra significa mettere insieme ciascuno le proprie competenze, non fare mai i tuttologi”. Decisamente più pessimista la sua posizione rispetto agli imprenditori: “Tra settembre e novembre il 30-40 per centro delle piccole e medie imprese italiane non sopravviveranno! Ritengo, quindi, irresponsabile ed  ingiustificabile non usare subito i fondi del Mes che potrebbero costituire un ‘ponte temporale’ importantissimo”.

(Carlo Cottarelli)

Meno ottimista anche Carlo Cottarelli: “Nel cambiamento necessario vedo un ruolo fondamentale degli imprenditori ma è chiaro che li frena la burocrazia; la parola più odiata e ripetuta anche questa sera. Abbiamo uno Stato che invece di aiutare le imprese mette loro i bastoni fra le ruote... Abbiamo, d’altro canto, tante imprese di vecchio stampo che dallo Stato non vogliono lo snellimento delle pastoie burocratiche ma il sussidio a prescindere. Se non si supererà questo pensiero non si potrà andare da nessuna parte”.  Infine un chiarimento sui fondi europei che sono stati stanziati recentemente: “Non serviranno a pagare il nostro debito. Ora che i soldi arrivano, però, non abbiamo alibi e se non fossero arrivati avevamo capito cosa sarebbe successo. Senza l’intervento della Banca Centrale europea avremmo avuto la crisi sanitaria unita a quella finanziaria che avrebbe impedito allo Stato di andare in soccorso alle famiglie e alle imprese. Se ora, con questi fondi, non si riesce a migliorare la colpa è solo nostra e dello Stato”.

Di Giulia Sancricca

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