mar 03 feb 2026

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La Pietra (Masaf): "Olivicoltura pugliese d'eccellenza, ma Xylella è ancora presente"

Convegno a Brindisi con gli operatori del settore. Il sottosegretario: “A Lecce, Brindisi e Taranto ho trovato una situazione drammatica”. L'onorevole Cerreto: “Indagine conoscitiva in Commissione sullo stato del Piano di contrasto al batterio”, Sicolo (Cia): “La Puglia è il 60% della produzione olivicola italiana, deve contare di più dove si decide”. Battista: "Lo sviluppo del comparto passerà dalla semplificazione burocratica e da interventi che agevolino il reperimento della manodopera, problema molto avvertito soprattutto dalla maggioranza delle aziende del territorio, che non ha impianti super intensivi

Un nuovo Piano Olivicolo Nazionale che parta dalla Puglia; la nomina di un Commissario Straordinario con poteri e risorse per affrontare la tragedia Xylella; l'unione delle due attualmente esistenti in un'unica Organizzazione Interprofessionale di settore.

Sono solo alcuni degli impegni presi sabato 18 marzo 2023, a Bitonto, dal sottosegretario al Ministero dell'agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra e dal deputato Marco Cerreto della Commissione Agricoltura della Camera, davanti a olivicoltori e frantoiani di tutta la Puglia convocati da Cia Agricoltori Italiani di Puglia e Italia Olivicola.

Al centro del confronto, moderato dal vicepresidente vicario Cia Puglia Giannicola D'Amico e presieduto da Gennaro Sicolo leader di Italia Olivicola e presidente regionale Cia Puglia, soprattutto le problematiche attinenti alla Xylella e alla redditività in caduta libera per il settore.

Presenti anche il presidente di Copagri Tommaso Battista, il presidente dell’Ismea Angelo Frascarelli e i presidenti della Copagri Puglia Michele Palermo e della Copagri Brindisi Giovanni Allegrini.

Situazione drammatica per il settore 

Nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto”, ha detto il sottosegretario La Pietra a proposito degli effetti del batterio, “ho trovato una situazione drammatica.

Non possiamo più parlare di emergenza, sono passati 10 anni, occorre risolvere strutturalmente il problema Xylella. Il Governo deve intervenire”, ha aggiunto La Pietra, “faccio mia la vostra istanza per la nomina di un Commissario Straordinario.

Parlerò col ministro Lollobrigida appena tornato a Roma e spero di potervi dare risposte nel più breve tempo possibile. Il problema non è solo sulle risorse, ma anche sul come vengono utilizzate”.

Marco Cerreto, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, ha anticipato la volontà di incardinare – proprio in Commissione – un’indagine conoscitiva sull’attuale situazione inerente alla Xylella, alle difficoltà di avanzamento di azioni, ristori e fondi previsti e stanziati nell’ambito del Piano di Rigenerazione Olivicola.

Il futuro del settore olivicolo passa dalla messa in campo un piano di rilancio complessivo, che tenga conto di tutte le peculiarità del comparto e vada a incidere su una situazione drammaticamente compromessa, intervenendo da un lato per contrastare la continua avanzata della Xyllela e dall’altro per promuovere l’installazione di nuovi impianti produttivi, anche intensivi e super intensivi, che promuovano le cultivar nazionali e puntino sulla qualità e sulle numerose possibilità offerte dalla ricerca e dall’innovazione, andando così ad abbattere i costi e concorrendo a una migliore formazione del reddito”, ha asserito il sottosegretario La Pietra.

Il fine ultimo di una simile iniziativa, oltre alla necessaria tutela del territorio, deve essere quello di dare agli agricoltori la possibilità di avere un reddito certo”, ha aggiunto La Pietra.

L’olivicoltura pugliese, fiore all’occhiello dell’agroalimentare regionale e nazionale, paga gli effetti di una congiuntura negativa legata al calo produttivo, agli incrementi dei costi di produzione, all’andamento climatico sfavorevole e all’emergenza Xylella; puntare sulle possibilità offerte dalla PAC e dal Piano Strategico deve diventare quindi un imperativo per tutti i produttori agricoli”, ha spiegato Battista.

