EXPORT. Confcooperative Emilia-Romagna, Milza: “Dazi USA, colpo durissimo per l’export. Ora serve un’Europa forte e pragmatica”

(Francesco Milza, Presidente Confcooperative Emilia-Romagna)
Un allarme forte e chiaro arriva dal cuore produttivo dell’Italia: l’Emilia-Romagna, regione traino dell’export nazionale, rischia di essere una delle principali vittime della nuova ondata di dazi statunitensi sui prodotti europei. A lanciare il monito è Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, che non usa mezzi termini: “I dazi USA rappresentano un duro colpo per l’export emiliano-romagnolo”
I numeri parlano da soli. “Nel 2024 – spiega Milza – gli Stati Uniti sono diventati il primo mercato di riferimento per l’export della nostra regione, con un valore di 10,5 miliardi di euro. È un primato che rischia di trasformarsi in un boomerang”. A essere più esposte sono le cooperative agroalimentari, che rappresentano una fetta significativa dell’identità produttiva emiliano-romagnola.
Milza rivolge un appello a tutte le istituzioni: “È fondamentale che Governo e Regione facciano sistema per sollecitare la Commissione Europea a promuovere un negoziato rapido ed efficace. Dobbiamo scongiurare una guerra commerciale dagli esiti imprevedibili, che metterebbe a rischio posti di lavoro, investimenti e intere filiere produttive”. Secondo il presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, non si tratta solo di rispondere all’emergenza, ma anche di cambiare approccio. “L’UE deve investire con maggiore determinazione nella competitività delle imprese. Non possiamo più permetterci costi energetici sproporzionati rispetto ad altri Paesi e una burocrazia che spesso blocca, anziché incentivare, chi produce”.
Milza lancia anche una stoccata contro alcune scelte normative che, a suo giudizio, finiscono per danneggiare più che aiutare: “Evitiamo provvedimenti pseudo-ambientalisti che, invece di migliorare davvero l’impatto sul pianeta, ridimensionano interi settori produttivi. Serve una sostenibilità intelligente, che tenga conto delle esigenze di chi lavora e crea valore”. Il presidente sottolinea l’importanza di promuovere rapporti bilaterali reciprocamente vantaggiosi, utili a riaprire flussi commerciali e creare nuovi spazi per le eccellenze italiane. Non solo Stati Uniti, quindi, ma anche nuovi mercati da esplorare con una strategia condivisa tra istituzioni e mondo produttivo.
Dietro i numeri ci sono volti, storie e territori. L’export emiliano-romagnolo non è solo un indicatore economico, ma il frutto di una cultura cooperativa radicata, capace di portare nel mondo prodotti di alta qualità, dal Parmigiano Reggiano al biomedicale, dalla meccanica alla ceramica. Milza conclude con un appello al buon senso politico e al coraggio europeo: “Non possiamo permettere che decisioni unilaterali danneggino un modello produttivo che è l’orgoglio del Paese. Servono pragmatismo, tempestività e visione: solo così potremo continuare a competere, innovare e crescere”.
Claudia Boccucci
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