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Guasconi (Camera di Commercio di Arezzo e Siena): ’Contro il Covid, scattano le degustazioni virtuali’

(Massimo Guasconi, Presidente Camera di Commercio Aezzo/Siena)

Export: al momento per poter vendere all'estero, gli unici strumenti, o quasi, sono quelli di natura digitale: una dimensione a cui non siamo ancora abituati, tranne che in pochi settori

Una degustazione virtuale a distanza per combattere la crisi legata all'emergenza Covid 19. E' quella che alcune aziende della provincia di Arezzo e Siena stanno sperimentando, grazie anche all'attività della Camera di Commercio. A illustrare le strategie adottate dalle imprese per continuare a essere presenti nel mercato globalizzato, è stato Massimo Guasconi, 59 anni, presidente della Camera di Commercio. Guasconi, laurea in giurisprudenza in tasca, ha sempre avuto ruoli di primo piano nelle associazioni di categoria, grazie a cui ha avuto modo di tracciare un quadro chiaro e preciso della situazione delle aziende.

«Adesso la vera sfida è superare questo momento e ripartire» è un po’ lo slogan legato del periodo.

Un tema cruciale nel post Covid-19 è l’internazionalizzazione delle imprese. L’epidemia ha ovviamente rallentato lo sviluppo e imposto correzioni di rotta: secondo lei quale potrebbero essere gli ingredienti per tornare a lavorare in un’ottica internazionale e per la conquista di nuove quote di mercato?

Questo è un momento difficile, perché il sistema della promozione internazionale è ingessato. Tutte le missioni e le fiere che erano state progettate, sono state o rimandate o addirittura cancellate. Vista la contingenza mondiale, dobbiamo guardare in tutt'altra direzione. Al momento, infatti, per poter vendere all'estero gli unici strumenti, o quasi, sono quelli di natura digitale: una dimensione a cui non siamo ancora abituati, tranne che in pochi settori. Le produzioni manifatturiere e quelle agricole sono completamente spiazzate ed è difficile che in tempi bevi possano stabilirsi nuovi canoni.

Quindi?

L’attesa di trovare un vaccino o una cura al virus, stiamo sperimentando una vera e propria degustazione a distanza, ovviamente riservata ad alcuni prodotti enogastronomici, attraverso una vetrina importante: il BuyFood Toscana 2020, una manifestazione nata per promuovere i prodotti agroalimentari Dop, Igp e Agriqualità della Toscana e la loro conoscenza, sia verso i media che verso gli operatori italiani ed esteri. Dopo la prima edizione in presenza, adesso pensiamo al virtuale. L'idea è questa: le aziende che vorranno far degustare i loro prodotti li dovranno inviare, in tempo utile, ai vari buyer in alcune piazze selezionati in alcune zone del Mondo. I venditori in determinati orari si potranno collegare on line e potranno effettuare una degustazione a distanza con uno specialista che spiegherà loro tutte le caratteristiche del prodotto. E' un metodo per scoprire un nuovo approccio con buyer e canali.

Ovviamente questa potrebbe essere una forma di vendita che si va ad agganciare a quelle già conosciute, anche perchè non tutti gli oggetti possono essere degustati o testati virtualmente. Ad esempio, nel mondo orafo, che per Arezzo è fondamentale, una fiera simile ha denunciato molti limiti.

Passando al Governo e alle politiche economiche, secondo lei l'esecutivo ha messo in campo dei supporti tangibili per sostenere le aziende, oppure tutto ciò che ha presentato è stato inutile o addirittura dannoso?

Se lei avesse potuto dialogare direttamente con il Governo, cosa avrebbe chiesto?

Ci sono delle iniziative che secondo me possono dare una buona risposta. Quello che può essere fatto in situazioni di crisi come questa è l'utilizzo di un fondo per fare il famoso salto di qualità. Per me la prima cosa da prendere seriamente in considerazione è l'ammodernamento del Paese attraverso la conclusione di grandi opere e il potenziamento delle infrastrutture anche telematiche.

Questo potrebbe portare un beneficio diffuso e potrebbe trasformarsi in grandi attivatori di economia: abbiamo tutte le competenze necessarie. Non solo ma riusciremmo anche a dare una nuova opportunità al lavoro e all'economia locale.

Porto un esempio: non abbiamo avuto una economia domestica brillante dovuta anche all’edilizia di ricostruzione che per 10 anni si è fermata. Adesso potrebbero entrare in scena degli attivatori formidabili, come i vari bonus, che potrebbero far tornare a cresce il settore edile. Vorrei ricordare che ci sono stati di periodi in cui l'edilizia rappresentava quasi il 30% del Pil per i diversi territori.

Anche se non ci saranno queste percentuali, mi aspetto molto da questa primavera, anche grazie alle operazioni del Governo. Ovviamente dobbiamo essere attenti alle zone d'ombra: se una mossa come quella di sbloccare i cantieri genera tanta domanda, si deve capire l'offerta su questo tipo di servizio quanto sarà pronto. Dobbiamo evitare improvvisazione e che si perda occasioni per mancanza di professionalità.

Infine, nell'emergenza non si può non parlare del rapporto con il sistema bancario. Secondo lei gli istituti di credito cosa stanno facendo o cosa hanno fatto per le aziende? Si sono rese disponibili, ad esempio, per alcune operazioni, oppure no?

Da quello che abbiamo potuto notare, anche grazie al nostro Osservatorio provinciale, è che si sono registrate delle anomalie di diversità nel comportamento degli istituti di credito: davanti alla medesima situazione delle aziende, non c'è stato il medesimo comportamento da parte delle banche: non tutto il sistema creditizio si è mosso in modo univoco.

Alcune aziende hanno colto al volo l'opportunità per rinegoziare la propria posizione. Ci sono state tante operazioni che hanno visto il mondo imprenditoriale e bancario insieme per rimodellare il sistema finanziario di alcune aziende, anche grazie alla vicinanza dello stato. Altre aziende, invece, hanno registrato delle situazioni di difficoltà di accesso al credito, non sempre diretto come diceva il Dpcm.

Di Carlo Stocchi

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