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28/10/2020

ESG89 Group pubblica come di tradizione la classifica delle società. Pac2000A, AST e Eurospin sul podio dell’Umbria

(Brunello Cucinelli, patron dell'omonimo gruppo industriale con il più alto utile netto in Umbria)

Come cambierà il ranking 2020 nell’anno devastante del Covid-19?
Giorgetti:’Per oltre la metà delle società si prevedono cali di fatturato e di utili

Come di tradizione ESG89 Group, editore dell’Annuario Economico, ha analizzato i bilanci delle top società di capitali della regione (esercizio 2019).

PAC 2000 A (Conad) svetta come di consueto in testa con un volume di affari di 3.210.757.000 euro ed un risultato netto di esercizio di 41.844.000 euro. A seguire ACCIAI SPECIALI TERNI, in questi giorni alle prese con la scelta del futuro acquirente, con 1.685.639.594 euro e un risultato di esercizio negativo di quasi 2mln. In terza posizione EUROSPIN TIRRENICA di Magione con 861.060.000 euro e un utile netto di 44.557.000 euro. In quarta posizione COOP CENTRO ITALIA. Il colosso della grande distribuzione con sede a Castiglione del Lago ha registrato un fatturato di Euro 739.736.000. A seguire BRUNELLO CUCINELLI che con 607.761.000 euro svetta indisturbato fra i protagonisti regionali della moda. Con 53.083.000 di euro di utile netto, poi, è la compagine regionale con il maggior risultato d’esercizio in termini assoluti.

Un dato confortante - Nella classifica delle top società sta nel fatto che fra le migliori 30 per fatturato solo 2 società registravano perdite di esercizio comunque contenute rispetto al fatturato. Il 2019, pertanto, aveva archiviato un sostanziale equilibrio per l’Umbria con alcuni segnali storici di debolezza, come ad esempio nel comparto dell’edilizia.

Un dato dimensionale - Le top 30 società in classifica registrano oltre 11mld di euro di fatturato. Le successive 150 sempre per dimensione, appena 4mld. Tutto ciò a testimonianza del divario esistente fra le migliori best regionali e le restanti che seguono che fanno comunque molta fatica a crescere di dimensione. Se infatti, piccolo non è più bello, occorrerà sostenere una nuova politica di aggregazione per facilitare l’incremento dimensionale delle aziende che permetta loro di investire in ricerca e sviluppo, in formazione, in strategici processi digitali e nei processi di internazionalizzazione.