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10/01/2020

Economia circolare: rigenerare per ridurre gli sprechi

Immaginiamo un nuovo modo di pensare l’economia, dove prodotti e processi di produzione sono virtuosi, a basso impatto, equi e con un alto valore sociale e territoriale. Circolare è il termine, secondo la Ellen MacArthur Foundation, per intendere una “ri-generazione”, un “ri-utilizzo” di materiali in successivi cicli produttivi nell’intento di ridurre gli sprechi.

Un sistema economico, che può fare quindi la differenza e che rivede tutte le fasi della produzione in favore di 5 criteri:

  1. eco-progettazione: progettare i prodotti pensando al loro impiego a fine vita e con caratteristiche che ne permettono smontaggio e ristrutturazione;
  2. modularità, versatilità: adattabilità del prodotto perché il suo uso si presti al cambiamento delle condizioni esterne;
  3. energie rinnovabili: abbandonare fonti fossili per preferire fonti rinnovabili;
  4. approccio eco sistemico: prestare attenzione all’intero sistema considerando le relazioni causa-effetto fra le diverse componenti;
  5. recupero dei materiali: preferire materie prime seconde provenienti da filiere di recupero che ne conservino le qualità;

La definizione di questo tipo di economia ha fatto la sua comparsa al World Economic Forum di Davos nel 2014.  Nel 2015,poi, è diventata la chiave scelta per il rilancio dell’economia dalla Commissione Europea. Secondo quest’ultima, la prevenzione dei rifiuti, la progettazione ecocompatibile, il riutilizzo, sono in grado di generare risparmi netti per le imprese europee. Il risparmio sarebbe pari a 600 miliardi di euro, l’8% del fatturato annuo. Tutto se si migliora la progettazione per facilitare il riciclaggio, se si fabbricano prodotti duraturi o da riparare facilmente in favore della salvaguardia delle risorse preziose.

 

Fonti consultate:

https://www.ippr.it/news/news-ippr/9781-le-10-cose-da-sapere-sull-economia-circolare

https://www.economiacircolare.com/cose-leconomia-circolare/