Lo sviluppo del comparto - ha aggiunto Battista - passerà dalla semplificazione burocratica e da interventi che agevolino il reperimento della manodopera, problema molto avvertito soprattutto dalla maggioranza delle aziende del territorio, che non ha impianti super intensivi; in tale ambito, saranno fondamentali i lavori del Tavolo olio al Masaf, nel quale bisognerà inoltre ragionare su una seria attività di promozione dell’olio EVO per andare a incidere sui prezzi al consumatore, che al momento non sono redditizi per gli olivicoltori”.

Le ultime novità

Frascarelli ha poi passato in rassegna le principali novità introdotte dalla PAC 2023-27, con particolare riferimento agli eco-schemi per l’olivicoltura, ricordando che “l’inerbimento dei terreni con determinate piante e la presenza di almeno sessanta ulivi per ettaro, così come l’introduzione di piante impollinatrici per le api, sono solo alcuni degli impegni e sostegni previsti dagli eco-schemi della PAC”.

Nella nuova programmazione - ha aggiunto il presidente di ISMEA - un ruolo di primo piano verrà svolto anche dal nuovo Fondo AgriCAT, che come noto si affiancherà alla polizza assicurativa nella tutela dagli eventi catastrofali e che avrà una dotazione di 350 milioni l’anno per il quinquennio 2023-27, distinguendosi per la sua struttura organizzativa snella, con procedure informatiche semplificate utili a consentire denuncia dei danni catastrofali”.

L'evento di Brindisi

Il convegno è stato aperto dai saluti di Benedetto Fracchiolla, presidente di Finoliva Global Service Spa, eccellenza assoluta del comparto olio i cui stabilimenti hanno ospitato l’iniziativa.

A fare gli onori di casa, anche il sindaco Francesco Paolo Ricci che ha ricordato come circa il 50% dei bitontini fondino il proprio reddito pro capite sulla coltivazione dell’olivo e sull’intero movimento di occupazione e produzione legato alla filiera dell’olio extravergine.

In apertura, Giannicola D’Amico, vicepresidente vicario Cia Puglia, ha ricordato come l’organizzazione abbia sempre avuto fiducia “nella scienza, non nella fantascienza. Lo abbiamo detto fin dall’inizio che la Xylella non avrebbe atteso i tempi della politica, della giustizia e della burocrazia”.

I due autorevoli esponenti di Governo e Parlamento si sono confrontati con Elia Pellegrino, presidente dell’Associazione Italiana Frantoi Oleari; Tommaso Loiodice, presidente dell’Unione Nazionale Associazione Produttori Olivicoli; Gino Canino, vicepresidente di Italia Olivicola.

Hanno incontrato gli olivicoltori di 5 tra le più importanti organizzazioni di produttori olivicoli: Oliveti Terra di Bari, APO Foggia, Terre di Ulivi, Assoproli e Aproli Bari. Presenti imprenditori olivicoli da Lecce, Brindisi, Taranto, Bat, Foggia e Bari.

Tutelare una produzione di eccellenza

Oggi la Puglia rappresenta il 60% della produzione italiana di olio extravergine d’oliva, ma a questa straordinaria quantità e qualità produttiva non corrisponde un eguale peso sui tavoli nazionali e internazionali in cui risiede la governance del settore olivicolo”, ha spiegato il leader di Italia Olivicola e presidente di Cia Puglia Gennaro Sicolo.

Occorre cambiare questo stato di cose e nel sottosegretario La Pietra e nel ministro Lollobrigida abbiamo trovato interlocutori attenti in tal senso. Apprezziamo la disponibilità mostrata dal sottosegretario La Pietra”, ha aggiunto Sicolo, “gli impegni assunti a Bitonto, di fronte a tutta la Puglia olivicola, possono e devono essere l’inizio di una svolta.

Ciò che è successo nel sud della Puglia è spaventoso, in 10 anni si è passati da un’area di 25mila ettari colpita dal batterio agli attuali 750mila ettari, con 22milioni di piante d’olivo completamente ‘bruciate’ dalla Xylella, che avanza 10 chilometri l’anno. O riusciamo a fermarla oppure vedremo azzerare la nostra olivicoltura e, con essa, un’intera economia.

La seconda ipotesi non è accettabile”, ha proseguito Sicolo, “per questo occorre una svolta, ed è necessario attivarla subito, con azioni concrete e un’accelerazione decisiva. Se facciamo passare ancora del tempo, non avremo più un settore olivicolo”.

Redazione Cuoreeconomico
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