Fiammenghi (presidente A.P.I.): «Intelligenza artificiale e sostenibilità per rilanciare l’Industria, serve il dialogo con le PMI»

Oltre cento tra imprenditori e studenti si sono confrontati sulle nuove tecnologie. Nonostante il periodo storico, il 58% delle PMI ha intenzione di investire nei prossimi 6 mesi
Mancanza di figure professionali e adeguamento delle competenze in azienda, transizioni green e digitale, passaggio generazionale, burocrazia e instabilità legislativa. Sono queste le principali sfide che le PMI lombarde affronteranno nei prossimi mesi.
Emerge da un sondaggio effettuato da A.P.I., l’associazione delle piccole e medie industrie aderente a Confartigianato Imprese.
Dal sondaggio è emerso che le PMI, nei prossimi mesi orienteranno i propri investimenti principalmente verso: l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature (20%), una nuova organizzazione e lo sviluppo risorse umane (18%), l’implementazione di ICT e nuove tecnologie (16%), l’acquisto di servizi (14%), la sostenibilità (10%).
Il 27% degli imprenditori afferma, inoltre, che l’intelligenza artificiale è già presente nella loro quotidianità, nonostante i timori legati alla privacy (78%).
«Guardiamo con attenzione i dati pubblicati dalla Camera di Commercio di Milano: tra il 2022 e il 2023, in Italia hanno chiuso oltre 9 mila imprese manifatturiere – spiega il presidente di A.P.I. Alberto Fiammenghi che ha concluso i lavori dell’assemblea – . Un dato ancora più impressionante se si pensa che, ogni impresa ha mediamente una decina di dipendenti.
Se facciamo i conti, nel nostro Paese sono rimaste senza lavoro potenzialmente 90 mila persone. Troppo spesso, sembra passare inosservato, ma noi imprenditori vogliamo continuare a investire e fare impresa in Italia.
Anche il 2024 non è iniziato bene, tra tassi di interesse ancora troppo alti, tensioni geopolitiche e inflazione ma, tra le PMI, c’è ottimismo e le parole chiave sono “cambiamento, passione e volontà” - spiega Alberto Fiammenghi, Presidente A.P.I. - Sono tante le aziende che hanno avviato progetti legati alla nuova visione aziendale, avvicinando i giovani alle PMI attraverso la realizzazione di progetti innovativi in collaborazione con le scuole e le università.
Ma non è sufficiente. Servono strumenti a misura di piccola impresa e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nel rilancio delle imprese manifatturiere».
Redazione Cuoreeconomico
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