La nuova rivoluzione industriale ha sempre più bisogno dei managers

(Mario Mantovani, Presidente di Manageritalia)
Il rapporto curato da Manager Italia: cresce il numero delle figure dirigenziali nel biennio. Il presidente Mantovani: "I mutamenti professionali, le nuove affermazioni di genere e di competenze hanno bisogno di essere governati al meglio"
Cresce il numero dei manager e dei dirigenti in Italia, +5,4% nel biennio 2020-2021, pur in presenza di un contesto economico difficile che risente ancora degli effetti del post pandemia, della risalita dell’inflazione e della guerra in Ucraina. Un dato che premia principalmente le donne che fanno segnare un +13,4% rispetto al +3,5% degli uomini su base nazionale.
Anche in Umbria il dato nazionale trova conferma, con un incremento del +2,3% che porta il numero complessivo dei manager a 655 con una crescita dell’universo femminile fa segnare un +2,5% dal 2020 al 2021.
Questa la fotografia che emerge dal “Rapporto Manager 2023” su dati Inps, presentato ieri nel corso dell’Assemblea annuale di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria, che si è svolta presso gli spazi del Marriot Rome Central Park che ha visto presenti 100 manager del centro Italia.
A confrontarsi con gli associati sull’evoluzione del mondo del lavoro, sulla della figura dei dirigenti nei terrori nonché sui mutamenti e le sfide che la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale stanno apportando al futuro del management: Roberto Saliola, presidente di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria con Mario Mantovani, presidente di Manageritalia e Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio Regionale del Lazio che nel suo intervento di saluto istituzionale ha aperto a una proficua collaborazione con i manager per dare slancio alle imprese.
La nuova rivoluzione industriale e i nuovi modelli d'impresa
“In questo momento stiamo vivendo una vera e propria nuova rivoluzione industriale 4.0 che mette al centro la relazione tra risorse umane e la tecnologia” così commenta Roberto Saliola, presidente di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria.
“Il futuro imminente ci obbliga a rivedere i nostri modelli di produzione e gestione d’impresa focalizzandoci sulla fruizione tecnologica e l’integrazione delle competenze.
In quest’ottica - conclude Saliola - saranno sempre più rilevanti e determinanti, per affermarsi nel mondo del lavoro e dell’impresa, le soft skills come: creatività, empatia, capacità di adattamento oltre ovviamente a competenze aggiornate.
In questo le donne da sempre sono e lo saranno ancor di più un modello di riferimento per la managerialità poiché più sensibili e attente al cambiamento”.
Competenze fondamentali per la crescita
“Numeri in crescita per la figure manageriali che per le loro competenze si dimostrano sempre più determinanti per la crescita delle imprese e di conseguenza dei territori locali in cui operano” così commenta Mario Mantovani, Presidente di Manageritalia che prosegue: “I mutamenti professionali, le nuove affermazioni di genere e di competenze che stanno affrontando oggi imprese, territori, amministrazioni pubbliche e quant'altro.. hanno sempre più bisogno di manager, uomini e donne, capaci di governare al meglio la complessità anche tecnologica, così come hanno sempre fatto con le risorse umane, finanziarie e gestionali. Parità di genere e innovazione tecnologica sono due elementi sempre più determinanti per il futuro del management”.
L’incremento delle figure manageriali a livello nazionale dimostra come imprenditori e aziende abbiano compreso l’importanza delle competenze e che senza figure manageriali non si cresce e non si compete sul mercato nazionale e men che meno in quello internazionale.
Manager e dirigenti crescono in tutti i settori con un significativo +9% per il terziario e terziario avanzato e solo del 1,1% per l’industria, in crescita anche ambito come Istruzione, Servizi di informazione e comunicazione nonché sanita e assistenza sociale segno di come il comparto dei servizi sia sempre più significativo per la crescita e lo sviluppo del Paese.
Redazione Cuoreeconomico
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