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30/11/2023

GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89: “Il coraggio del cambiamento per aiutare la crescita del Paese”

(da Sx Raffaele Nevi, Giovanni Giorgetti, Roberta Della Casa e Simone Foglio)

Alla sala Tevere della Regione Lazio ESG89 ha disegnato le chiavi dello sviluppo economico del Paese: “Puntare sulla formazione, ma anche sulle infrastrutture: l’Italia su questo fronte sconta un gap di competitività con i competitors europei. Paghiamo 40 anni di non scelte sul fronte della politica industriale ed economica, è il tempo di un cambio di passo senza timore. La politica deve accompagnare questo processo”. Presenti esponenti del mondo delle imprese, delle associazioni di categoria, dei sindacati, oltrechè della politica nazionale e locale

Le linee guida per l’Italia del futuro e i progetti da mettere in campo per uno sviluppo davvero sostenibile. Se n’è parlato nel tradizionale appuntamento con il GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89, “Il valore della rinascita economica”, ospitato quest’anno alla sala Tevere della Regione Lazio e moderato come sempre dal presidente di ESG89 Giovanni Giorgetti.

Nei due panel, esperti del settore ed esponenti del mondo sindacale ed economico hanno messo sul tavolo le chiavi dello sviluppo, declinate secondo gli obiettivi del Pnrr e senza nascondere le lacune ed i difetti, in gran parte atavici, del nostro Paese, che adesso proprio grazie all’opportunità offerta dall’Europa, l’Italia è chiamata a superare di slancio.

Le sfide sul piatto

Nell’intervento introduttivo, il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri, ha sottolineato la necessità di andare verso una economia più moderna ed un mondo più sostenibile “ma con realismo: una transizione non può essere immediata e servono aiuti per sostenerla”.

Ed ha aggiunto che “non ci sarà nessuna transizione se non si fanno pagare le tasse a chi non lo fa. Noi abbiamo deciso di anticipare la Global Minimum Tax al 15 percento per tutti i colossi che operano nel Paese”.

Roberta Della Casa, consigliera regionale, che ha fatto gli onori di casa insieme allo staff della collega Luisa Regimenti (in testa Simone Foglio), assente per problemi personali, ha ricordato la recente approvazione della legge regionale sugli Its Academy per formare professionisti del futuro, che nel momento in cui escono da scuola hanno la possibilità subito di entrare nel mondo del lavoro. In questi anni non si è fatta la giusta strategia sugli investimenti per modernizzare il Paese, abbiamo ora l’occasione per sviluppare tanto e investire per esempio su nuove tecnologie a basso impatto”.

“L’Italia del futuro: infrastrutture, digitalizzazione, sostenibilità”

Il primo dei due panel, incentrato sulle infrastrutture, ha visto al ternarsi al microfono esperti e professionisti del settore.

Per Andrea Margaritelli, presidente dell’istituto nazionale di architettura: “La riflessione sul futuro delle città, calata in particolare sulla specifica realtà e retroterra storico-culturale del nostro Paese, si allarga in forma naturale al tema strategico dei flussi e sistemi di collegamenti, e dunque alle infrastrutture, sia materiali che immateriali”.

Sauro Rossi, presidente di Park It, società che si occupa della digitalizzazione per interconnettere fra loro le città, ha portato la sua esperienza nel settore del parking, ricordando quanto l’interconnessione sarà la chiave del futuro e lanciando un monito: “I nostri hub di solito funzionano bene soltanto quando non sono sotto stress, ma noi abbiamo lavorato per farci trovare pronti su questo”.

Il settore dell’edilizia e delle costruzioni è uno di quelli che affronta questa sfida nel modo più forte: “Siamo arrivati al new deal infrastrutturale, con tante risorse a disposizione da investire e quindi è una occasione importante per ammodernare il Paese, ma dipende molto da noi.

I costi della sostenibilità però sono alti e lievitati: cosa siamo disposti a spendere per un mondo più sostenibile e migliore? Serve su questo una rivoluzione culturale”, sottolinea Pierluigi Metelli, amministratore dell’omonima azienda, sottolineando anche che “il Pnrr non è però ancora iniziato”.

Alfonso Di Bona, consigliere delegato della Heidelberg Materials Italia Calcestruzzi ha spiegato come riesca a presentarsi come appetibile per i giovani perché “noi siamo un’azienda da sempre attenta alla sostenibilità, soprattutto sul fronte digitale, con i sistemi di controllo del prodotto”.

Massimiliano Pescosolido, segretario di Atecap (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato), aggiunge che “in una buona economia circolare non possiamo fermarci ad una buona gestione dello scarto: anche la progettazione è parte della sostenibilità, per esempio capire quale è il prodotto migliore per una certa opera sul fronte del carbon footprint e della funzionalità”.

Il valore della rinascita sostenibile: attrattività e talenti

Il secondo panel, dedicato al lavoro, ai talenti ed all’attrattività ha visto invece alternarsi esponenti del mondo del sindacato, della consulenza alle imprese e delle realtà economiche.

