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21/10/2020

Franceschini (Confartigianato Terni): "Un nuovo blocco ucciderebbe l'economia, subito investimenti per il rilancio. Ast resti strategica"

Il presidente dell'associazione di categoria parla con Cuoreconomico della situazione dopo il lockdown e sui timori di una nuova serrata. Ma la vendita di Ast potrebbe avere un ruolo chiave per il futuro dell'economia del territorio

L’economia, il settore dell’artigianato e della manifattura dopo il lockdown e con lo spauracchio di una seconda anche parziale serrata all’orizzonte. Ma anche la vendita di Ast e il ruolo del settore per Terni. ‘CUOREECONOMICO’ ne ha parlato col presidente di Confartigianato Terni Mauro Franceschini.

Facciamo il punto sullo stato dell’arte per i settori di Confartigianato. Come sta reagendo il tessuto ternano?

La situazione è estremamente delicata. Stiamo entrando in questa seconda ondata che per certi versi sembra essere altrettanto forte. Purtroppo i nuovi provvedimenti che stanno uscendo rischiano nuovamente di bloccare il mercato e mettere in ginocchio l’economia. Parlando del ternano, ci sono aziende che non si sono ancora riprese dal lockdown o che stavano cominciando adesso a ripartire, c’è ancora chi ha gente in cassa integrazione. Oppure penso a quelle imprese che lavorano all’estero, magari in paesi che hanno una situazione sanitaria peggiore della nostra hanno avuto una perdita di fatturato importante. Pensare solo ad un nuovo blocco sarebbe deleterio’.

Possono essere utili in questo senso i fondi europei? Che tipo di misure si attende per la crescita?

Tutto quello che economicamente può aiutare va assolutamente rastrellato, quindi ben vengano i soldi europei, perché siamo in difficoltà. Il problema è che poi non sappiamo spenderli: continuiamo ad elargire mance, redditi di cittadinanza e bonus invece cha fare investimenti, sulla crescita e sulla ripartenza, anche a medio e lungo termine. Abbiamo bisogno di infrastrutture e di misure ad hoc. Per esempio il superbonus 110 sull’edilizia: se si riuscisse ad estenderlo ad una platea vasta, darebbe ampio respiro all’economia’.

Fra i settori di vostra competenza, quali sono maggiormente in difficoltà?

L’edilizia è in grande difficoltà, perché si portano dietro una crisi precedente, che questa situazione ha acuito. Ecco perché dicevo che l’ecobonus è importante: sbloccherebbe una situazione che altrimenti è complesso far ripartire’.

L’economia ternana passa, inevitabilmente, anche dalla siderurgia e la vendita di Ast diventa uno dei punti chiave in questo senso. Come vede da osservatore esterno – ma non troppo – questa situazione?

Più che dall'acquirente, la chiave è cosa in realtà voglia fare del sito una volta che l'avrà preso. Se c’è la volontà di rilancio e di inserire il sito di Terni in un piano internazionale, allora l'acquisto ha un valore ed un senso. Se invece viene acquistata, come già accaduto per altri siti, solo per togliere di mezzo un concorrente, o per assegnarle un ruolo marginale rispetto magari ad altri siti, questo ne sancirebbe la morte e sarebbe un danno gravissimo per la città. Purtroppo ho notizie che sul fronte della quantità della produzione siderurgica rispetto alle multinazionali, il ruolo di Terni sarebbe tutt’altro che chiave e questo mi preoccupa. Però magari potrebbe diventare un presidio europeo ed allora ho speranza che possa essere questa la volontà’.

Di Emanuele Lombardini

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