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11/10/2022

Export, digitalizzazione e transizione ecologica: le sfide per lo sviluppo delle imprese all’estero

A Perugia, convegno “Coniugare l’Umbria al futuro: coesione, innovazione e competenze per il futuro del made in Italy sui mercanti internazionali”, a margine dell’assemblea elettiva di Assocamerestero. Dall’Università di Perugia stage negli enti camerali esteri per 25 studenti. Pozza: “Imprenditori scultori del futuro”. Prete: “L’internazionalizzazione ha favorito la tenuta dell’economia italiana, ora semplificare le procedure per le rinnovabili”

Le camere di commercio italiane all’estero rilanciano, puntando sull’export e sulla formazione. A margine dell’assemblea elettiva di Assocamerestero, che ha segnato il passaggio di testimone da Giandomenico Auricchio a Mario Pozza e della convention delle camere di commercio italiane all'estero svoltasi a Perugia la Sala dei Notari ha ospitato il convegno “Coniugare l’Umbria al futuro: coesione, innovazione e competenze per il futuro del made in Italy sui mercati internazionali”, moderato dal volto del TG1 Laura Chimenti.

Dall’Università ai territori, per far crescere il mercato

Export, sostenibilità e progetti di sviluppo al centro del convegno che si è aperto con l’annuncio dell’accordo firmato fra l’Università di Perugia ed Assocamerestero che porterà 25 studenti dell’ateneo umbro ad effettuare un periodo di formazione presso gli enti camerali italiani all’estero: “Servirà - ha spiegato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria - per avere il polso del mercato e del territorio: nessuno meglio dei nostri presidenti lo conosce, perché sono imprenditori, non burocrati. Questo servirà ad aprire spazi alle nostre imprese per lavorare”.

Tenuta grazie all’export: ora aiutare le Pmi

Andrea Prete, presidente Unioncamere ha puntato l’attenzione sul ruolo dell’export per la ripresa del Paese: “La risposta italiana alle difficoltà della pandemia è stata straordinaria - ha spiegato - Nel 2021 siamo cresciuti il doppio della Germania.

Questo risultato è stato possibile in gran parte grazie all’export italiano, che quest’anno arriverà a sfiorare i 600 miliardi. Il nostro export è forte, rispetto a quello degli altri Paesi perché noi esportiamo qualità ed immagine: il mande in italy è riconoscibile nel mondo”, sottolinea Prete.

Che poi aggiunge “L’export deve restare un booster della nostra economia - spiega - e per questo motivo, come enti camerali  dobbiamo portare anche le Piccole e Medie imprese ad essere competitive sul mercato internazionale: ce ne sono tante che fanno produzioni di eccellenza, ma non le capacità per proporsi all’estero”.

Sconfiggere i vizi per valorizzare le virtù

La sfida, secondo Pozza, sarà sfruttare il vantaggio che l’Italia avrà in questa fase dall’aver affrontato la crisi col blocco dei licenziamenti: “Il nostro è un Paese dalle tante virtù e questa è un’altra. Però abbiamo anche tanti vizi: il maggiore è che per dare ascolto a tutti e non volerci creare problemi, adesso siamo in ritardo sul fronte energetico.

Dunque acceleriamo e soprattutto semplifichiamo le procedure che per esempio tengono ancora bloccati tanti progetti sulle rinnovabili”.

Rete di contatti e digitalizzazione

Concetti che ha ribadito nel suo primo intervento da presidente di Assocamerestero anche Mario Pozza: “La rete dei nostri enti camerali all’estero - ha sottolineato - hanno dato un grande contributo ai numeri del nostro export - sottolinea - Questo nostro Paese non si è mai arreso nonostante la crisi ed ha sempre lavorato al fianco delle imprese.

Coesione, innovazione e competenze e sono il caposaldo per lo sviluppo e gli imprenditori sul territorio sono il faro perché hanno il polso del territorio e dei mercati dove operano: è l’interazione che abbiamo con loro, insieme alla rete che abbiamo costruito che ci ha consentito di avere questi numeri.

La chiave per il futuro sarà l’innovazione digitale. Lo testimoniano quelle imprese che con lungimiranza hanno investito negli anni passati su di essa e che adesso ne stanno traendo benefici”.

Sempre sul tema, Lorenzo Tagliavanti, presidente di Infocamere aggiunge che “la digitalizzazione deve essere accompagnata anche da una visione meno localistica dell’economia”.

Imprenditori scultori del futuro

Pozza ha poi insistito sulla necessità di promuovere con ancora più forza il Made in Italy, prendendo spunto dalle tante location e dai tanti angoli del Bel Paese: “Se il Made in Italy è apprezzato in Italia, se tanti vogliono essere come gli italiani, un motivo ci sarà.

Un mio amico imprenditore dice sempre che ci sono due categorie di persone: quelli che sono italiani e quello che vogliono esserlo. In questo senso, il ruolo dell’imprenditore è fondamentale, è lo scultore del futuro”.

E conclude: “Fondamentale l’investimento sulle energie rinnovabili, bisogna fare presto - dice Pozza - tenendo però sempre presente la necessità di tutelare il territorio dove questi pannelli fotovoltaici verranno installati”.

Redazione Cuoreeconomico
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