Andrea Cuccello, segretario confederale della Cisl, ha ricordato l’importanza della famiglia e della scuola nella formazione dei talenti (“accompagnarli e coltivarli, senza però dare illusioni”), sottolineando però l’importanza anche di lavorare per far combaciare il mercato con le esigenze delle imprese, rilanciando il progetto di apprendistato duale “alla tedesca” del quale aveva già parlato ai nostri microfoni e la proposta per la partecipazione dei lavoratori alle imprese recentemente presentata dalla Cisl alla Camera: “Paghiamo 40 anni di non scelte sia dal punto di viste delle politiche industriali che energetiche – spiega – quindi c’è bisogno di capire dove vuole andare il Paese, che tipo  di industria il Paese vuole”.

Della necessità di investire sulle infrastrutture per aumentare la competitività ha parlato anche il presidente di Coldiretti Ettore Prandini: “Su questo siamo carenti, ci sono Paesi simili a noi come la Spagna che ci battono perché hanno investimento forte sulla logistica: questo ci costa 90 miliardi complessivi, dei quali 9 solo per l’agroalimentare.

Purtroppo per anni noi abbiamo lavorato sulle emergenze senza mai pianificare in anticipo cosa ci sarebbe realmente servito per crescere: allora, adesso che c’è il Pnrr, occorre cambiare verso, investendo sul settore ferroviario e marittimo, ma anche sul digitale, per un’agricoltura che sia sempre più di precisione”.

Eleonora Santi, Director External Affairs Philip Morris Italia ha portato la testimonianza della multinazionale, realtà che ha deciso di smettere di commercializzare prodotti a combustione e che proprio in Italia ha avviato una importante filiera produttiva, facendo sinergia con l’agricoltura e la filiera tabacchicola che vede l’Italia nella top 10 mondiale: “Noi investiamo su trasformazione energetica, digitale, buone pratiche e dignità del lavoro”, spiega.

Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader ha sottolineato come oggi nelle aziende ci sia personale transgenerazionale e dunque l’impresa che vuole attrarre talenti deve essere capace “di mediare fra le generazioni, intercettando anche le nuove richieste”.

Fondamentali in questo senso il ruolo delle Academy aziendali, “che delineano quali sono le esigenze delle imprese e come colmare il gap di competenze”.

Lanzillo ricorda che “oggi chi fa lavorare cinque giorni su cinque a settimana e non media il welfare col salario, non è attrattivo”.

Resta ovviamente la necessità, secondo Lanzillo, di una formazione costante, adeguata alle varie generazioni e quindi al trasferimento delle competenze fra di esse.

Cosimo Peduto di Confesercenti Roma e Lazio ha portato la voce delle Pmi: “Abbiamo costituito con Regione Lazio un osservatorio delle reti di impresa del commercio di prossimità”, sottolinea ricordando come sia nel Lazio che in Italia il tessuto delle micro e piccole imprese è molto forte e che queste aziende non riescono a partecipare ai bandi, soprattutto sul fronte dell’innovazione: “Dobbiamo fare in modo che queste aziende non perdano l’occasione”, dice.

Stefano Pratesi di Alce Nero, azienda di prodotti biologici ricorda come la sostenibilità non è una sfida ma una vocazione: “Piuttosto che interrogarci sui costi della sostenibilità, chiediamoci quanto costa l’insostenibilità”.

Dominga Cotarella, amministratore delegato dell’azienda di famiglia e neo presidente di Terranostra Coldiretti ha portato l’esperienza personale e familiare di utilizzo del vino come strumento di crescita umana e sociale, prima ancora che economica: “Abbiamo costruito una scuola di formazione e di sala, per rispondere alla grande richiesta che c’è per le professioni del settore ed abbiamo scelto di farla in un borgo, Castiglione in Teverina. Abbiamo creato un campus, dove i ragazzi stanno per 6 mesi, con docenti madrelingua inglese e francese ed imparano non solo i servizi di sala ma anche il management”.

Conclusione dei lavori affidata a Raffaele Nevi, segretario della commissione agricoltura della Camera: “C’è la necessità di spingere i nostri giovani nella direzione della libera impresa. L’Italia ha degli straordinari imprenditori, piccole realtà che fanno grande il Paese, con prodotti sempre più apprezzati nel mondo.

L’agroalimentare può essere un driver di sviluppo per il futuro perché ha dentro sostenibilità, innovazione e sicurezza, realtà in cui siamo ai vertici.

Le indicazioni hanno il dovere di rendere più facile la strada. La sfida è partire dalla formazione, facendo un investimento culturale perché ciascuno possa diventare un’eccellenza nel settore che sceglie, che sia universitario o meno”.

Nel saluto finale, il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani ha sottolineato il valore del Made in Italy, seconda manifattura d’Europa e fortemente richiesto all’estero: “Per aumentare la competitività – ha sottolineato – c’è bisogno di continuare ad investire sulle infrastrutture e sull’export, come stiamo già facendo. Il Governo su questo c’è e continuerà a lavorare”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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