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09/01/2020

I piccoli borghi, campioni nelle produzioni agricole certificate

Veduta della campagna umbra, con alcuni dei suoi prodotti tipici certificati e protetti

Incentivare il recupero di beni non utilizzati

Un articolo del 3 settembre 2019 de Il Sole 24 ore comunica il lancio di un piano straordinario di dismissioni immobiliari con l’obiettivo di raccogliere finanze come il miglioramento del debito di enti locali o la possibilità, cambiando la proprietà o la destinazione d’uso di alcuni edifici, di incentivare il recupero di beni non utilizzati e di assicurare ricadute positive in termini di investimenti e occupazione all’economia locale e nazionale.
Il mondo della finanza immobiliare guarda con interesse all’Italia e alle opportunità di investimento in essa.
Milano, Roma sono sicuramente mercati interessanti, ma anche piccoli borghi, che ci distinguono rispetto a tutti gli altri mercati, ne rappresentano uno potenziale.

Il borgo come risorsa enogastronomica

Di questi piccoli borghi in Italia fanno parte 5567 comuni con al di sotto 5000 abitanti dove vivono 10 milioni e mezzo di cittadini. I centri minori costituiscono il 55% del territorio nazionale; in quest’ultimo vi rientrano zone naturalistiche, parchi, aree protette, che attraggono turisti provenienti da tutto il mondo.
Il nostro paese è vincente per l’enogastronomia: per questo siamo considerati in Europa il paese con il massimo numero di produzioni certificate, ma il dato sorprendente sta nel fatto che, proprio nei borghi con al di sotto 5000 abitanti, vi è il 92% dei prodotti di origine protetta e il 79% dei vini italiani più pregiati. Nonostante questo, le zone interne si spopolano perché a seguito di dinamiche economiche, sociali, commerciali, molte zone non hanno saputo reinventarsi. Numerose le iniziative a sostegno, dal momento che la questione riguarda due terzi del territorio italiano tra cui la svendita delle “case a 1 euro”.

Sempre piu’ stranieri interessati ai nostri piccoli borghi

L’Italia attrae stranieri dal punto di vista turistico: anglosassoni e svizzeri si concentrano nella Toscana, Umbria, Lago di Como mentre i tedeschi sul Lago di Garda e gli inglesi sui borghi pugliesi.
Il nostro paese possiede un patrimonio sociale, artistico, culturale di borghi purtroppo dimenticati per scarsa incentivazione o promozione dalle istituzioni preposte alle politiche del turismo, alla carenza della rete infrastrutturale, alle calamità naturali che spesso sono il fattore di abbandono di una zona.
Il contesto italiano avrebbe l’opportunità di vivere un importante progetto strategico, in cui il patrimonio immobiliare potrebbe generare un impatto economico in un luogo attrattivo dal punto di vista turistico, culturale ed enogastronomico.

 

Fonti consultate: https://www.ilsole24ore.com/art/perche-borghi-potranno-diventare-decisivi-il-settore-immobiliare-e-non-solo-ACYWJkh?refresh_ce=1 (3 settembre 2019)