Giovani imprenditori nel segno della sostenibilità, ma fare impresa è sempre più difficile

Alla Fiera del Levante di Bari evento di Confcommercio: dal 2011 ad oggi perse 165.000 imprese giovanili. Un fenomeno che è costato 42 miliardi di mancato Pil. Gli investimenti in sostenibilità frenati da costi ed inflazione. Musacci: "Proviamo a rompere gli schemi ripartendo dal Sud". Sangalli: "Oggi sono attive quattro grandi crisi: demografica, della diseguaglianza, della diseducazione, della disgregazione del territorio"
"Territorio e territori" è il tema del Forum Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio che si è svolto alla Fiera del Levante a Bari. Una due giorni intensa, per analizzare e dibattere, con il contributo di docenti, esperti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, i processi di cambiamento e le innovazioni che stanno investendo le giovani imprese oggi e capire come i giovani e, più in generale, tutto il sistema di imprese possano contribuire allo sviluppo del nostro Paese in una prospettiva di crescita robusta e duratura. Soprattutto oggi, alla luce del difficile contesto in cui queste imprese si trovano a vivere e ad operare.
Imprenditoria giovanile determinante per il benessere economico
Secondo quanto emerge dallo studio “L’importanza dell’imprenditoria giovanile per il benessere economico” realizzato dall'Ufficio studi Confcommercio, dal 2011 ad oggi sono scomparse 165.000 imprese giovanili, con il tasso di imprenditoria giovanile che si è di conseguenza ridotto del 2,9 percento.
Un fenomeno che è costato al Paese 42 miliardi di mancato Pil e se nei prossimi dieci anni la quota di queste imprese crescesse del percento, nel 2033 la quota di Pil aggiuntiva sarebbe pari ad oltre 74 miliardi.
D’altra parte, si legge ancora nella ricerca, negli ultimi quaranta anni la popolazione giovanile è diminuita di dieci milioni, mentre è raddoppiato il numero degli anziani (da 7,5 a 14,1 milioni).
La parte del leone la fa purtroppo il Sud, dove negli ultimi dieci anni si contano 1,6 milioni di giovani in meno (il dato nazionale è di 3,3). In assoluto, tra il 2012 e il 2022 il calo di popolazione in Italia è di 1,1 milione di persone, anche in questo caso con prevalenza, ampia, del Mezzogiorno con una “perdita” di 0,9 milioni.
In senso assoluto l’analisi dimostra che la crescita del benessere dipende in modo cruciale dal tasso di imprenditoria giovanile: senza imprenditori, che quando entrano nel mercato sono quasi sempre giovani, la crescita economica si dissolve.
Giovani imprenditori sempre più “sostenibili”
Sostenibilità è la parola chiave per i giovani, che comprendono l'importanza di un nuovo modello economico, ma si scontrano con la realtà di costi elevati. Lo dice l'Osservatorio “Sostenibilità e Imprese”, ricerca promossa dai Giovani Imprenditori di Confcommercio.
Oltre il 90 percento degli imprenditori italiani o aspiranti tali vuole promuovere la sostenibilità come parte integrante delle proprie attività.
Si tratta di un concetto ampio, ma prevalentemente accostato all’ambiente: per il 64 percento degli imprenditori, infatti, è sinonimo di riduzione dell’impatto ambientale, ma significa anche attuare iniziative per supportare il benessere fisico e mentale dei dipendenti (44) o progettare attività di formazione e crescita professionale (42).
Riconoscere la propria attività come sostenibile è, dunque, un obiettivo importante e il 60 percento lo fa non solo per rispondere alle richieste esterne, ma perché è qualcosa in cui crede. Esiste comunque anche chi si definisce “non sostenibile” a causa soprattutto dei costi elevati (48) e della mancanza di incentivi statali (33)
Anche se, come dice lo studio, il concetto di sostenibilità è ancora prevalentemente associato all'ambiente o a concetti come il supporto del benessere dei team members o momenti di formazione e crescita professionale. Ma anche sostenere i giovani del territorio e creare posti di lavoro per i residenti locali.
Tra i criteri ESG ovvero i tre pilastri che devono guidare la trasformazione sostenibile delle aziende, infine, per un imprenditore su due quello più importante è il criterio social, ovvero il modo in cui l’azienda tratta la forza lavoro, affronta i temi aziendali della salute e della sicurezza e si relaziona con la comunità”.
Sangalli: “Valutare l'impresa soprattutto per quanto genera”
“Voi contribuite in modo fondamentale alla missione generale di Confcommercio, ovvero rappresentare gli intessi delle imprese del terziario di mercato traguardandoli verso l’orizzonte generale del Paese", ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, per il quale “pensare al futuro significa scegliere oggi un processo, un cammino.
Il nostro sforzo deve essere quello di fare buone scelte al presente, è un lavoro quotidiano e faticoso, ma è quello che ci fa guadagnare davvero il futuro”.
Dopo aver ribadito che nel nostro Paese attualmente “sono attive quattro grandi crisi: demografica, della diseguaglianza, della diseducazione, della disgregazione del territorio, e che di fronte queste crisi non possiamo volgere lo sguardo altrove perché ne va della tenuta come sistema-Paese”, Sangalli ha concluso affrontando il tema cardine della ricerca presentata in occasione del Forum: “credo sia importante non far passare un concetto di sostenibilità solo come impatto zero, la sostenibilità dovrebbe avere invece un impatto sul mondo, cambiarlo, e un’impresa dovrebbe essere valutata non solo perché non spreca ma per quanto genera. Potremmo chiamarla sostenibilità generativa”.
LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA MATTEO MUSACCI
Musacci: “Sostenibilità, opportunità per i giovani imprenditori”
Matteo Musacci, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, ha sottolineato nel suo intervento che uno degli obiettivi chiave del suo mandato è “ampliare il numero di gruppi giovani esistenti e partecipanti: c’è ancora tanta strada da fare, dobbiamo farne capire l’importanza a Confcommercio perché è una tappa obbligata per il futuro della Confederazione”.
“Vogliamo provare a rompere gli schemi – ha proseguito – come dimostra il fatto che siamo in una città del Sud, omaggio anche al compianto Alessandro Ambrosi e all’attenzione da lui sempre dimostrata verso i giovani, e al grande fermento che ha la Puglia sul versante dell’imprenditoria, anche giovanile”.
La sostenibilità – ha concluso Musacci – è un’opportunità per tutti i giovani imprenditori e anche da questo punto di vista il Forum è un’occasione per pensare, per ascoltare gli altri, per far lavorare il nostro cervello”.
Santanché: "I giovani sono il presente del nostro Paese"
Il ministro del turismo, Daniela Santanchè, ha inviato un videomessaggio di saluto ai partecipanti del forum dei Giovani Imprenditori di Confcommercio. "Il ruolo dei giovani imprenditori - ha detto - Santanché - è fondamentale.
Quando si parla di giovani spesso in passato la politica ha parlato del futuro della nazione ma in realtà voi siete il presente".
"Credo che voi siate il volano migliore per portare innovazione e visione nel mondo delle imprese - ha aggiunto - e come ministro del Turismo farò tutto quello che posso per sostenere i giovani imprenditori offrendovi strumenti per realizzare i vostri progetti".
"La mission di questo governo - ha concluso il ministro - è creare le migliori condizioni per le imprese come le semplificazioni burocratiche e l’accesso al credito stimolando la collaborazione tre imprese e istituzioni".
Redazione Cuoreeconomico
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