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20/08/2020

Discoteche aperte o chiuse? Il piatto piange e si tarpano forse le ali ai nostri ragazzi

Secondo un post pubblicato su Twitter da Davide Serra, il finanziere vicino a Matteo Renzi, la gran parte delle discoteche dichiarerebbe utili sotto ai 5.000 euro all’anno. Una cifra ridicola, paragonabile ad un magnum di champagne francese.

Gli stessi gestori avrebbero richiesto, di contro, contributi per miliardi di euro a causa del provvedimento governativo di chiusura delle discoteche di questi giorni causa il ritorno repentino del Covid-19.

La mia riflessione del tutto personale è questa: se si è deciso di riaprire le discoteche e non le scuole un motivo ci sarà stato...magari si voleva ridare un po’ di serenità ai giovani dopo mesi di lockdown. Ma perché non le scuole? Forse perché si doveva convincere il corpo docente a tornare in aula? Mentre per i locali da ballo la scelta era riservata solo ai privati?

La logica sarebbe stata di ritornare a scuola magari anche a luglio e poi ad agosto potersi divertire in discoteca!
Se anche Mario Draghi si è detto preoccupato del futuro dei giovani la risposta non può essere quindi solo la movida o la discoteca...il futuro delle nuove generazioni si basa anche su una seria azione formativa che possa assicurare loro la serenità delle scelte lavorative e non la preoccupazione per un futuro incerto e precario. Solo con la preparazione i nostri ragazzi potranno superare le difficoltà e le debolezze di un mercato del lavoro sempre più selettivo, digitale e globale.

Ve lo dice uno che ha trascorso nei locali e nelle discoteche gran parte della propria gioventù ma con l’occhio sempre rivolto verso la giusta ambizione lavorativa!

#dettofatto di Giovanni Giorgetti


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