Formazione, da Fonditalia 7 milioni per il rafforzamento delle competenze nelle Pmi

(Egidio Sangue, vicepresidente e direttore di FondItalia)
Nel 2022 il Fondo ha approvato progetti di formazione per oltre 16 milioni di euro, ora è stato pubblicato il nuovo bando. Sangue e Franco: “Turnover e ricambio generazionale sono fondamentali per la crescita delle aziende”
L’Italia necessiterà di almeno 4,5 milioni di lavoratori tra settori privati e pubblici nel quinquennio 2022/2026, con un incremento di oltre un milione di lavoratori rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente.
Sono i dati contenuti nel report sulle “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia” realizzato da Excelsior - Unioncamere, i quali evidenziano, tra l’altro, che il fabbisogno di competenze sempre più green e digitali è alla base non solo della crescita economica del Paese, ma soprattutto della competitività di tutti i settori produttivo/industriali.
Considerando che un italiano su due ha competenze obsolete e che, dati al 2021, solamente il 25% della forza lavoro dell’intero Paese svolge corsi di formazione continua, gli sforzi dei Fondi interprofessionali si fanno, di anno in anno, sempre più intensi.
FondItalia (Fondo Formazione Italia) ha aumentato la dotazione economica iniziale di un milione di euro, passando dai 6 milioni stanziati lo scorso anno ai sette milioni di budget per l’anno entrante.
Sono quattro gli ambiti di finanziamento: progetti formativi aziendali, in linea con le esigenze espresse da una sola impresa; progetti formativi interaziendali rivolti ad un gruppo di imprese, aggregate secondo una logica di rete; progetti formativi individuali finanziabili mediante voucher, ossia la partecipazione a percorsi a scelta individuale di alta formazione o specialistica, erogata da specifici Enti in linea con le esigenze espresse da una o più imprese.
A questi, si affianca l’asse Fnc (Fondo Nuove Competenze) inserito nel Piano Nazionale Nuove Competenze previsto nell’ambito del Pnrr (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) che prevede accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro destinati a percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori.
“FondItalia - si legge in una nota - ha ritenuto prioritario intervenire su alcune tematiche, quali: aggiornamento e mantenimento delle competenze; adozione di nuovi modelli di gestione aziendale (risorse umane, qualità, tecniche di produzione) ed amministrazione, sviluppo delle abilità personali; introduzione di elementi di innovazione tecnologica e digitale; incremento della conoscenza del contesto lavorativo e delle competenze linguistiche; supporto all’internazionalizzazione e green economy”.
Un 2022 chiuso con oltre 750 progetti finanziati
“Per il 2023 avremo anche la gestione di quei percorsi legati al Fondo Nuove Competenze, che chiuderà la presentazione dei progetti nel mese di maggio del prossimo anno - spiega Egidio Sangue, vicepresidente e direttore di FondItalia -. Creare le condizioni perché i lavoratori abbiano accesso a corsi di formazione e aggiornamento di qualità in modo da accompagnarli nello sviluppo di abilità e competenze professionali necessarie per mantenersi concorrenziali sui mercati di riferimento rappresenta di una possibilità aggiuntiva per le imprese”.
Il 2022 si è chiuso, per FondItalia, con 768 progetti di formazione approvati a fronte di oltre 16 milioni di euro spesi in attività formative (due milioni in più rispetto al 2021) a beneficio di quasi 30mila lavoratori (cinquemila in più rispetto al 2021) per un totale di quasi 750.000 ore di formazione.
“Sono numeri molto positivi, che ci auguriamo di poter confermare ed incrementare nel corso del 2023 - conclude Sangue -; ci troviamo di fronte a grandi e repentine mutazioni dei mercati e dei loro contesti che devono essere affrontati con la giusta competenza e professionalità. I dati dello scorso anno ci dicono che le imprese e i lavoratori hanno ben chiari questi cambiamenti”.
Le tematiche formative con il più alto monte ore di formazione nel 2022 sono state la salute e sicurezza sul lavoro, lo sviluppo delle abilità personali e la gestione aziendale.
I lavoratori maggiormente coinvolti in attività formative hanno un’età compresa tra 30-39 anni, seguita dai lavoratori tra i 40 e 49 anni.
L’Italia è in linea con le medie europee per percentuale di adulti in età lavorativa solo con il diploma di scuola media superiore (41% secondo Ocse).
Laurea e successive specializzazioni non escludono l’accesso alla formazione o all’aggiornamento: infatti il 13% degli iscritti è composto proprio da laureati.
Tra le regioni più virtuose in fatto di formazione professionale, troviamo la Lombardia, seguita dalla Puglia ed Emilia-Romagna.
(Francesco Franco, presidente di FondItalia)
Franco: “Pronti ad aiutare lo sviluppo delle Pmi”
La pubblicazione del nuovo avviso succede alla pubblicazione di quello con cui FondItalia è riuscita ad attivare percorsi formativi a beneficio di 2.644 imprese per un totale di quasi 30mila lavoratori.
“Tutti gli osservatori, nazionali e internazionali, concordano che il 2023 sarà un anno di svolta per il Paese - sottolinea Francesco Franco, presidente di FondItalia -. Il fabbisogno di lavoratori, dovuto al turnover degli occupati in uscita dal mondo del lavoro, ed il livello di specializzazione professionale richiesto sono alla base delle grandi trasformazioni del mercato del lavoro che ci troveremo ad affrontare.
FondItalia, che rappresenta un riferimento importante e presente per le imprese aderenti, soprattutto piccole e micro, come sempre c’è ed ha intenzione di dare il proprio contributo perché la ripresa del nostro Paese sia durevole e di largo respiro grazie all’apporto e agli sforzi di tutti gli attori della partita».
Redazione Cuoreeconomico
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